
“Senza interventi la crisi diventa strutturale”
Domani, 9 luglio, si svolgerà in Toscana lo sciopero generale dei settori industriali e manifatturieri, con una manifestazione regionale a Firenze a partire dalle 9.30. La mobilitazione, promossa unitariamente da Cgil, Cisl e Uil, nasce dalla necessità di richiamare l’attenzione sulla crisi che da mesi attraversa il sistema produttivo regionale.
A spiegare le ragioni dello sciopero, nel corso della nuova puntata dell’Angolo Rosso, è stato Fabio Berni, della segreteria della Cgil Toscana.
Una crisi non più congiunturale
Nell’ultimo anno la produzione industriale è crollata di quasi il 7% e anche nel 2026, a fronte di dati migliori registrati in altre regioni, la Toscana ha continuato a segnare un arretramento: nel mese di gennaio la produzione è diminuita dell’1,8%.
“Siamo di fronte a una crisi che non è più congiunturale o contingente, ma è diventata strutturale”, ha affermato Berni. Una crisi di questo tipo, ha aggiunto, richiede interventi urgenti e coordinati su più livelli.
Cassa integrazione in forte aumento
Uno degli indicatori più allarmanti riguarda il ricorso alla cassa integrazione, in particolare quella straordinaria. Tra il 2023 e il 2025, in alcuni settori, come il comparto moda, le ore richieste sarebbero aumentate di circa il 1.280%.
L’aumento riguarda anche altri comparti fondamentali dell’economia regionale, come il meccanico e il chimico, dove il ricorso agli ammortizzatori sociali è cresciuto in modo significativo. Per il sindacato, questi dati dimostrano un problema di tenuta complessiva del tessuto industriale toscano.
Le richieste al governo: politiche industriali e ammortizzatori
La piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil si rivolge prima di tutto al governo nazionale. La richiesta principale è quella di avviare finalmente politiche industriali vere, superando una logica fatta di analisi e documenti senza adeguate risorse e misure concrete.
Berni ha richiamato il passaggio tra il Libro verde e il Libro bianco del Mimit, sottolineando come non si sia ancora arrivati a un piano operativo capace di incidere realmente sulla crisi in atto. “Servono strumenti concreti, investimenti mirati e una visione strategica che metta al centro il lavoro e la qualità della produzione”, ha spiegato.
Tra le richieste avanzate dai sindacati c’è anche il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, per sostenere lavoratrici e lavoratori coinvolti nelle ristrutturazioni e nelle crisi aziendali, evitando che la perdita di occupazione diventi irreversibile.
Una mobilitazione per il futuro del lavoro
Lo sciopero del 9 luglio rappresenta quindi un momento di mobilitazione importante non solo per denunciare la situazione attuale, ma anche per chiedere un cambio di passo nelle politiche economiche e industriali del Paese.
“Non possiamo permetterci di perdere pezzi del nostro sistema produttivo senza reagire”, ha concluso Berni. “Serve un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e parti sociali per costruire un futuro industriale solido e sostenibile per la Toscana”.
Il percorso della manifestazione
La manifestazione partirà con il concentramento alle 9.30 in piazza Bambine e Bambini di Beslan a Firenze. Il corteo attraverserà viale Strozzi, piazza Indipendenza, viale 27 Aprile, piazza San Marco, piazza Santissima Annunziata, via dei Servi e via degli Alfani, per arrivare in via Cavour.
In via Cavour si terrà il comizio conclusivo dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.
L’invito è rivolto a lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati, cittadine e cittadini, perché il tema dell’industria riguarda uno dei pilastri dell’economia toscana e chiama in causa il futuro del lavoro, della qualità dell’occupazione, delle tutele e dello sviluppo.