A Bergamo al via concorso sull’uso della moneta elettronica

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da Bergamonews.it – È meglio effettuare i pagamenti utilizzando denaro contante o moneta elettronica? È questo l’interrogativo al centro del concorso di idee indetto da CGIL Bergamo, FISAC-CGIL Bergamo e da FISAC CGIL Nazionale in collaborazione con la Camera del Lavoro territoriale, il Dipartimento di Giurisprudenza e dal Dipartimento di Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi dell’Università degli Studi di Bergamo.

Il bando è rivolto a tutti gli studenti iscritti al terzo anno dei corsi di laurea triennali e al secondo anno dei corsi di laurea magistrale del Dipartimento di economia; e al quarto e quinto anno del corso a ciclo unico di giurisprudenza. L’obiettivo è giungere alla stesura di un elaborato originale, in formato di testo scritto e in digitale su CD, che non superi le 15 cartelle, con scadenza al 28 febbraio. I documenti saranno valutati da un’apposita commissione e l’elenco dei vincitori verrà pubblicato sui siti internet dei dipartimenti e della CGIL Bergamo. La premiazione si terrà nel corso di un convegno a tema entro marzo 2014: entrambi i corsi di laurea potranno rilasciare un premio fino a 500 euro. Maurizio Testa dell’Ufficio Nazionale Antiriciclaggio FISAC afferma: “La sostituzione del denaro contante e l’utilizzo della moneta elettronica nella società contemporanea è un tema particolarmente significativo per la nostra economia, che lega la discussione sulla moneta alla sfera della legalità. Infatti, la circolazione di denaro contante è spesso strumentale al favoreggiamento di fenomeni criminali quali riciclaggio dei capitali, evasione e frode fiscale, che producono distorsioni del mercato e favoriscono economia sommersa e lavoro nero. Il coinvolgimento dei giovani, invitandoli a discutere e a confrontarsi su queste tematiche ha un significato strategico particolarmente significativo”. Per promuovere l’utilizzo della moneta elettronica è necessario un cambiamento culturale. Il segretario generale di FISAC-CGIL di Bergamo, Mina Nava, spiega: “Effettuare i pagamenti a mezzo banca o tramite carta di credito rende le transazioni tracciabili e, quindi, controllabili, anche e soprattutto da un punto di vista legale. L’uso del denaro contante, però, è molto radicato nella mentalità delle persone: è un metodo più facile e immediato, per questo è necessario favorire le competenze minime sull’uso della moneta elettronica. Per esempio è facile pensare che gli anziani possano fare fatica a familiarizzare con i metodi di pagamento alternativi al denaro contante”.

Il professor Gianfranco Rusconi, direttore dell’area didattica di scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi dell’Università di Bergamo, spiega: “L’Università di Bergamo è il primo ateneo d’Italia ad impegnarsi in un progetto di questo tipo: si tratta di un’opportunità significativa per integrare la preparazione degli studenti andando oltre alle nozioni acquisite nell’ambito del loro percorso didattico. Da rilevare la valenza glocal del progetto: infatti, si tratta di una proposta che parte da Bergamo e, quindi, proviene dal territorio, ma ha un respiro più ampio, nazionale e internazionale”.

Dello stesso avviso il professor Vincenzo De Stasio, docente di diritto bancario e diritto commerciale all’area didattica di giurisprudenza dell’ateneo bergamasco, che sottolinea: “L’utilizzo della moneta elettronica è un tema complesso, che merita particolare attenzione, in quanto ci invita a interrogarci su che cosa sia il denaro, un argomento di cui si discute sin dai tempi di Aristotele: la moneta, infatti, riflette la storia di un popolo. È un problema culturale, ma anche tecnico e giuridico. Per esempio, l’utilizzo di moneta elettronica implica quasi sempre la presenza di soggetti intermediari, con inevitabili operazioni economiche sottostanti. Altro tema è il pagamento in casi di truffe: se, infatti, con il denaro contante non è più possibile sospendere il pagamento, invece, con la moneta elettronica si può sospendere la transazione di denaro”. Infine, De Stasio conclude: “Non va sottovalutato l’aspetto psicologico dell’uso della moneta: attraverso l’uso del denaro contante, infatti, vediamo fisicamente l’uscita di denaro mentre con la moneta elettronica non è subito immediato accorgersi delle spese compiute. Dunque, è necessario porre tetti e limiti ben precisi per evitare la formazione di indebitamenti troppo elevati”.

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