Gruppo Bper: Fondo – Ristrutturo – Esternalizzo – Esubero 150 … Le anomalie del Credito Anomalo!

Nel corso della prima settimana di agosto è proseguito l’intenso, articolato e difficile confronto tra OO. SS. e Gruppo finalizzato a individuare soluzioni condivise in tema di ricadute sul
personale derivanti dalle procedure avviate per la realizzazione di quanto previsto, e non solo, dal Piano Industriale 2012-2014.
Durante queste quattro lunghe giornate abbiamo sottoscritto quattro verbali relativi, nello specifico, alla chiusura degli sportelli della BPER (analoghi accordi è previsto che vengano
sottoscritti anche per gestire le ricadute sui colleghi della Banca popolare del Mezzogiorno e della Banca della Campania che sono stati interessati dalla chiusura degli sportelli dove lavoravano), all’accentramento presso la Capo Gruppo sia del “Servizio Controlli” (Ispettorato, Controllo Crediti ed Antiriciclaggio) del Banco di Sardegna e della Banca di Sassari, sia del Servizio Gestione Immobili della Banca Popolare di Ravenna e, infine, un accordo (ai sensi dell’art. 4 della legge n.300/70) che consentirà alla Capo Gruppo di sperimentare la procedura di tracciabilità delle transazioni. Quest’ultimo accordo è stato reso necessario dal provvedimento n. 192/2013 del Garante della Privacy, che impone alle Aziende di Credito e a quelle finanziarie di dotarsi di strumenti di rilevazione dei dati idonei a generare automaticamente segnalazioni di “alert”, quando le transazioni (soprattutto inquiry) presentano caratteristiche tali da indurre a ritenere che siano eseguite in violazione della privacy. Poiché le rilevazioni descritte costituiscono un controllo a distanza, perché possano essere eseguite è indispensabile la sottoscrizione di un accordo con le OO.SS. per definirne le modalità ed i parametri da utilizzare al fine di limitarne l’utilizzo alle sole finalità previste dal provvedimento del Garante, escludendo che vengano utilizzate per contestazioni disciplinari. Al termine della sperimentazione, previsto per il prossimo 20 settembre, previa verifica dei risultati della sperimentazione e dei parametri indispensabili da utilizzare per generare gli “alert”, sottoscriveremo l’accordo definitivo entro il termine ultimo stabilito dal Garante.
Abbiamo inoltre richiesto che l’applicazione del codice interno di autodisciplina e il regolamento per l’utilizzo della posta elettronica e della rete internet sia spostato a data successiva
ad un incontro con le OO.SS., che potrebbe avvenire nel prossimo mese di settembre con la ripresa delle trattative, in quanto abbiamo rilevato nella suddetta normativa previsioni eccedenti quelle previste dalle disposizioni legislative. Confermiamo in quest’occasione l’indicazione data ai colleghi, non sottoscrivete per ricevuta della citata normativa e qualora qualcuno lo avesse fatto essa è nulla in quanto l’applicazione della suddetta normativa è sospesa.
Tra le questioni ancora aperte resta, tra le altre, quella che rappresenta la fonte delle maggiori preoccupazioni delle OO.SS. e sulla quale abbiamo manifestato la nostra netta contrarietà
alle soluzioni sinora prospettate dalla Capo Gruppo. Si tratta della riorganizzazione e ristrutturazione dei servizi e degli uffici destinati al presidio del credito anomalo.
Nella relativa informativa è previsto, oltre all’accentramento presso la Capo Gruppo del governo di tutto il processo di gestione del credito, (richiesto sia dalla necessità di ridurre il “costo del credito” in termini di accantonamenti sia dalle pressanti indicazioni impartite dalla Banca d’Italia e dalla BCE), l’esternalizzazione di tutta l’attività di contatto telefonico dei clienti retail che abbiano rate scadute, oltre la prima.
Si tratta di attività prettamente creditizia che, in forza della normativa sull’Area Contrattuale del vigente CCNL, per la quale nella piattaforma per il rinnovo abbiamo richiesto un consistente potenziamento, NON È NÉ APPALTABILE NÉ ESTERNALIZZABILE.
Del resto avevamo rappresentato la stessa posizione critica quando eravamo venuti a conoscenza dell’esternalizzazione del recupero crediti di un portafoglio mutui dell’ex Meliorbanca
Per venire incontro alle esigenze del Gruppo, considerando che tale attività – a dire dell’Azienda – non viene eseguita nella rete con la necessaria continuità, tempestività ed efficacia
(non certo a causa della volontà dei colleghi ma per colpa degli eccessivi carichi di lavoro e delle numerose carenze organizzative che più volte abbiamo evidenziate all’azienda!!!), ci siamo resi disponibili ad esaminare soluzioni che – pur industrializzando il processo e rendendolo più efficace – lo tengano all’interno del nostro Gruppo.
In questo quadro abbiamo anche suggerito la costituzione di una task force interna alla quale sia affidato il compito di occuparsi esclusivamente del contatto telefonico con i clienti, del sollecito alla regolarizzazione e – qualora necessario – della verifica del mantenimento degli impegni assunti dai clienti contattati, coerentemente con quanto realizzato in altri Gruppi Bancari.
La forzatura posta in essere recentemente dalla Capo Gruppo che, con una circolare del 28 luglio diramata in BPER, ha informato la rete, tra l’altro, del fatto che sia stato costituito un ufficio con il compito di monitorare l’efficacia dell’attività dello outsourcer, dimostra in maniera palese e preoccupante che non si ha nessuna volontà da parte aziendale di affrontare la questione nei termini coerenti e lungimiranti proposti dal Sindacato di Gruppo.
La costituzione dell’ufficio di monitoraggio sopra citato, inoltre, rappresenta la dimostrazione evidente che l’Azienda ha già stipulato il contratto d’appalto, in spregio delle
previsioni di cui all’art. 19 del CCNL in termini d’informativa alle OO. SS. e di verifica da parte delle stesse della sussistenza delle condizioni per poter affidare l’appalto medesimo.
Questa situazione diventa ancora più grave alla luce delle informazioni forniteci il 7 agosto dalla Delegazione Aziendale in ordine alle ricadute sul personale derivanti sia dalla fusione della Banca Popolare del Mezzogiorno, della Banca Popolare di Ravenna e della Banca della Campania sia dalla annunciata riorganizzazione e ristrutturazione delle Direzioni Territoriali.
Tralasciando tutte le altre questioni, sulle quali ci riserviamo di tornare quando saremo in grado di fornirvi dati più aggiornati e precisi, ciò che ci interessa sottolineare e stigmatizzare con forza in questo momento è il fatto che – per effetto dei processi sopra descritti – l’Azienda ha dichiarato unilateralmente che si produrranno complessivamente ulteriori risorse da ricollocare stimate ad oggi per circa 150 unità.
E’ evidente che né il Sindacato né i lavoratori del Gruppo possono accettare che in presenza di possibili esuberi si esternalizzino attività!!!
Poiché la situazione che si è venuta a creare rappresenta una provocazione ed un fatto politicamente gravissimo ed intollerabile, distonico con le affermazioni fatte dal nuovo
Amministratore Delegato all’atto del suo insedimento, nel dichiarare lo stato di agitazione di tutto il personale (che ci porterà alle assemblee da svolgere in tutto il Gruppo ed a individuare tutti gli strumenti per contrastare la scelta aziendale) riteniamo che – al fine di superare questo pesantissimo ostacolo – debbano essere urgentemente coinvolti nel confronto tutte le strutture di governo aziendali e le nostre Segreterie Nazionali.
Vi terremo informati.
Modena 7 agosto 2014.
Coordinamenti Sindacali di Gruppo Banca popolare dell’Emilia Romagna
DIRECREDITO FABI FIBA/CISL FISAC/CGIL SINFUB UIL C.A.
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