Fisac Cgil Bergamo: Presidio 25 ottobre

Nel periodo caldo della mobilitazione per il settore dei bancari di tutta la penisola (il 31 ottobre sarà sciopero nazionale), anche a Bergamo i lavoratori del credito scendono in piazza contro la disdetta unilaterale ed anticipata del Contratto Nazionale ABI (Associazione Bancaria Italiana). Lo hanno fatto questa mattina con un gazebo e un volantinaggio organizzati unitariamente da  FABI, FIBA-CISL, FISAC-CGIL e UILCA-UIL in Porta Nuova davanti al Credito Bergamasco, dalle ore 9 alle 13.

“Anche a Bergamo abbiamo protestato contro le minacce di ulteriori tagli all’occupazione e alle retribuzioni, per chiedere il mantenimento del Fondo di Solidarietà, ma anche in difesa del modello contrattuale fondato sul Contratto collettivo nazionale di lavoro e sulla contrattazione aziendale” ha detto Mina Nava Segretaria Generale FISAC-CGIL di Bergamo. “La nostra protesta in Porta Nuova è stata la necessaria risposta al disprezzo dimostrato verso lavoratrici e lavoratori dai banchieri. Chiediamo un modello di Banca che contribuisca al rilancio economico e produttivo del Paese, ma anche di porre fine agli sprechi e ai ricchissimi stipendi dei top manager nelle banche. Con la disdetta l’ABI sta interrompendo una lunga storia di positive relazioni sindacali e di dialogo per la soluzione dei problemi. Vuole un Contratto nazionale svuotato e una contrattazione aziendale sostituiva di quella nazionale, muovendo così un attacco ai salari. Rivendichiamo il mantenimento del ruolo del Contratto nazionale, una contrattazione aziendale importante, la salvaguardia del potere d’acquisto delle retribuzioni e la tutela dell’occupazione. La grande ingiustizia sta nella retribuzione dei top manager, un problema per il settore e per l’intero Paese. In pochi giorni di lavoro, queste persone percepiscono lo stipendio che un lavoratore medio ottiene in un anno intero. E’ un divario inaccettabile. Perché bancari e banchieri, è sempre meglio sottolinearlo, non sono la stessa cosa”.

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