Milano: presidio per il contratto dei bancari

Si è svolto stamattina (vedi galleria immagini) davanti alla sede milanese dell’ABI un presidio unitario dei sindacati del credito di Milano e della Lombardia, in contemporanea con l’analogo presidio che si svolgeva a Roma.

A Milano, oltre cinquecento fra sindacalisti, segretari nazionali,  Rappresentanti sindacali aziendali di tutte le aziende del credito, si sono riuniti davanti alla sede della controparte per esprimere la loro preoccupazione in vista degli incontri per il rinnovo del Contratto di Lavoro, previsti per settimana prossima. Hanno portato il loro sostegno anche i Segretari Generali milanesi di CGIL CISL e UIL, sottolineando la valenza generale della vertenza bancaria: il primo contratto sotto rinnovo in un contesto difficile fatto di deflazione e di richieste di restituzione, come è accaduto anche per alcune vertenze dell’industria.

Nel credito le posizioni fra le parti sono ancora ampiamente distanti ed è forte  la preoccupazione che l’intransigenza e le divisioni interne ad Abi possano far naufragare il negoziato. Pende la minaccia di Abi di praticare la disapplicazione dal 31 marzo. Minaccia che tutti gli interventi dal palco hanno rigettato.

“Abi con questo atteggiamento rischia di mettersi nei guai da sola” –ha dichiarato il Segretario della FISAC CGIL di Milano Gabriele Poeta Paccati-“ pretendiamo dalla delegazione ABI più serietà ed una posizione realmente negoziale e disponibile ad affrontare le priorità che noi abbiamo indicato nella piattaforma: occupazione, area contrattuale (cioè il perimetro di applicazione del contratto), tutele per i giovani e prospettive di lavoro stabile e buono”.

Ed ha aggiunto: “ci chiediamo se l’atteggiamento di Abi vada in questa direzione, oppure non insegua interessi di corto respiro, egoismi e miopie di una  classe dirigente  bancaria strapagata e inefficiente.”

Dalla piazza si sono levate molte voci preoccupate per l’andamento delle trattative. Si prende atto di una trattativa difficile e complessa, che a lungo ha stentato ad entrare nel vivo: quasi non fosse interesse della controparte rinnovare il contratto.

Una trattativa che ha conosciuto momenti di stallo e accelerazioni improvvise per poi tornare nuovamente in stallo.

Prosegue Poeta: “Lo sblocco che abbiamo ottenuto è dovuto allo sciopero e alla manifestazione del 30 gennaio scorso. Una mobilitazione che non ha precedenti e che qui a Milano è riuscita particolarmente bene.

C’è  voluta la nostra mobilitazione per convincere ( o meglio costringere) ABI a ritirare dal tavolo le pregiudiziali sul costo del lavoro e per rimuovere le proposte più inaccettabili”.

Dopo si è aperta una nuova fase di trattativa, che ad oggi registra però la insoddisfazione del sindacato: posizioni distanti se non inconciliabili su molte delle materie trattate. Una controparte che si muove con troppi tatticismi, fingendo avanzamenti , mentre fa proposte che mirano esclusivamente alla riduzione dei costi e allo smantellamento di importanti capitoli del CCNL.

“oggi siamo in una fase cruciale”- conclude Poeta- “fase che vogliamo sottolineare con il presido e la mobilitazione dei nostri quadri: siamo pronti a proseguire seriamente il negoziato, ma –se non ci saranno le condizioni- anche a mobilitarci di nuovo. Milano ha già risposto con forza e determinazione in passato e oggi dimostra altrettanta prontezza unità e determinazione.”

Il presidio di oggi, nel consegnare alle segreterie nazionali la richiesta unitaria di andare a vedere sino in fondo le carte di Abi e di produrre risultati utili ha confermato il mandato ricevuto nelle assemblee dei lavoratori. Per tutelare l’occupazione e il reddito di questa categoria occorre riconquistare e rinnovare il contratto nazionale. Un contratto che riconfermi il valore della solidarietà, di unità della categoria, denso di tutele per le persone che hanno bisogno di stabilità e nuove sicurezze.

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