A proposito di pasticci…

A proposito di ESODANDI, l’impegno profuso dalla FISAC CGIL e da tutta la Confederazione ha portato ad un primo risultato positivo. A seguito di ripetuti interventi della Fisac Cgil il giorno 23 maggio 2012 si è tenuto un incontro fra le delega- zioni trattanti di gruppo delle Organizzazioni Sindacali del primo tavolo e l’Azienda, nel corso del quale sarebbe stata comunicata la sospensione dell’uscita di 1500 lavoratori prevista per il 30 giugno 2012, e conseguente entrata nel Fondo Esuberi, come da accordi sta- biliti nel 2011, cioè prima della riforma previdenziale della Ministra Fornero. Nonostante l’improvvisazione e la superficialità aziendale, il nostro impegno dovrebbe aver sottratto i 1500 lavoratori del grup- po IntesaSanpaolo dal licenziamento, con la certezza di non ricevere più né lo stipendio, né l’assegno di sostegno al reddito, né la pensio- ne. Ciò è comprovato da una circolare dell’INPS, pubblicata ad aprile 2012, che vincola l’erogazione dell’assegno straordinario al diritto a percepire l’assegno di pensione, ovvero alla effettiva maturazione dei requisiti pensionistici, sulla base delle vecchie regole previdenziali. Diritto che è reso assai incerto dai plafond di spesa annuali stabili dalla Ministra Fornero. Diritti, insomma, sottoposti alla condizione di esistenza di risorse economiche da mettere a disposizione.
Questi lavoratori dovrebbero rimanere in azienda, e, quindi, conti- nuare a percepire un reddito. A tal proposito l’azienda è obbligata a comunicare ufficialmente ai singoli lavoratori la loro permanenza in banca.
Adesso ci dovremo occupare con maggior forza ed impegno dei col- leghi già esodati per verificare la loro continuità di reddito, cioè se stanno o meno nella “lista-lotteria” dei 65000.
Abbiamo agito sulla base di un principio di solidarietà sacro per la CGIL: il peso di una ristrutturazione aziendale o di un piano indu- striale deve deve ripartito tra tutti i lavoratori e non solo tra quelli che avevano aderito ad un Fondo Esuberi in condizioni completa- mente diverse dalle attuali.
Il baratro in cui la banca stava attirando le persone si sposa con i volantini della FALCRI, che, non avendo minimamente partecipato al negoziato, si prendeva il merito di un risultato che, ovviamente non aveva e non ha mai avuto.
Questa vicenda “pasticciata” ha fatto sì che il rapporto unitario e so- lidale tra tutte le sigle del primo tavolo sindacale (tutte ad esclusione
della Falcri) si rafforzasse ulteriormente.

Stefano Lavacchini – Segretario Generale Fisac Cgil Firenze

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