Lo Sciopero in Lombardia

“E’ stata una bellissima giornata, due piazze come da tempo non si vedevano e una partecipazione altissima allo sciopero – con una media del 70% e punte del 100% – e alle manifestazioni.

Piazza della Loggia e Piazza del Duomo strapiene, tanti lavoratori e lavoratrici, giovani e pensionati hanno sfilato pacificamente consegnando al Governo un messaggio chiaro: cosi’ non va”. Hanno espresso cosi’ la loro soddisfazione per la riuscita dello sciopero generale di oggi Elena Lattuada, segretaria generale della Cgil Lombardia e Danilo Margaritella, segretario generale Uil di Milano e della Lombardia. “Ed e’ da queste piazze e da questi contenuti – hanno dichiarato – che bisogna partire per ricostruire un terreno unitario e per mantenere alto il livello di partecipazione e di mobilitazione in tutte le forme, affinché il lavoro, i diritti e la dignità dei lavoratori diventino le priorità per tutto il Paese”.

Alle manifestazioni regionali di Brescia e di Milano sono arrivate nutrite delegazioni da tutti gli altri territori della regione.
Due lunghi cortei hanno attraversato le strade cittadine per confluire in Piazza della Loggia a Brescia e in Piazza Duomo a Milano, dove prima dei comizi conclusivi e’ stato letto lo stesso testo di commemorazione delle vittime di Piazza Fontana, in occasione del 45 anniversario della strage, nel quale si lancia ancora una volta un appello affinché ‘venga fatta giustizia e piena luce su due attentati per i quali nessuno ha ancora pagato’.
Giovanna Tedesco, dello Spi di Milano, lo ha letto dal palco di Piazza del Duomo mentre l’Orchestra Verdi intonava le note del Requiem di Mozart.
Hanno poi preso la parola Luca Natali, delegato della Fisac Cgil si Milano, Chiara Cola, della Uilm della Rsu Whirlpool, Marinella Magnoni, Segretaria Generale dello Spi di Varese, Ciro Mangione della Uil, componente della Rsu dell’Ospedale Sacco, Graziano Gorla, segretario generale della Camera del Lavoro metropolitana di Milano, Mattia Sguazzini, dell’Udu, gli studenti universitari di Pavia, Silvano Sangali, Coordinatore Regionale del Patronato Ital Uil e Cristina Furnò lavoratrice precaria del territorio della Brianza. Ha concluso la manifestazione l’intervento di Danilo Margaritella, Segretario generale della Uil di Milano e della Lombardia.
A Brescia i comizi conclusivi sono toccati a Daniele Bailo, Segretario generale della Uil, Andrea Caniato, rappresentante degli studenti dell’Udu, un delegato della categoria dei chimici della Uil di Cremona, Mauro Paris, Coordinatore dell’Inca Cgil anche a nome di Ital Uil, Piergiacomo Rizzini, delegato Fiom della Beretta, il Segretario generale della Flc di Mantova Massimiliano Deconca, un delegato dei bancari della Uil, Giuseppina Guida, Segretaria sello Spi e un delegato del commercio.
Alta la partecipazione ai cortei di lavoratrici e lavoratori di tutti i settori pubblici e privati. E poi i precari, i pensionati e gli esodati, la rete degli studenti, i disoccupati.
Gli interventi hanno testimoniato una volta di più le ragioni di questo sciopero generale, per la crisi e le difficoltà economiche, per l’assenza di politiche attive per il lavoro, e per le misure del governo che da un lato non portano a un cambio di passo e dall’altro sottraggono sempre di più tutele e diritti. E, ancora, per un governo che mortifica i lavoratori non riconoscendo le loro rappresentanze. Hanno raccontato alcune delle tante criticità i lavoratori dei bancari, dei metalmeccanici, delle province, della sanità, dei call center, dei consorzi. Gli studenti dell’Udu hanno rivendicato, per i giovani, la possibilità di avere un futuro anche grazie alla garanzia del diritto allo studio. Anche i rappresentanti dello Spi hanno espresso la solidarietà alla protesta e alle proposte dei lavoratori da parte dei pensionati ‘per cambiare verso alle soluzioni del governo che non funzionano. Ce lo dicono i numeri: come il 13% di disoccupazione e il 44% di quella giovanile’. Ma soprattutto perché ‘dietro i numeri c’è la vita vera’, che oggi significa anche ‘disperazione’. Molto applauditi gli interventi dei due Coordinatori regionali dei patronati Inca e Ital che hanno sottolineato come il taglio delle risorse rappresenti un colpo pesante soprattutto per le categorie piu’ deboli della società.

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