

Una nuova conferma delle criticità denunciate
La nuova sentenza del Tribunale di Roma sulla vicenda BNL-Capgemini rappresenta un ulteriore e importante passaggio su una vicenda che le Organizzazioni Sindacali hanno seguito con grande attenzione sin dall’inizio.
Nessuna Organizzazione Sindacale ha sottoscritto le cessioni di ramo, e questo dato assume oggi un significato ancora più rilevante: fin dall’avvio dell’operazione erano infatti emerse forti preoccupazioni rispetto alle ricadute industriali, organizzative e occupazionali di quelle scelte.
La decisione del Tribunale di Roma
Oggi la Magistratura conferma in maniera chiara tali criticità.
Il Tribunale ha infatti dichiarato illegittimi i distacchi disposti da BNL presso CFT e ha disposto il ripristino pieno del rapporto di lavoro in capo a BNL. Inoltre, dalla sentenza emerge con evidenza come il contratto di rete sia stato utilizzato per mantenere in essere una situazione già oggetto di censura da parte dell’autorità giudiziaria.
Si tratta di un elemento estremamente significativo, che impone una riflessione profonda sulle scelte effettuate in questi anni e sulle conseguenze prodotte sulle lavoratrici e sui lavoratori coinvolti.
Il rientro dei 115 colleghi in BNL
A seguito della sentenza, i 115 colleghi interessati sono rientrati in BNL e sono stati avviati a un percorso di ricollocazione interna definito dall’azienda. Una parte consistente sarà destinata all’ambito IT, mentre altri colleghi verranno inseriti in strutture commerciali e operative, con la prospettiva, in alcuni casi, di mobilità giornaliera e pendolarismo all’interno della regione Lazio.
Le perplessità delle Organizzazioni Sindacali
Su questo tema le Organizzazioni Sindacali hanno espresso forti perplessità, contestando la scelta aziendale di non attivare alcuna procedura sindacale dedicata nonostante gli evidenti impatti sulle condizioni lavorative e personali delle persone coinvolte.
Riteniamo che situazioni di questa portata non possano essere gestite esclusivamente attraverso percorsi individuali e decisioni organizzative unilaterali. È necessario invece aprire un confronto vero, strutturato e trasparente, finalizzato a individuare soluzioni condivise che tutelino professionalità, competenze e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il rischio di ulteriori contenziosi
Questa sentenza rischia inoltre di aprire ulteriori contenziosi da parte di lavoratrici e lavoratori che si trovano nelle medesime condizioni.
Per questo motivo non è sufficiente prendere atto della decisione giudiziaria: occorre affrontare in maniera organica l’intera vicenda, evitando disparità di trattamento tra colleghi e garantendo pari opportunità in termini di mobilità interna, percorsi professionali, formazione e riconoscimenti economici.
Soluzioni adeguate e tutela delle persone
Per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti sarà necessario individuare soluzioni adeguate, sostenibili sul piano umano e organizzativo e coerenti con le competenze maturate, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità e ai carichi familiari.
Le Organizzazioni Sindacali continueranno a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda, mettendo in campo tutte le iniziative necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
Perché il lavoro deve essere tutelato, valorizzato e rispettato.
Roma 05/05/2026
Segreterie di Coordinamento del Gruppo BNL
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN