Banco di Sardegna: Cronaca di una morte annunciata

Questo comunicato nel quale viene illustrata e commentata la situazione di un ufficio centrale nevralgico, il nucleo finanziamenti di Cagliari inserito nel polo sardo di Bperservices, richiede una premessa. Siamo consapevoli del fatto che molti altri uffici centrali, (soprattutto in BperServices a partire dallo stesso Ufficio Finanziamenti di Sassari), soffrono situazioni analoghe, per i numeri, per le difficoltà operative o per entrambi gli aspetti. Le problematiche presentate nel comunicato hanno però la caratteristica di riguardare l’intera filiera del prodotto finanziamenti del Banco. Noi possiamo vedere, in questo caso, tutto il percorso di un settore strategico. Come lo possiamo vedere noi lo possono vedere i vertici e almeno su questo aspetto che è sotto i loro occhi, possono e devono intervenire e pretendere che intervenga anche BperServices. Il Banco di Sardegna e il Grupppo Bper vogliono davvero fare credito in Sardegna? Intervengano su questi problemi qui e ora! Non ci sono alibi!
CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA
A sentire i vertici dell’azienda, la crescita degli impieghi sarà nel 2015 la priorità dell’azione del Banco. Come non condividerlo! Se la banca smette di prestare soldi, continuerà a ridursi (ancor più di quanto purtroppo già accade) il margine di interesse, ed in estrema sintesi, l’utile, elemento essenziale per l’esistenza di ogni azienda.
Purtroppo pare che i primi a non condividere la grande necessità (ai limiti dell’emergenza) di fare impieghi siano proprio i nostri grandi capi. Altrimenti non si spiegherebbe il perché si continui a tollerare un enorme collo di bottiglia posto quasi alla fine della filiera della concessione ed erogazione del credito: l’Ufficio Finanziamenti Sardegna di Cagliari.
L’ufficio in questione, nato nel 2009 per adempiere alle lavorazioni di competenza delle aree di Oristano e Cagliari, si componeva di 15 elementi. L’ufficio è ora “distaccato presso Bperservices”, e questo cambiamento (secondo i nostri grandi capi) avrebbe dovuto infondere sui nostri colleghi energie e risorse a dir poco miracolose. Infatti il raggio di azione è stato esteso a tutte le Filiali Banco compresa la Penisola per quanto riguarda il mutuo fondiario, agrario, peschereccio e chirografari di ogni genere, ma il numero degli addetti oggi è diminuito sino a soli undici titolari, età media 55 anni, alcuni dei quali assenti per malattie gravi (e ovviamente non sostituiti).
Quindi, più che la crescita degli impieghi, pare che la priorità del management Banco sia raddoppiare la produttività dei colleghi! A tal proposito sollecitiamo una congrua dotazione di bacchette magiche (possibilmente nuove e funzionanti, almeno queste!).
Tale situazione, destinata a degenerare ulteriormente a causa di imminenti pensionamenti, è pienamente conosciuta dai vertici che però paiono impotenti, non riuscendo ad andare oltre le sporadiche visite di cortesia. Non è altrettanto chiara alle filiali. Queste ultime, pressate dal mantra “crescita impieghi” lavorano le pratiche nel più breve tempo possibile (con tutte le difficoltà che qui è inutile ribadire), ben consapevoli che oggi la concorrenza ha gioco facile nei nostri confronti non certo a causa di migliori condizioni, ma proprio dei tempi di risposta. Ogni direttore, nel rassicurare al cliente la celere evasione della pratica, guarda il cielo sperando in un inaspettato miracolo. Ma come è normale, dopo un tempo ritenuto (dalle filiali) sufficiente, comincia a sollecitare le proprie
urgenze all’Ufficio Finanziamenti. Risultato: colleghi dell’ufficio finanziamenti stressati, filiali scontente, cliente insoddisfatto e pentito di essersi rivolto al Banco.
Appare quindi evidente che chi muove i comandi dall’alto, ignorando totalmente le realtà da interpretare, ignora soprattutto le preziose proposte di collaborazione organizzativa di chi possiede collaudata esperienza e professionalità; cogliamo quindi l’occasione per ricordargliele qui di seguito:

  • Il numero degli addetti è palesemente insufficiente per far fronte alla quantità di proposte in arrivo (ricordiamo che stiamo parlando di una attività definita prioritaria per la sopravvivenza del Banco);
  • la riorganizzazione del lavoro avviata nel gennaio 2014 produce sbilanciamento in merito ai carichi di lavoro, con conseguente dilatazione dei tempi di lavorazione rispetto al passato.
  • la formazione professionale sul campo, unica pratica formativa, non produce i risultati voluti in una situazione di continua emergenza.

Per concludere, ci si chiede quando il Banco di Sardegna e Bperservices:
1) finiranno di fingere che tutto vada bene e prendano seri e adeguati provvedimenti per la risoluzione di un problema che riguarda tutta la Banca e incide negativamente su una delle sue priorità strategiche.
2) capiranno che malattie, ferie, corsi di formazione e simili sono (da un management capace) assolutamente pianificabili e gestibili. Urge la sostituzione dei colleghi che si assentano, il fondo del barile è già stato ampiamente raschiato. Ad oggi i colleghi hanno difficoltà ad assentarsi per ferie e visite mediche, e per tutta risposta si ricevono i solleciti per la formazione obbligatoria sull’antiriciclaggio.
3) realizzeranno che l’emergenza continua cui i colleghi dell’ufficio finanziamenti sono sottoposti, sta determinando il loro sfinimento psicofisico, al quale si aggiunge la frustrazione di non aver mai ricevuto degne risposte a tutte le richieste d’intervento rivolte ai vari responsabili che nel tempo si sono avvicendati.
Chiediamo ai grandi capi COERENZA tra le proprie dichiarazioni e i provvedimenti che adottano. Chiediamo un intervento URGENTE, SERIO, CONSAPEVOLE e RESPONSABILE! E meno male che parliamo di una priorità… figuriamoci se non lo fosse stato!
8 maggio 2015

 

comunicato

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