L’economia toscana nel nuovo numero di Focus Economia Toscana

FOCUS ECONOMIA 04 2013, lo strumento di approfondimento della Cgil Toscana a cura di Ires Toscana e Fisac Cgil Toscana.
Questo numero di FOCUS ECONOMIA TOSCANA ci permette di aprire una finestra su uno scenario potenzialmente nuovo che potrebbe caratterizzare l’economia toscana nei prossimi mesi. E’ lo scenario di una possibile, auspicata, complicata e attesa ripresa i cui contorni rimangono ancora decisamente incerti. Ma, se come auspicato, ci sarà questa fase nuova con il prossimo anno come si dispiegherà? Il quadro dei dati che qui presentiamo, senza avere la pretesa di essere previsionali, ci danno però alcuni spunti sui caratteri che la nuova fase del ciclo potrebbe avere.

Partiamo dalla situazione più significativa: quella relativa alla produzione industriale. Il dato che che riportiamo presenta una situazione positivamente diversa da quello dei mesi passati. Siamo ancora sotto la quota: “crescita zero” ma il rimbalzo dal – 4,9 al – 1,8, pur rimanendo nei numeri negativi rappresenta comunque un segnale di possibile svolta. Quanto questa tendenza si consoliderà lo vedremo nei prossimi mesi.

Si mantiene su un livello soddisfacente il dato relativo all’export che si caratterizza per valori migliori rispetto alla situazione nazionale anche se assistiamo ad un rallentamento del settore metalmeccanico. Valori positivi si registrano anche nei saldi.

Ci si aspetterebbe quindi anche una analoga inversione di tendenza nelle dinamiche del mercato del lavoro. E invece no! I dati, purtroppo, confermano tendenze depressive già monitorate nel corso degli ultimi anni. Le ore di cassa integrazione autorizzate sono ancora a livelli altissimi e a queste vanno aggiunte quelle non autorizzate (ma effettive) relative alla CIG in deroga che aspettano ancora i finanziamenti necessarii a coprirle. In totale arriviamo a oltre 42 milioni di ore per il periodo gennaio – settembre 2013 (eravamo a quasi 37 milioni nel 2012). Di questo passo supereremo il picco storico dei 54 milioni di ore a fine anno. Gli avviamenti subiscono una contrazione del – 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Diminuiscono gli avviamenti con contratti più precari, aumentano leggermente quelli a contratto a tempo indeterminato ( che si mantengono comunque intorno al 14%) per effetto soprattutto del part-time. Diminuiscono, infine, le trasformazioni dei contratti atipici in rapporti stabili a tempo indeterminato.

Se questo è lo scenario, si può, a giusta ragione pensare che, qualora si dovesse invertire l’andamento del ciclo economico in direzione di una auspicata ripresa, questa rischia di essere, almeno all’inizio e senza i necessari correttivi, molto debole. Sarà, altresì, sicuramente a risparmio di lavoro e con una bassa qualificazione delle prestazioni professionali. Tutte cose, queste, che non ci faranno uscire dall’emergenza.

Per quanto riguarda invece il mondo del credito prosegue la crescita delle sofferenze bancarie termometro della debolezza finanziaria del sistema economico della Toscana.

In questa prospettiva appare evidente che la maggior attenzione della politica dovrà essere quella di sostenere e incoraggiare la crescita e la qualificazione del lavoro, in Italia ma anche nella nostra regione.

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