BNL: che cambia? La Banca Per Un Mondo Che Cambia? La Banca Per Un Mondo

By: Stu Horvath – All Rights Reserved

Come è noto le scriventi OOSS erano e restano contrarie all’operazione Business Partner Italia. Il tema in campo nel lungo e difficile periodo di trattative non era misurare il “gradimento” dell’operazione ma stringere accordi che tutelassero nel miglior modo possibile le lavoratrici e i lavoratori in forza e a venire. Questo obiettivo è stato raggiunto. E ora che BPI è una realtà, le questioni da affrontare sono molte: prima tra tutte la necessità di certezza organizzativa con un efficiente sistema di controllo che impedisca
cordate varie e gestioni privatistiche assolutamente lontane dalle esigenze dei lavoratori e
dell’Azienda stessa.
Siamo di fronte ad un cambiamento epocale che, malauguratamente, coincide con una trimestrale in rosso di BNPP conseguente alla sanzione che il gruppo ha dovuto pagare agli Stati Uniti, pari a 8,9 miliardi di dollari (6,6 miliardi di euro), per aver violato l’embargo con Cuba, Sudan, Iran e Myanmar. I capi d’accusa, per i quali BNPP ha accettato di dichiararsi colpevole davanti al tribunale di New York sono: falsificazione di

documenti aziendali e collusione.
Alla luce di tutte le novità che coinvolgono il Gruppo BNPP in Italia, non sono sufficienti le dichiarazioni che la multa “è stata integralmente pagata facendo ricorso solo alle riserve di liquidità della banca francese” con una struttura finanziaria rimasta solida, né, tantomeno le dimissioni di Baudouin Prot ed altri dirigenti, perché il danno economico e reputazionale è eccezionale e va ben oltre gli atti dovuti in queste occasioni.
C’è in ballo il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori, pertanto di fronte ad un evento di questa portata è legittimo ipotizzare le possibili ricadute in casa nostra dove si continua a vivere una situazione “emergenziale” anche a causa della mancanza di chiarezza del ruolo che BNL riveste nel panorama finanziario nazionale e all’interno del Gruppo e della evidente incapacità di una parte del gruppo dirigente di articolare scelte gestionali all’interno di una strategia più complessa.
Emblematico l’esempio di Hello Bank; un prodotto, sulla carta, rivolto a nuove fasce di

mercato…testualmente: “Hello bank! la prima banca in Europa interamente digitale. Una banca nuova, realizzata dalla BNL per l’Italia in meno di un anno, che opera a fianco alla rete fisica, che mantiene un ruolo centrale”.
Allora perché la Banca Digitale si sta alimentando attraverso continue migrazioni da conti correnti tradizionali esistenti? Quale sarebbe la centralità delle rete fisica?

E rispetto alla dichiarazione “La cultura del rischio passa per una sempre maggiore conoscenza delle aziende clienti, dei settori di appartenenza e delle dinamiche internazionali; la filiera dedicata alla gestione delle aziende in difficoltà svolge un ruolo essenziale per migliorare i nostri risultati”, perché la scelta è stata quella di cacciare in massa quelle aziende?
E se il Corporate “lavorando con sempre maggiore sintonia con i colleghi dei Rischi, dispone degli strumenti per accompagnare le migliori aziende italiane sul sentiero della crescita” perché si sta smantellando?
Il Piano Italia che, sulla carta, dovrebbe accrescere la competitività di BNL e rafforzare il posizionamento di mercato del Gruppo nel nostro Paese, esattamente come si sta declinando?
A parte la migrazione dei colleghi a BPI, tutelata dagli accordi del 28 maggio u.s., quel che resta di BNL sembra in preda ad una specie di schizofrenia: responsabili che fanno il bello e il cattivo tempo, praticamente in autonomia, liste di colleghi da collocare e o trasferire lavorate notte tempo, nessun rispetto dell’orario di lavoro, straordinari non pagati, colleghi senza collocazione a fronte di incomprensibili costosi appalti di lavorazioni, lo scandalo intollerabile dei cosiddetti consulenti pensionati… e si potrebbe continuare con il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza, con l’improvvisazione delle disposizioni in contraddizione l’una con l’altra… ecc…ecc…
Questa sarebbe la Banca di un mondo che cambia?
E’ con queste consapevolezze e con questa circospezione che le scriventi OO.SS. si stanno avviando ad incontrare l’Amministratore Delegato e il Presidente.
Servono risposte concrete che consentano un dialogo maturo affinchè chi lavora in questa azienda capisca dove sta andando.
Non bastano i complimenti del capo del personale su echo’net a valle dell’intesa sugli accordi del 28 maggio. Non bastano le paternalistiche pacche sulle spalle, i lavoratori non debbono dimostrare nulla oltre a quello che hanno già dimostrato, e chiedono rispetto, informativa puntuale e programmazione di lungo periodo.
Basta navigare a vista!!! O dobbiamo pensare che non abbiamo più come simbolo la gloriosa vela blu perché qualcuno non è in grado di condurre questa nave???
Roma 09/10/2014
Segreterie di Coordinamento Nazionale DIRCREDITO FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL SINFUB UILCA Banca Nazionale del Lavoro – BNPPARIBAS

20141009 – Incontro con AD v2.1

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