Toscana: Geopolitika del Lavoro in un mondo di guerra

La giornata di studio e confronto promossa da CGIL Toscana – Dipartimento internazionale intende offrire uno spazio di riflessione critica sulla fase geopolitica che stiamo attraversando, segnata da guerre, riarmo, crisi ambientali, disuguaglianze crescenti e da un evidente indebolimento del multilateralismo e della cooperazione internazionale.

Era urgente quando abbiamo pensato l’iniziativa, ora è ancora più complessa e non rinviabile.

In questo scenario, il lavoro – e il movimento sindacale – rappresentano un punto di osservazione fondamentale per leggere i conflitti globali e, al tempo stesso, per costruire prospettive alternative fondate sulla pace, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà tra i popoli.

Economia, guerra e lavoro nel mondo multipolare

Quale ruolo per il sindacato nella crisi dell’ordine globale

La sessione del mattino sarà dedicata al ruolo del lavoro come fattore di pace, democrazia e coesione sociale. Attraverso il contributo di economisti, giuristi e dirigenti sindacali, si analizzeranno le trasformazioni dell’economia globale, il nesso tra politiche economiche, conflitti e guerra, e la responsabilità delle organizzazioni dei lavoratori nel contrastare la logica della competizione, della precarizzazione e della militarizzazione.

Eredità coloniali, nuove disuguaglianze e cittadinanza

Partecipazione, inclusione e giustizia sociale nella geopolitica contemporanea

La sessione del pomeriggio approfondirà il legame tra geopolitica, colonialismo e nuove forme di dominio, mettendo al centro le disuguaglianze globali, le eredità coloniali, le migrazioni, le dinamiche di esclusione e le possibilità di una partecipazione democratica reale. Uno sguardo particolare sarà dedicato alle soggettività invisibilizzate, ai processi di razzializzazione e al ruolo del sindacato nella costruzione di pratiche inclusive e di alleanze transnazionali.

L’obiettivo della giornata è contribuire a costruire una lettura sindacale della geopolitica contemporanea, capace non solo di interpretare il presente, ma di indicare percorsi di trasformazione fondati sui diritti, sulla pace e sulla dignità del lavoro.

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