Seminario 5 giugno a Lecco: Rappresentare il territorio una sfida per il futuro


LOMBARDIA

LECCO

COMO

SONDRIO

Seminario FISAC CGIL Como–Lecco–Sondrio

RAPPRESENTARE IL TERRITORIO – UNA SFIDA PER IL FUTURO

Il 5 giugno si è tenuto a Lecco, organizzato dai Comprensori FISAC di Como, Lecco e Sondrio, un seminario con l’obiettivo di avviare un laboratorio permanente di ricostruzione della rappresentanza, partecipazione e capacità di intervento.

La giornata di lavoro promossa dalla FISAC CGIL Lombardia insieme alle strutture di Como, Lecco e Sondrio nasce da una domanda che riguarda il futuro stesso della nostra organizzazione: come rappresentare efficacemente il lavoro e le persone in territori che stanno cambiando profondamente.

La scelta di dedicare un’intera giornata al tema del territorio non risponde a un interesse descrittivo o accademico. Nasce dalla consapevolezza che una categoria come la FISAC, mentre ripensa il proprio insediamento e la propria funzione, non può farlo in modo autoreferenziale. Ripensare la presenza della categoria significa inevitabilmente confrontarsi con la Confederazione, con le Camere del Lavoro e con i territori nei quali vivono e lavorano le persone che rappresentiamo.

Per rappresentare un territorio occorre innanzitutto averne una rappresentazione. È da questa convinzione che ha preso avvio il seminario.

La ricerca realizzata dall’Ufficio Studi nazionale della FISAC CGIL non è stata presentata come un punto di arrivo, ma come uno strumento di lavoro: una base conoscitiva necessaria per comprendere le trasformazioni economiche, sociali, produttive e demografiche che stanno ridefinendo Como, Lecco e Sondrio.

La discussione ha evidenziato come questi territori si trovino dentro una fase di transizione profonda. L’invecchiamento della popolazione, la riduzione della natalità, la mobilità dei giovani qualificati, la trasformazione dei sistemi produttivi, la crescita del turismo, la rarefazione di alcuni servizi essenziali e la progressiva concentrazione delle funzioni economiche e decisionali stanno modificando gli equilibri costruiti nel corso degli ultimi decenni.

La desertificazione bancaria rappresenta uno degli aspetti più visibili di questo processo. Non si tratta soltanto della riduzione degli sportelli o della scomparsa delle banche locali. È il segnale di una più generale crescita della distanza tra i territori e i luoghi nei quali vengono assunte le decisioni economiche. Una distanza che incide sul credito, sugli investimenti, sulla qualità dei servizi e, in ultima analisi, sulla stessa tenuta democratica delle comunità.

Dalla tavola rotonda con i Segretari Generali delle Camere del Lavoro di Como, Lecco e Sondrio, moderata dalla Segretaria Regionale FISAC Simona Pedrali, è emersa una fotografia articolata ma coerente. Territori diversi tra loro, ma accomunati da alcune grandi questioni: il declino demografico, le difficoltà di accesso all’abitare, la trasformazione del sistema produttivo, la crescente polarizzazione tra aree centrali e aree periferiche, la necessità di ricostruire capacità pubblica di programmazione e governo dei processi economici e sociali.

È emersa soprattutto una consapevolezza comune: questi territori non sono marginali, ma rischiano di diveltarlo se i cambiamenti in corso verranno semplicemente subiti.

Per la FISAC questo tema assume un significato particolare. La categoria vive infatti in un punto di intersezione tra rappresentanza professionale e rappresentanza territoriale.

Le trasformazioni che attraversano il settore finanziario, assicurativo e dei servizi non possono essere comprese separatamente dalle trasformazioni che investono i territori. Allo stesso modo, le dinamiche territoriali non possono essere comprese senza interrogarsi sul ruolo del credito, della finanza, dei servizi e delle infrastrutture sociali.

È in questa intersezione che si colloca oggi la responsabilità politica della FISAC.

Per questo il seminario ha ribadito la necessità di rafforzare il rapporto tra categoria e Confederazione. Non come rapporto gerarchico, ma come luogo di confronto permanente tra diversi punti di osservazione della realtà. La categoria osserva il lavoro a partire dai settori produttivi; la Confederazione osserva il lavoro a partire dai territori. Solo l’incontro tra queste due prospettive consente di costruire una rappresentazione più completa e quindi una rappresentanza più efficace.

In questo contesto il richiamo alla figura di Italo Busetto ha assunto un significato che va oltre la memoria storica. Busetto rappresenta l’idea che l’analisi sociale abbia valore solo quando si traduce in organizzazione. La sua esperienza ricorda che comprendere i cambiamenti non basta: occorre costruire strumenti collettivi capaci di intervenire nella realtà, produrre partecipazione, formare gruppi dirigenti e generare nuove forme di rappresentanza una lezione che conserva una straordinaria attualità.

Per questa ragione la giornata del 5 giugno è stata concepita come l’avvio di un laboratorio e non come un convegno. L’obiettivo non era produrre un documento conclusivo, ma aprire un percorso.

I gruppi di lavoro hanno iniziato a individuare obiettivi concreti e verificabili finalizzati a rafforzare il radicamento territoriale della categoria, sviluppare nuove forme di presenza sindacale, consolidare il rapporto con le Camere del Lavoro e costruire strumenti comuni di analisi, progettazione e intervento tra Como, Lecco e Sondrio. Il reinsediamento, tema centrale del percorso avviato, non viene inteso come un ritorno nostalgico al passato. Significa costruire nuove forme di presenza nei luoghi di lavoro e nei territori, ricostruire relazioni, conoscenza, partecipazione e capacità organizzativa.

Significa riconoscere che il sindacato non può limitarsi a erogare servizi o a gestire l’esistente, ma deve tornare a essere soggetto attivo nella costruzione del futuro delle comunità nelle quali opera. La FISAC CGIL Lombardia e le strutture territoriali di Como, Lecco e Sondrio assumono l’impegno di proseguire questo percorso nei prossimi mesi, nella convinzione che rappresentare il territorio significhi, prima di tutto, comprenderlo, attraversarlo e organizzarlo. Perché senza conoscenza non c’è rappresentazione. Senza organizzazione non c’è rappresentanza. E senza rappresentanza non c’è possibilità di governare il cambiamento.

Il contributo di Roberto Errico – “I territori lombardi stanno entrando in una fase di divergenza strutturale”

Roberto Errico, responsabile dell’Ufficio Studi nazionale FISAC CGIL, ha offerto una lettura rigorosa e allo stesso tempo politica delle trasformazioni in atto: i territori lombardi stanno entrando in una fase di divergenza strutturale, con Milano che corre e le province più lontane che rischiano di arretrare. Ha richiamato l’assenza di governo pubblico dei processi economici e un quadro demografico in forte deterioramento, con perdite costanti di popolazione e giovani qualificati in uscita. Ha ricordato inoltre che la riduzione del credito alle piccole imprese è un’emergenza sottovalutata e che la vertenza bancaria non è solo aziendale, ma riguarda la tenuta economica e democratica dei territori.

L’intervento di Gabriele Poeta Paccati – “L’intersezione è il nostro luogo politico”

Gabriele Poeta Paccati ha richiamato con forza il tema dell’intersezione tra rappresentanza verticale e rappresentanza territoriale, definendola «il punto in cui si toccano concretamente le nostre responsabilità».

Ha ricordato che la FISAC non può limitarsi a leggere le trasformazioni del settore finanziario senza interrogarsi simultaneamente sulle trasformazioni dei territori: «Noi non subiamo i territori: ne siamo parte attiva. Le trasformazioni del settore incidono sui territori, e i territori trasformano il settore».

Poeta ha ribadito la natura confederale della FISAC: «Il nostro sguardo è uno sguardo doppio: siamo lavoratori di un settore, ma collocati in un territorio. Questo è il nostro strabismo necessario».

Ha richiamato la lezione di Italo Busetto: «Per incidere non bastano i buoni principi: serve organizzazione». Da qui la necessità di costruire connessioni tra territori, non centralizzazioni, e di recuperare un rapporto più stretto con la Confederazione.

Francesco Primerano, Segretario Generale Fisac CGIL di Como ha richiamato la responsabilità collettiva del sindacato nelle trasformazioni in corso: «Le organizzazioni non restano vive per inerzia: restano vive quando sanno leggere il proprio tempo». Ha ricordato che Pizzoni e Busetto «scelsero di non essere neutrali», mettendo competenze e impegno civile al servizio di un progetto collettivo.

Angelo Boehm, Segretario Generale Fisac CGIL Lecco e Sondrio ha dichiarato che in un’epoca di desertificazione bancaria che ha colpito duramente il nostro territorio, più che in altri della Lombardia, diminuzione di personale bancario trasferito o esodato, causato da deindustrializzazione, mancanza di collegamenti pubblici e digitalizzazione ci siamo chiesti che fare. Questo laboratorio che inizia oggi il suo percorso si pone l’obbiettivo di trovare delle risposte utili alla nostra organizzazione che ci permette di continuare a mantenere I rapporti con i lavoratori, le lavoratrici, le Camere del Lavoro.

L’intervento di Debora Roversi – “Senza politica pubblica, comanda la finanza”

Debora Roversi ha posto l’accento sul contesto più ampio in cui si muove il sindacato: «Viviamo un’epoca di trasformazioni profonde. La Lombardia è arrivata a un punto di saturazione: se non affronta questi cambiamenti, non sarà più la regione che abbiamo conosciuto».

Ha richiamato il rischio di uno screditamento dei corpi intermedi, ricordando i dati della ricerca Ipsos: «Oggi le organizzazioni sindacali sono valutate peggio delle associazioni datoriali. È il risultato di anni di attacchi alla democrazia rappresentativa».

Roversi ha sottolineato un nodo politico cruciale: «Quando la politica arretra, avanza la finanza. Senza programmazione pubblica, il territorio diventa terreno di conquista».

Infine, ha richiamato la necessità di ridare centralità alle Camere del Lavoro: «Non è uno slogan: è ricostruire luoghi vicini alle persone, dove si incrociano rappresentanza del lavoro e rappresentanza sociale».

L’intervento di Michela Turcatti – Segretaria Camera del Lavoro di Sondrio

Michela Turcatti ha descritto un territorio in forte sofferenza demografica e sociale: «Sondrio è una provincia montana che si svuota: il 15% degli iscritti AIRE proviene da qui, il doppio della media lombarda, e l’età media è la più alta della regione».

Ha richiamato l’emergenza abitativa, aggravata dalla vocazione turistica e dall’assenza di welfare adeguato: «Anche dirigenti sanitari e amministrativi non trovano alloggi sostenibili».

E ha indicato la priorità politica: «Serve un investimento strutturale in welfare, cultura e professionalità: senza questo, un territorio come il nostro rischia di non avere più futuro».

L’intervento di Sandro Estelli – Segretario Camera del Lavoro di Como

Sandro Estelli ha evidenziato l’impatto della mobilità e delle trasformazioni produttive: «Como vive una doppia pressione: l’uscita verso Milano e la Svizzera di persone qualificate e, allo stesso tempo, l’ingresso di manodopera povera».

Ha richiamato la crisi del tessile e la necessità di politiche pubbliche: «Senza luoghi dove si produce non c’è lavoro dignitoso».

Ha infine denunciato l’emergenza abitativa e la latitanza delle istituzioni: «Prezzi drogati dagli stipendi svizzeri e assenza di interlocutori pubblici stanno svuotando il territorio: qui la presenza confederale della FISAC è fondamentale per tenere insieme lavoro e comunità».

Fabio Gerosa – Segretario della Camera del Lavoro di Lecco

Fabio Gerosa ha evidenziato la profondità della transizione che attraversa i tre territori: «Lecco, Como e Sondrio stanno passando dal manifatturiero ai servizi dentro un quadro segnato da declino demografico e desertificazione bancaria». Ha ricordato che il credito alle micro e piccole imprese è crollato del 60,9% e che la chiusura dei presidi bancari «aumenta la distanza tra i centri decisionali e i territori, alimentando marginalità politica ed economica».

Gerosa ha indicato una direzione strategica: «Solo una visione unitaria dei tre territori può produrre un impatto reale sui tavoli sociali e sindacali, costringendo tutti i corpi intermedi a ripensare lo sviluppo, non ad accompagnare il declino». Da qui il ruolo della FISAC come analisi e coprogettualità confederale, capace di presidiare credito, legalità e integrazione tra bisogni collettivi dentro una regia pubblica che tenga insieme visione globale ed esigenze locali.

Un quadro territoriale che cambia

Le analisi territoriali hanno evidenziato un punto politico decisivo: Como, Lecco e Sondrio non sono territori marginali, ma territori in transizione.

Accanto a specializzazioni produttive ancora solide, emergono fragilità che interrogano direttamente il ruolo del sindacato: la crescita del turismo a scapito dell’industria, la rarefazione dei servizi essenziali, la mobilità del lavoro, la dispersione territoriale.

Sono processi che rischiano di produrre nuove disuguaglianze e nuove forme di esclusione. Per questo la FISAC rivendica una presenza capace di leggere il territorio non come vincolo, ma come campo di azione politica e sindacale.

Il ruolo della FISAC nella CGIL

La discussione ha ribadito una scelta chiara: la FISAC deve essere parte attiva della strategia confederale, non un corpo separato.

Radicamento nelle Camere del Lavoro, coordinamento tra territori, formazione dei nuovi quadri e capacità di elaborazione politica sono condizioni per costruire un sindacato che non subisce i cambiamenti, ma li interpreta.

La figura di Italo Busetto, richiamata nella presentazione dedicata, ha ricordato che la storia della FISAC è storia di lavoro, di democrazia e di conflitto. È una storia che parla al presente.

Verso un percorso di reinsediamento

Il reinsediamento non è uno slogan: è la scelta strategica che orienterà il lavoro dei prossimi mesi.

Significa tornare nei luoghi del lavoro e della vita sociale, ricostruire relazioni, rappresentanza e partecipazione. Significa riaffermare che il sindacato non è un servizio, ma un soggetto politico che vive nei territori.

I gruppi di lavoro hanno iniziato a definire obiettivi organizzativi SMART che costituiranno la base per:

<ul> <li>progetti territoriali di insediamento sindacale</li> <li>rafforzamento delle RSA e sviluppo delle RST</li> <li>iniziative comuni tra le tre Assemblee Generali</li> </ul>

(Qui verranno inseriti gli obiettivi concreti emersi dai gruppi.)

Un percorso che continua

La giornata non chiude nulla: apre un processo.

La FISAC CGIL Lombardia e le strutture territoriali di Como, Lecco e Sondrio assumono l’impegno di:

<ul> <li>consolidare il lavoro avviato</li> <li>costruire strumenti comuni di analisi e intervento</li> <li>rafforzare la presenza sindacale nei territori</li> <li>contribuire alla definizione di una FISAC capace di incidere sulle trasformazioni in corso</li> </ul>

Le conclusioni di Debora Roversi e Gabriele Poeta Paccati hanno richiamato un punto politico essenziale: senza radicamento non c’è rappresentanza, senza innovazione non c’è futuro, senza iniziativa non c’è sindacato.

FISAC/CGIL Lombardia, FISAC/CGIL Como, FISAC/CGIL Lecco, FISAC/CGIL Sondrio

5 giu 2026 - Seminario FISAC CGIL Como–Lecco–Sondrio

Pulsante per tornare all'inizio