BNL: muore dopo 11 anni di coma il collega Bonanni

Apprendiamo della scomparsa del collega Claudio Bonanni dagli organi di stampa di cui pubblichiamo due articoli

Da Messaggero Veneto. Un abbraccio alla famiglia di Claudio Bonanni». In questo abbraccio, un abbraccio ideale scaturito dal web, il cordoglio di quanti hanno conosciuto l’impiegato della Banca nazionale del lavoro di via Ruffo a Sacile, ferito a martellate undici anni fa per un prestito negato a un giovane. Di quanti sono stati vicini alla famiglia in questi undici anni di continuo peregrinare per gli ospedali.

Bonanni, in quel drammatico giorno del 2003 aveva 46 anni. Il sacilese Thomas Zandonà per quella rapina finita nel dramma sta scontando 22 anni di reclusione nel carcere di Padova, condannato in secondo grado per rapina e duplice tentato omicidio. Marzia Tonitto, allora 24enne collega di Bonanni, ferita pure lei gravemente, dopo molti mesi uscì dal coma e si avvio lentamente a una vita nomale. Claudio Bonanni non ce l’ha fatta.

Il ricordo è vivo, condiviso nel dolore da tanti sacilesi, una condivisione via web: Rossella, Enrico, Roberto, Antonio Dain, Ezio, Serena, numerosi amici e i colleghi di quel giorno drammatico hanno postato pensieri colmi di dolore. «Non è possibile dimenticare quel terribile avvenimento che, a suo tempo, aveva lasciato tutti sconvolti» osserva Daniela Giust. «Zandonà era entrato in banca dopo l’orario di chiusura armato di martello e di pistola – hanno rievocato Angelo e Nino Bagatin, il quale aveva vissuto da vicino la tragedia dei conoscenti – Aveva puntato l’arma contro Marzia Tonitto, perché non si muovesse mentre la colpiva col martello. Bonanni era intervenuto in difesa della collega ed era stato a sua volta preso martellate in testa, entrando subito in coma irreversibile».

Doveva essere un giorno come un altro, di “routine” sul lavoro: invece è stato il primo di undici anni di agonia. Quelli vissuti dalla famiglia di Bonanni con la speranza che qualcosa cambiasse, che il miracolo di spezzare il confine di vita vegetativa, fosse una questione di tempo. Non è stato, purtroppo, così: il bancario si è spento in un letto di ospedale. «Ho vissuto da vicino la vicenda sacilese perchè l’altra vittima era la nipote di un amico – ha ricordato Bagatin – Riposa in pace Claudio». Aggiunge Tiziana dal web: «Certe cose non si dimenticano». Dopo quella inaudita violenza Bonanni non si è mai più svegliato. Ha vissuto assistito dalla moglie Marta: la fede e la tenacia dell’amore sono stati il legame più forte.

La data del funerale di Bonanni, che sarà quasi certamente celebrato nella chiesa del Sacro Cuore a Pordenone, non è ancora stata fissata: si è in attesa di una decisione della Procura.

Pubblichiamo anche dal sito Valtellinanews.it della morte di Claudio Bonanni, 57enne bancario di Pordenone, gravemente ferito a martellate il 24 aprile 2003 all’interno della Bnl di Sacile e morto il 30 dicembre dopo oltre undici anni di stato vegetativo.

L’articolo:
Il pubblico ministero di turno Annita Sorti non ha rilasciato il nulla osta alla sepoltura. Ha, al contrario, ordinato l’esame autoptico che verrà eseguito lunedì dall’anatomopatologo Renzo Fiorentino. La procura intende accertare se via sia un nesso di causa tra il gesto efferato di allora e la morte. Al proposito, per duplice tentato omicidio e rapina a mano armata, è stato condannato in via definitiva a vent’anni (il pm ne aveva chiesti 18) di carcere Thomas Zandonà, allora 24enne, tuttora rinchiuso nel carcere di Padova.

Il suo avvocato, Annamaria Marin, esclude una riapertura del processo, anche perché, secondo il Codice di procedura penale, nessuno può essere processato due volte per il medesimo fatto. «Il mio assistito – scandisce la legale – sta scontando un’esecuzione pena di una sentenza divenuta irrevocabile».

Poco probabile una causa civile per il risarcimento del danno, alla quale sarebbe potuto essere utile l’esito autoptico. All’epoca il bancario, la sua collega Marzia Tonitto – pure ferita gravemente e poi lentamente ripresasi – e Marta Montagnoli, moglie di Bonanni, si erano costituiti parte civile con l’avvocato Bruno Malattia: «Non vi era alcuna prospettiva di effettivo risarcimento da parte dell’aggressore, dissi allora e lo confermo anche oggi». All’epoca tale fatto efferato venne considerato a tutti gli effetti anche un infortunio sul lavoro e pertanto le vittime erano state risarcite dallo stesso istituto di credito di via Ruffo, a Sacile.

«Thomas Zandonà non nominerà alcun consulente di parte per l’esame autoptico», aggiunge l’avvocato Annamaria Marin, che nei prossimi giorni lo incontrerà nella casa circondariale.

A fronte del decesso di Claudio Bonanni, la procura di Pordenone ha chiesto il fascicolo di indagine relativo a quanto accaduto quel 24 aprile 2003.

L’ex bancario, con radici a Raveo, dove vive la madre Maria Zanier, si è spento, senza mai più riprendere conoscenza dal giorno dell’aggressione, alle 6.20 del 30 dicembre. Il 6 era stato colpito da una grave forma di polmonite ed era stato portato all’ospedale di Pordenone per sei giorni. La mattina di Santa Lucia era stato trasferito a Sacile, nella struttura per post acuti, sino all’epilogo

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