Toscana: alta adesione allo sciopero di Cgil Cisl e Uil

By: Fabrizio Gorelli – All Rights Reserved
Abbiamo avuto un’adesione significativa sia allo sciopero che alle manifestazioni, al netto della situazione economica difficile che stiamo attraversando, con lavoratori in cassa integrazione e aziende in crisi: così Alessio Gramolati all’agenzia Adnkronos che continua. “Con questa giornata i lavoratori hanno chiesto una legge di stabilita’ che sappia dare equita’ e lavoro. Le due cose sono coniugate perche’, se non c’e’ equa redistribuzione, non ci puo’ essere la ripartenza dei consumi e con essa la creazione di occupazione”. Lo afferma Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil Toscana la giornata di scioperi e manifestazioni che oggi ha interessato tutta la regione nell’ambito della settimana di mobilitazione proclamata da Cgil, Cisl e Uil contro la legge di stabilita’ del governo.

Le bandiere dei sindacati hanno ‘invaso’ oggi le piazze toscane. “Abbiamo avuto 11 manifestazioni -spiega Gramolati- in tutta la regione: 6 ‘tradizionali’ con cortei e altre cinque ‘innovative’ con presidi e volantinaggi. A Firenze abbiamo avuto una manifestazione partecipata in maniera importante, con decine di migliaia di persone, secondo la Questura 15 mila, e questo da’ l’idea che la manifestazione e’ assolutamente riuscita. E’ andata benissimo anche la manifestazione a Pisa, bene a Siena e anche a Piombino nonostante la crisi che sta attraversando il sito siderurgico”.

E a scioperare sono stati i lavoratori di tutti i settori. “Dai primi dati che stiamo raccogliendo -spiega Gramolati- sempre a Labitalia a Siena su 70 aziende monitorate abbiamo avuto in soli due casi adesioni intorno al 40-50%, in tutte le altre imprese si e’ andato oltre il 70%. In tutta la regione e’ stata alta la partecipazione nel settore del commercio e della Gdo con molti centri commerciali che sono rimasti chiusi per l’assenza del personale in tutte le province”.

Del resto, la situazione del lavoro nella regione e’ da ‘allarme rosso’. “Ci sono 28mila persone che se non verra’ rifinanziata la cassa in deroga -spiega Gramolati- si troveranno senza lavoro e senza alcun tipo di reddito. La domanda di lavoro nella regione e’ calata nell’ultimo anno per 90mila unita’, e cio’ non si e’ tramutato in licenziamenti solo per l’esistenza degli ammortizzatori sociali. E se e’ facile uscire dal mercato del lavoro e’ anche difficile entrarci per la prima volta -conclude- visto che la disoccupazione giovanile e’ intorno al 29%”.

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