Bnl: I Lavoratori scendono in campo

Le Segreterie di Coordinamento Nazionale Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub e Uilca, hanno ritenuto di non partecipare ufficialmente alla cerimonia della posa della prima pietra di quel che sarà il polo tiburtino, come segnale simbolico e allo stesso tempo tangibile, della loro preoccupazione e del loro dissenso rispetto al complessivo percorso che si concluderà con quella che chiameremo la “nuova BNL”.
Un percorso che si è aperto con la dismissione del patrimonio immobiliare che riguarda immobili di grande prestigio, i cui confini e scopi sono rimasti opachi. Non è ancora chiaro quale beneficio economico e patrimoniale comporterà l’intera operazione immobiliare il cui fabbisogno finanziario è stimato in 250 milioni euro a fronte di dismissioni di valore ben superiore. Siamo di fronte al concreto rischio che il patrimonio della banca e quindi dei lavoratori tutti sia fortemente compromesso.
Un percorso che ha subito una accelerazione con una serie di iniziative che, collegate tra loro, segnano una nuova realtà completamente diversa da tutto ciò che l’ha preceduta. Un cambio di rotta dalla capillarità della rete alla chiusura di sportelli, che passa attraverso la sperimentazione avanzata delle agenzie cash free e la polarizzazione degli apac con una maggiore concentrazione delle lavorazioni massive di back office senza alcun beneficio sia per la Banca che per i lavoratori, con il solo effetto di dilatare l’outsourcing per i momenti di picco delle lavorazioni e non solo. Una epocale “svolta” tecnologica che non si configura come sostegno al lavoro ma sostitutiva dei posti di lavoro. Non siamo “Luddisti” ma assolutamente convinti, ad esempio, che il progetto “Hello Bank” (Banca digitale) non si limiterà ad affiancare la banca tradizionale senza alcuna conseguenza in termini occupazionali.
Siamo di fronte ad uno scenario che non favorisce nuove professionalità, ma piuttosto la precarizzazione e dequalificazione del lavoro. Su questa linea si colloca la scelta di impiegare i promotori finanziari esterni ai quali è chiesto di essere meri venditori, per di più a percentuale e senza tutele contrattuali, invece che creare buona e nuova occupazione.
Sembra chiaro che si è avviato un processo di frammentazione che svilisce professionalità e, ancora peggio, la certezza del rispetto delle garanzie contrattuali. Quali saranno le conseguenze del programma “Simple & Efficent” approntato da BNPP che applicato al nostro paese si chiama “Piano Italia”?
Sappiamo che coinvolgerà tutte le società del Gruppo, con lo scopo di realizzare sinergie che consentano di migliorare l’operatività e contenere i costi. In alcune realtà del credito progetti simili hanno significato esternalizzazioni, uscite bibliche, una totale revisione al ribasso del ruolo del bancario. Ecco il motivo per cui le OOSS non hanno nulla da festeggiare con la posa della prima pietra del Tiburtino, perché non è affatto chiaro quale sarà il futuro della BNL e se ci sarà un futuro.
L’inevitabile cambiamento non può passare attraverso un progetto finalizzato esclusivamente a ridurre i costi di gestione (in particolar modo quelli del lavoro); non può trasferire il rischio d’impresa sui lavoratori trasformando il salario fisso in variabile; non può realizzarsi con la sola spasmodica ricerca della massimizzazione del profitto.
E’ quindi necessario avere precise garanzie sugli investimenti in Italia da parte della Capogruppo. Per questo le OOSS attiveranno con le lavoratrici e i lavoratori ogni iniziativa volta a mantenere le tutele anche attraverso la richiesta di precise garanzie sia occupazionali che contrattuali, nella certezza che non vi è crescita senza il rispetto dei diritti, e non ci può essere un futuro che passa attraverso una logica di soli tagli, ridimensionamento degli investimenti, e frammentazione dell’azienda.
Roma, 9 ottobre 2013
Segreterie di Coordinamento Nazionale
DIRCREDITO FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL SINFUB UILCA
Banca Nazionale del Lavoro
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