
Estratto dalla piattaforma di rinnovo del CCNL 2026:
“Parlare di benessere lavorativo significa porre le donne e gli uomini che lavorano nel settore bancario come fattore decisivo per la crescita delle aziende…”
Assistiamo a continue dimissioni ad ogni livello, in ogni territorio e per ogni figura professionale. La comunità aziendale non esiste più, è stata ormai sostituita da un “modello commerciale” soggettivistico privo di tutti quei valori che consentono ad un’azienda di crescere e cambiare con il mondo che cambia. Tutto questo riteniamo sia frutto di una “delega eccessiva” dell’organizzazione dell’azienda a chi ne ha la responsabilità commerciale, con lo scopo ben preciso del “dividi et impera”. Risultato di questa strategia è proprio il crescente malessere sul posto di lavoro da parte della stragrande maggioranza delle persone.
Che si parli di quiet quitting o di great resignations purtroppo nella nostra azienda capiamo benissimo di cosa si tratta: al lavoro si sta male.
Appare quasi grottesco il riconoscimento di Top Employer 2026 per l’Italia e l’Europa, soprattutto visto che 2 punti di valutazione sono stati i percorsi di sviluppo professionale (fermi dal 2011) e l’ascolto attivo dei colleghi (inesistente soprattutto dopo il cambio del modello HR).
Possiamo trovare le giustificazioni più fantasiose, ma alla fine occorre che qualcuno si prenda la responsabilità della situazione attuale, che a nostro avviso è da ricondurre all’attuale organizzazione commerciale.
Si tratta di sottodimensionamenti, carichi di lavoro eccessivi, processi farraginosi, pressioni sempre più invasive, datificazione delle prestazioni e politiche retributive deludenti.
✓ Abbiamo parlato a lungo del riassorbimento di gran parte degli aumenti contrattuali.
✓ Abbiamo già detto del cervellotico sistema incentivante che magicamente riduce il premio in prossimità del raggiungimento.
✓ Abbiamo anche parlato dei patti di stabilità e di come stiano indisponendo gli interessati.
Ora l’azienda avrebbe l’occasione di lasciarsi condurre dalle scriventi organizzazioni sindacali verso un VAP che possa riportare un clima disteso in attesa del piano industriale.
Speriamo che lo capisca.