Firenze: il direttivo sul momento del paese e del settore

Ieri 1 ottobre si è tenuto il Direttivo Provinciale. L’introduzione della Segreteria Generale Laura Sostegni ha toccato i punti cruciali del momento vissuto dal paese e dalla nostra categoria. Ecco alcuni passaggi.

“L’Italia nona potenza mondiale è in caduta libera. Nel il paese del giorno per giorno non vediamo il futuro e non sentiamo il presente. Rischiamo la terza spirale depressiva dal 2008. La politica economica deve cambiare passo. Abbiamo 2 milioni di NEET (Acronimo inglese usato per indicare individui che non sono impegnati nel ricevere un’istruzione o una formazione, non hanno un impiego né lo cercano, e non sono impegnati in altre attività assimilabili, quali ad esempio tirocini o lavori domestici). Siamo un paese vecchio dove crescono le paure, dove siamo preoccupati per l’arrivo di stranieri che fuggono dalle guerre.” …

“La strategia plebiscitaria del governo non corrisponde alla democrazia come noi la intendiamo. Giovedì scorso l’OCSE ha dichiarato che il mercato del lavoro in Italia è meno rigido che in Germania. Questo grazie al fatto che nelle statistiche da oggi il TFR non è più, erroneamente, considerato un indennizzo per licenziamento. Si discute di togliere tutele a chi lavoro ce l’ha anziché discutere come creare/trovare nuovo lavoro. Viviamo in una Democrazia camuffata, fatta di mail e di Twitter dove la discussione vera è fatta da pochi. Il sindacato ha un problema grandissimo: troppo lavoro non rappresentato dai contratti. I contratti a termine non hanno nemmeno l’obbligo di dichiarare la causale. Abbiamo ben 46 forme di contratto.”… Tutto questo mentre la CGIL prepara la manifestazione del 25 Ottobre.

“Nella categoria il FOC ha deliberato finanziamenti per 7.560 assunzioni. Dimostra l’importanza di uno strumento per tutela occupazionale nel settore. L’arrivo di Profumo in Abi non cambia la strategia o la politica. Nell’ultimo incontro non sono state fornite le slide sulle retribuzione della dirigenza (come richiesto dai sindacati), mentre in altre ha dichiarato che ci potrebbero essere ulteriori 12mila esuberi oltre i 16mila già in campo, per i quali stiamo facendo già accordi. Abbiamo un’ABI spaccata e che non vorrebbe rinnovare il contratto, mentre il sindacato rilancia con un nuovo modello di banca.” Nel corso del mese di ottobre sono previsti altri incontri con Abi.

 

 

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