Nuova puntata de L’Angolo Rosso – lavoro, credito e risparmio, lo spazio di approfondimento a cura della FISAC CGIL, dedicato ai temi del lavoro, del settore bancario e delle grandi questioni sociali.
Al centro della trasmissione: le due proposte di legge di iniziativa popolare depositate dalla CGIL in Cassazione, una sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori negli appalti e subappalti, l’altra per il rilancio della sanità pubblica; e un focus sul futuro di Monte dei Paschi di Siena, dopo il rinnovo della governance e la conferma di Luigi Lovaglio come amministratore delegato.
Sono intervenuti Carlo Moretti, componente della Segreteria FISAC CGIL Toscana, e Federico Di Marcello, Segretario FISAC CGIL Gruppo MPS.
Le proposte di legge CGIL depositate in Cassazione
Il 27 aprile la CGIL ha depositato in Cassazione due proposte di legge di iniziativa popolare: una sui diritti dei lavoratori in appalto e una sulla sanità pubblica. La raccolta firme parte il 15 maggio e il 16 maggio il sindacato sarà in piazza in tutta Italia. Qual è il senso di questa iniziativa?
Le due proposte di legge di iniziativa popolare depositate dalla CGIL in Cassazione affrontano due questioni decisive: da una parte i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori negli appalti e nei subappalti, dall’altra il rilancio della sanità pubblica.
Sono due iniziative che mettono al centro il tema dell’uguaglianza sostanziale: nel lavoro, per superare disparità salariali e normative ormai inaccettabili; nella salute, per difendere il Servizio Sanitario Nazionale come diritto universale e non come prestazione accessibile solo a chi può permettersela.
Appalti e subappalti: perché serve una legge
In Italia si stima che almeno tre milioni di lavoratrici e lavoratori siano impiegati attraverso appalti e subappalti, spesso con salari più bassi e meno tutele rispetto ai colleghi assunti direttamente. Cosa si può fare per cambiare questa situazione?
Tre milioni di lavoratrici e lavoratori in questa condizione rappresentano una situazione assolutamente patologica. È diventato purtroppo normale, nel mondo del lavoro, trovarsi fianco a fianco con una persona che fa esattamente le stesse cose, nello stesso posto, ma guadagna meno e ha meno tutele.
La proposta di legge promossa dalla CGIL nasce per eliminare questa disparità e si fonda su un principio molto semplice: stesso lavoro, stesso salario, stessi diritti.
Se ci sono aziende in appalto o in subappalto inserite nel ciclo produttivo, le lavoratrici e i lavoratori devono avere lo stesso inquadramento, le stesse tutele economiche e le stesse tutele normative dei dipendenti diretti.
Responsabilità dei committenti e contrasto all’intermediazione illecita
Quali strumenti propone la CGIL per impedire che appalti e subappalti diventino un modo per abbassare salari, diritti e responsabilità?
Un punto centrale è la responsabilità dei committenti. La proposta punta a rafforzare la responsabilità solidale del committente quando viene affidato lavoro attraverso appalti e subappalti. Chi commissiona un’attività non può considerarsi estraneo rispetto alle condizioni delle persone che materialmente svolgono quel lavoro.
C’è poi il tema dell’intermediazione illecita di manodopera, che in troppe situazioni ha prodotto conseguenze disastrose. Anche su questo occorre intervenire con strumenti più forti.
Nei territori e nei settori a maggior rischio viene previsto anche il divieto diretto di subappalto: chi prende un appalto deve poterlo svolgere direttamente, almeno per la parte principale dell’attività.
Diritto all’informazione per le organizzazioni sindacali
Che ruolo ha l’informazione preventiva ai sindacati quando un’azienda decide di affidare attività in appalto?
Il diritto all’informazione è un altro elemento fondamentale. Quando aziende con più di 15 dipendenti attivano forniture in appalto, devono informare in anticipo le organizzazioni sindacali. È una misura necessaria per garantire trasparenza, prevenire abusi e consentire al sindacato di esercitare un ruolo di tutela effettiva.
Il tema degli appalti non riguarda solo la raccolta firme: riguarda la possibilità di informare, coinvolgere e mobilitare le persone su una questione che tocca direttamente la qualità del lavoro e la dignità di milioni di lavoratrici e lavoratori.
Raccolta firme dal 15 maggio e mobilitazione del 16 maggio
Come si potrà sostenere la proposta di legge sugli appalti?
La raccolta firme parte il 15 maggio. Sarà possibile firmare anche online tramite SPID o CIE. Il 16 maggio la CGIL sarà presente nelle piazze di tutta Italia, dal Nord al Sud, con banchetti e iniziative pubbliche.
L’obiettivo non è soltanto raccogliere firme, ma anche aprire una grande campagna di informazione e partecipazione. Appalti e subappalti sono temi che riguardano il lavoro, i salari, le tutele e la qualità complessiva del sistema produttivo.
MPS, nuova governance e conferma di Luigi Lovaglio
Monte dei Paschi di Siena ha recentemente rinnovato la governance, confermando Luigi Lovaglio come amministratore delegato. Dopo questa fase, cosa si aspetta la FISAC CGIL dalla messa a terra del piano industriale?
Il rinnovo della governance di Monte dei Paschi di Siena è stato un passaggio seguito con grande attenzione.
Il confronto tra le parti candidate al Consiglio di amministrazione è apparso, a tratti, come una partita di scacchi e, a tratti, come una partita di football americano, tra spintoni e prove di forza.
Erano in campo tre liste: una espressione del Consiglio di amministrazione uscente, che aveva però escluso l’amministratore delegato in carica Luigi Lovaglio; una lista espressione di associazioni; e una presentata dal socio PLT Holding, che ha candidato proprio Luigi Lovaglio come amministratore delegato. È stata quest’ultima lista a risultare vincente.
Le dinamiche e gli scontri di potere che hanno caratterizzato questa lunga fase non hanno fatto bene né alla banca né alle lavoratrici e ai lavoratori.
La conferma di Lovaglio deve ora tradursi rapidamente in stabilità e responsabilità, recuperando il tempo perso nelle trattative tra azienda e sindacato su tutte le materie che le persone attendono da tempo.
Il piano industriale MPS e le aspettative del sindacato
Quali sono le richieste della FISAC CGIL sul nuovo piano industriale di MPS?
Le aspettative sono chiare. Montepaschi oggi si trova in una posizione che in pochi avrebbero immaginato solo qualche mese fa: quella di protagonista del riassetto del sistema bancario italiano. Questo scenario è anche il frutto degli sforzi e dei sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il nuovo piano industriale deve tenerne conto in modo chiaro.
Servono trasparenza e un confronto vero, capace di portare investimenti reali sul personale, stabilità occupazionale e qualità del lavoro.
Il piano deve escludere ogni idea di esuberi, esternalizzazioni e mobilità, intesa sia come mobilità territoriale sia come mobilità professionale.
Un piano industriale deve creare lavoro di qualità, non eroderlo. Purtroppo, troppo spesso, in Italia è accaduto il contrario.
No a decisioni unilaterali e riduzione dei costi come unico obiettivo
Quale metodo di confronto chiede il sindacato all’azienda?
Non saranno accettate comunicazioni unilaterali o decisioni prese e comunicate a fatto compiuto. La partecipazione di lavoratrici e lavoratori è una condizione essenziale. Ed è essenziale anche per il successo del piano industriale.
Servono chiarezza sugli obiettivi industriali e chiarezza sulle ricadute organizzative. Il piano non può tradursi esclusivamente in efficientamento o riduzione dei costi, come si è visto troppo spesso nel settore bancario negli ultimi dieci anni.
Organici, salario, welfare e premio aziendale in MPS
Quali sono le priorità immediate per le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo MPS?
Accanto al piano industriale ci sono richieste concrete che interessano direttamente lavoratrici e lavoratori del Monte dei Paschi di Siena, penalizzati per anni dalle note vicende della banca.
Le priorità sono semplici: rafforzamento degli organici nelle filiali e nelle strutture centrali, redistribuzione dei risultati economici attraverso salario e welfare aziendale.
Insieme alle altre organizzazioni sindacali, sono state poste alcune priorità irrinunciabili: la definizione di un piano di assunzioni, perché non si possono chiedere ai colleghi prestazioni da protagonisti del sistema bancario italiano con organici insufficienti.
Una quota significativa del valore generato deve tornare a lavoratrici e lavoratori. Per questo vengono richiesti l’incremento del ticket pasto, l’aumento del contributo aziendale alla previdenza complementare e la definizione di un accordo sul premio aziendale con importi coerenti con i risultati economici della banca.
MPS torna a fare utili: ora servono riconoscimenti reali
Che cosa deve accadere ora che MPS è tornata a produrre risultati importanti?
La banca è tornata a fare utili importanti e si sta preparando a portare a compimento l’integrazione di Mediobanca, assestandosi come uno dei principali istituti italiani.
È il momento che questa ritrovata solidità si traduca in riconoscimenti reali per chi ha tenuto in piedi la banca negli anni più difficili.
La presenza ai tavoli di confronto servirà proprio a fare in modo che questi riconoscimenti diventino fatti concreti.
Sanità pubblica: la seconda proposta di legge CGIL
La seconda proposta di legge popolare riguarda il Servizio Sanitario Nazionale. Perché la CGIL ritiene necessario intervenire ora?
Il Servizio Sanitario Nazionale vive una condizione di profonda sofferenza.
Liste d’attesa, carenza di personale, presidi di pronto soccorso sotto pressione: sono almeno tre delle grandi questioni aperte.
La proposta di legge nasce per rimettere la salute pubblica al centro, insieme a una rete di associazioni, richiamandosi direttamente alla Costituzione.
La sanità come diritto universale, non privilegio
Qual è il principio politico e sociale alla base della proposta sulla sanità?
Il Servizio Sanitario Nazionale nasce nel 1978, quando l’Italia scelse che la salute dovesse essere un diritto universale e non un privilegio di chi se lo può permettere.
Oggi quel principio va rimesso al centro. La proposta parte da un principio fondamentale: la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.
Può sembrare banale richiamare la Costituzione, ma troppo spesso i suoi principi esistono sulla carta e non vengono pienamente applicati.
Fondo Sanitario Nazionale al 7,5% del PIL
Qual è una delle principali richieste contenute nella proposta di legge sulla sanità pubblica?
Il primo elemento riguarda le risorse. Il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale deve essere portato almeno al 7,5% del PIL, perché l’Italia in questo ambito è ampiamente sotto la media europea.
Senza risorse adeguate non si può garantire un sistema pubblico capace di rispondere ai bisogni delle persone.
Valorizzare medici, infermieri e operatori sociosanitari
Come si affronta la carenza di personale nel Servizio Sanitario Nazionale?
Il secondo punto riguarda le persone che tengono in piedi ogni giorno il sistema sanitario.
Pronto soccorso al collasso, medici e infermieri esausti, ambulatori chiusi, presidi territoriali insufficienti: sono segnali di una crisi strutturale.
Medici, infermieri e operatori sociosanitari devono essere valorizzati economicamente e professionalmente. Servono assunzioni a tempo indeterminato in numero sufficiente.
Medicina generale e pediatria dentro il Servizio Sanitario Nazionale
Quale ruolo dovrebbero avere medici di medicina generale e pediatri di libera scelta?
Un altro punto importante riguarda i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.
La proposta prevede che entrino progressivamente alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale.
Questo renderebbe la tutela di base della salute un principio cardine del sistema pubblico.
Liste d’attesa e rischio privatizzazione delle cure
Che cosa accade quando il pubblico non ha risorse sufficienti?
Senza investimenti reali nel pubblico, le liste d’attesa vengono scaricate verso la sanità privata.
Questa situazione non è più accettabile, perché la sanità privata ha costi che trasformano cura e prevenzione in un privilegio per chi può permetterselo. La salute, invece, deve restare un diritto universale.
Non autosufficienza e assistenza domiciliare
Che cosa prevede la proposta sul tema della non autosufficienza?
La proposta affronta anche il tema della non autosufficienza. L’obiettivo è garantire una copertura pubblica universale e uniforme, con assistenza domiciliare potenziata e strutture residenziali dignitose.
È un punto decisivo per costruire un sistema sanitario e sociale capace di accompagnare le persone nelle fasi più fragili della vita.
Dal 15 maggio raccolta firme, il 16 maggio in piazza
Come si svilupperà la mobilitazione della CGIL?
Dal 15 maggio parte la raccolta firme. Sono previste assemblee aperte, iniziative della Confederazione e delle categorie, e il 16 maggio banchetti in tutta Italia, dal Nord al Sud.
L’obiettivo è sostenere due proposte di legge popolari che parlano di diritti, lavoro, salute e dignità.
Perché un Paese che non cura i suoi cittadini e non tutela chi lavora è un Paese che non funziona.