Nella nuova puntata de L’Angolo Rosso, trasmissione dedicata a lavoro, credito e risparmio a cura di Fisac Cgil Toscana, si intrecciano due temi centrali. Da una parte la vertenza aperta alla Cassa di Risparmio di Volterra, con la mobilitazione sindacale dopo la scadenza del contratto integrativo aziendale. Dall’altra la nascita dello Sportello Legalità Fisac Cgil in Generali Italia, un nuovo servizio di assistenza e tutela legale per lavoratrici e lavoratori.
Ospiti della puntata sono Elisabetta Masciarelli, segretaria generale della Fisac Cgil Generali Italia, Laura Marchini, segretaria generale della Fisac Cgil di Pisa, e Gianluigi Ricupito, responsabile dello Sportello Legalità Fisac Cgil Generali Italia.
Cr Volterra, cosa chiedete dopo il primo sciopero?
Laura Marchini – Dopo la scadenza del contratto integrativo aziendale, il 28 febbraio, e davanti al rifiuto della banca di discutere alcuni punti della piattaforma approvata da lavoratrici e lavoratori, i sindacati hanno proclamato due giornate di sciopero. La prima si è svolta il 7 aprile.
Laura Marchini: “Serve un confronto vero, nel rispetto della piattaforma votata dai lavoratori”
«Noi chiediamo l’apertura immediata di un confronto reale sul contratto integrativo, partendo dalla piattaforma di rinnovo votata nelle assemblee e tenendo conto anche del vecchio contratto scaduto, con tutti gli istituti economici e normativi che contiene. Per me è impensabile cancellare il passato o ignorare una volontà espressa democraticamente.
Io penso che vada rispettato il percorso democratico che ha portato a quelle richieste e il sistema di relazioni sindacali che negli anni ha costruito diritti concreti. In una fase così incerta, i lavoratori hanno bisogno di più tutele, non di nuove incertezze.
Per me il contratto integrativo è decisivo perché incide su aspetti molto concreti della vita in banca: buono pasto, smart working, indennità di rischio, di ruolo e di pendolarismo, percorsi di inquadramento. È un pezzo fondamentale della contrattazione di secondo livello.
Devo dire che la trattativa è partita subito male, con veti posti dalla controparte. Nemmeno i due passaggi a Roma, uno per un parere richiesto alla commissione aziendale e uno per il tentativo di conciliazione, sono bastati a evitare lo sciopero.
Il presidio in piazza dei Priori a Volterra, con tutte e quattro le sigle sindacali promotrici, ha accompagnato una giornata di sciopero con adesione altissima. La stragrande maggioranza delle filiali era chiusa e gli uffici della direzione di sede a Volterra erano sguarniti. Per me questo dimostra una volontà molto chiara di difendere la contrattazione di secondo livello in Cassa di Risparmio di Volterra.
Ora io mi auguro che arrivi finalmente una convocazione da parte della banca, ma in condizioni di pari dignità. Questo significa partire, come si è sempre fatto, dalla piattaforma condivisa con lavoratrici e lavoratori e senza disconoscere il vecchio CIA e ciò che nel tempo è stato costruito.
Se questa apertura non arriverà, noi siamo già pronti a una seconda giornata di mobilitazione: lo sciopero è già indetto per venerdì 24 aprile.
Tengo anche a ricordare che stiamo parlando di una banca, cioè di un’azienda di servizi che vive di relazioni con le persone e con una clientela molto radicata sul territorio, soprattutto nella provincia di Pisa. Per questo mi aspetto che tenga conto in modo responsabile delle esigenze di tutti gli stakeholder, a partire dai propri dipendenti.
Ci tengo infine a sottolineare che scioperare è un sacrificio, perché significa rinunciare a una giornata di paga. Per me questo sacrificio va rispettato. Anche noi vogliamo una banca solida e competitiva, ma sono convinta che questo obiettivo si costruisca con i lavoratori e con le lavoratrici, non sulle loro spalle.
Per questo ribadisco la nostra piena disponibilità al confronto, partendo dalla piattaforma rivendicativa e dal vecchio CIA. Ma se la banca non cambierà atteggiamento, il 24 aprile saremo di nuovo in piazza a Volterra.»
Che cos’è lo Sportello Legalità Fisac Cgil in Generali Italia?
Elisabetta Masciarelli – Lo Sportello Legalità è un servizio che Generali Italia mette a disposizione delle iscritte e degli iscritti Fisac per offrire un supporto specifico sul piano legale.
Elisabetta Masciarelli: “Uno strumento interno per affrontare meglio i problemi che nascono nel lavoro e nel rapporto con l’azienda”
«Per me è un piacere raccontare questo servizio. Si tratta di uno strumento che offriamo alle nostre iscritte e ai nostri iscritti per dare un supporto orientato ai temi legali, quindi per affrontare meglio situazioni che nascono nel lavoro, sul posto di lavoro e più in generale nel rapporto con l’azienda.
Penso a casi che possono emergere durante l’attività lavorativa oppure in relazione a contestazioni che arrivano dall’ufficio del personale o dall’azienda stessa. Lo Sportello Legalità nasce alla fine del 2024 e si è consolidato nel corso del 2025.
È nato da un’esigenza che i lavoratori ci hanno rappresentato attraverso le RSA, facendoci capire che questo tipo di supporto, pur in presenza di servizi già esistenti sul territorio, andava valorizzato meglio e reso più efficace attraverso una struttura interna.
Per me questo è un punto importante, perché un supporto interno conosce meglio le dinamiche aziendali e riesce quindi a leggere con maggiore precisione i problemi che le persone vivono.
Questa è una peculiarità della nostra organizzazione in Generali Italia e riguarda diversi ambiti. Penso, per esempio, al supporto in caso di contestazioni disciplinari: non solo la spiegazione dell’iter, ma anche un aiuto concreto nel rispondere all’azienda nei tempi previsti, con giustificazioni corrette e utilizzabili eventualmente anche in altre sedi.
Penso poi anche alle segnalazioni che possono arrivare dai colleghi oppure a situazioni riferibili a condotte aziendali non sempre perfettamente in linea. E ancora ai pareri su questioni molto delicate, quando c’è bisogno di capire se una determinata situazione possa essere definita pressione commerciale, pressione organizzativa, stress lavoro correlato, molestia e così via.
Io ritengo che questo sportello, sotto la responsabilità del dottor Ricupito, ci consenta davvero di aiutare lavoratrici e lavoratori a inquadrare correttamente, prima di tutto dal punto di vista legale, la situazione che stanno vivendo, per poi affrontarla con tutti gli strumenti che possiamo mettere a disposizione anche attraverso la nostra rappresentanza territoriale e aziendale.»
Come funziona concretamente lo Sportello Legalità?
Gianluigi Ricupito – È un servizio sindacale di assistenza e tutela legale dedicato ai lavoratori e, in particolare, ai produttori di Generali Italia.
Gianluigi Ricupito: “Consulenza, segnalazioni e supporto concreto nei conflitti di lavoro”
«Io definisco lo Sportello Legalità della Fisac come un servizio sindacale di assistenza e tutela legale dedicato ai lavoratori e, in particolar modo, ai produttori di Generali Italia, cioè a chi lavora nella rete commerciale assicurativa dipendente.
Concretamente, questo sportello offre consulenza legale per aiutare a risolvere i conflitti di lavoro con l’azienda, raccoglie segnalazioni di situazioni problematiche o scorrette e fornisce supporto nei casi particolari.
Quando parlo di situazioni problematiche, mi riferisco a contestazioni disciplinari, licenziamenti disciplinari, mobbing, stress da lavoro correlato, molestie, problemi di salute e sicurezza sul lavoro e discriminazioni, che possono riguardare il genere, le opinioni o l’attività sindacale. Il nostro obiettivo, per come lo vedo io, è offrire ai lavoratori di Generali Italia e ai nostri iscritti un sostegno concreto per affrontare e risolvere problemi legali o situazioni lavorative difficili.
Per attivare il servizio, il lavoratore può compilare un modulo attraverso il portale della Fisac, descrivendo la situazione vissuta. A quel punto sono io, in qualità di responsabile dello sportello, a contattarlo. In alternativa, il lavoratore può rivolgersi al rappresentante sindacale di zona, che poi mi contatta e da lì si avvia il percorso di supporto e consulenza.
Se guardo ai casi più frequenti emersi in questi anni, uno dei temi principali è sicuramente quello delle pressioni commerciali eccessive. Il nostro è un settore che vive pesantemente questo fenomeno. Le situazioni tipiche sono quelle in cui vengono imposti, soprattutto alla rete produttiva dipendente, obiettivi irrealistici, spesso accompagnati da minacce implicite o da ritorsioni lavorative se quei risultati non vengono raggiunti.
In questi casi, io credo che il primo compito dello sportello sia aiutare il lavoratore a capire se quelle richieste siano legittime oppure no, verificare eventuali abusi e violazioni contrattuali e cercare di arginare le condotte dei superiori gerarchici quando producono danni rilevanti sul lavoratore.
Un altro ambito molto delicato riguarda i trattamenti economici poco chiari: provvigioni, bonus, rimborsi spese e premi non pagati correttamente. In questi casi il nostro intervento consiste nel controllo preventivo del contratto di lavoro, nella verifica dell’eventuale illecito e nel supporto a un’azione per il recupero delle somme dovute.
Per esperienza, però, il campo in cui siamo particolarmente impegnati è quello delle contestazioni disciplinari e dei conseguenti provvedimenti. Quando arriva una contestazione disciplinare, per me bisogna innanzitutto verificare se il fatto contestato dall’azienda rientri davvero in una violazione degli obblighi del lavoratore. Poi bisogna aiutare la persona a rispondere, sia per iscritto, attraverso le giustificazioni da inviare all’azienda, sia oralmente, quando viene richiesta un’audizione.
Io ritengo molto importante inquadrare subito correttamente la fattispecie disciplinare, perché solo così si può capire quale strada intraprendere per aiutare davvero il lavoratore.
Anche nei casi di licenziamento disciplinare, il nostro compito è orientare il lavoratore e fornirgli i consigli utili per arrivare, se necessario, all’impugnazione in sede giudiziale, naturalmente con l’assistenza di un legale che seguirà poi la fase davanti al giudice.»