
Sono stati pubblicati i risultati del primo trimestre 2026, che evidenziano la prosecuzione del trend positivo che vede bilanci in crescita ormai da diversi anni. Aumenti importanti per il margine d’interesse (+34%) e per le commissioni (+26%), superiori a quello dei costi operativi (+20%), e questo nonostante gli aumenti contrattuali. Questo porta un utile trimestrale di 549 milioni, in aumento del 22% rispetto a 12 mesi fa.
Cosa vuol dire tutto questo? Che ognuno di noi, negli ultimi 12 mesi, ha prodotto più utili rispetto all’anno precedente. La nostra produttività è ulteriormente aumentata.
Di questo ci dà atto l’AD nell’email inviato a tutte e tutti i dipendenti lo scorso 7 maggio, nella quale scrive:
Quanto abbiamo realizzato è, ancora una volta, merito di ciascuno di voi, GRAZIE!
Parole che fanno piacere, che però auspichiamo siano seguite anche da un riconoscimento più tangibile, vista l’imminenza del ciclo d’incontri per la quantificazione del VAP da pagare il prossimo anno.
Ma come si compone questo utile? È interessante analizzarlo, perché vengono fuori dati sorprendenti. Ci soffermiamo nello specifico sui dati della Capogruppo, in quanto sono quelli sui quali il comparto Bancassurance ha il maggior impatto.
Per quanto riguarda BPER, abbiamo proventi operativi netti per 1.355 milioni, all’interno dei quali il margine d’interesse pesa per circa 820 milioni e le commissioni per 568 milioni.
Prima considerazione da fare: l’attività tradizionale della banca, quella per intenderci che consiste nel raccogliere depositi e concedere prestiti, resta la principale fonte di guadagno, quella che maggiormente contribuisce a pagarci lo stipendio.
Andando ad analizzare la composizione della voce commissioni, notiamo che le commissioni da bancassurance pesano per 33,6 milioni su un totale di 568: cioè meno del 6%. Se poi le rapportiamo al totale dei proventi operativi netti, l’impatto si riduce al 2,5%.
Per intenderci: considerando che la nostra giornata media è di 7 ore e 20 minuti (con la mezz’ora in meno del venerdì), l’attività di bancassurance ci paga lo stipendio corrispondente a circa 11 minuti al giorno. Il resto arriva da tutte le altre attività.
Quanto tempo dedichiamo ogni giorno alla bancassurance? Più o meno di 11 minuti?
La risposta è fin troppo scontata. Le pressioni commerciali si concentrano in modo feroce su questo specifico comparto, che infatti risulta quello in maggior crescita: a fronte di un aumento complessivo delle commissioni (in Bper) del 5% negli ultimi 12 mesi, le commissioni sul ramo danni e protezione aumentano del 27,4%. Questo dimostra da un lato l’effetto di pressioni mirate in grandissima parte su questo comparto, dall’altro che in passato l’incidenza di bancassurance sul bilancio era ancor meno significativa.
In sintesi: pressioni intollerabili, sempre più pesanti, spingono a dedicare gran parte delle energie e del tempo verso un’attività che produce guadagni sulla cui rilevanza lasciamo ad ognuno di voi la valutazione.
L’incidenza degli utili da polizze è sicuramente destinata a crescere, ma non arriverà mai a diventare una voce primaria tra i ricavi da commissioni, e a maggior ragione non lo sarà in relazione ai ricavi complessivi. Ecco perché l’insistenza ossessiva su questi prodotti ci porta ad interrogarci sul rapporto tra il tempo consumato e subìto alla ricerca di una polizza in più ed il ritorno per il bilancio della banca. Di altri attori non è dato sapere.
E allora non si può fare a meno di porsi una domanda: cui prodest? A chi giova tutto ciò?
Fisac Cgil Gruppo Bper