Bnl: Iniquità fatta Legge

Il destino previdenziale delle lavoratrici e dei lavoratori continua ad essere incerto. Come se non bastassero tutte le penalizzazioni già messe in atto dalla riforma “Fornero”, alle quali
auspichiamo una netta revisione, c’è in campo un attacco al “secondo pilastro” della Previdenza che è quella complementare. I fondi pensioni che oggi rappresentano una necessità
per avere una vecchiaia decorosa, sono nel mirino. Tra le altre discutibili misure c’è quella che rivede da quest’anno le aliquote fiscali sui rendimenti.
L’aumento delle aliquote sui rendimenti pensionistici passerà dall’11.5 al 20%.
Dopo l’ondata di protesta che ha travolto il testo del provvedimento, nella stesura finale si è deciso che l’aliquota del 20% non si applicherà agli attivi investiti in Titoli di Stato.
Alcune stime autorevoli dicono che l’aliquota effettivamente pagata dovrebbe essere intorno al 15% dei rendimenti finanziari realizzati. Non si può pensare che un simile impatto sia neutro sui rendimenti e sugli zainetti.
Va osservato inoltre, che la distribuzione del tfr in busta paga prevista dalla legge di stabilità non annulla nessuno dei motivi dell’esigenza della previdenza complementare.
Impoverendo il patrimonio dei fondi pensioni, non solo si produce un danno ai futuri pensionati, già depauperati dalla Fornero, ma si riducono le possibilità di investimento dei Fondi.
Ma le novità non si esauriscono qui. I Fondi pensioni negoziali (come quello di BNL- Bnpparibas) sono stati istituiti dalla contrattazione collettiva, e vi si aderisce oltre che con la quota
del TFR e con il proprio versamento individuate, anche con il contributo obbligatorio del datore di lavoro, che è parte integrante del “costo contrattuale”. Questo, insieme ai bassissimi
costi di gestione e alla governance partecipata dei lavoratori rende i Fondi Negoziali convenienti e trasparenti.
Ed ecco la novità: il DDL Concorrenza prevede che sulla “portabilità” dei Fondi sia inserito l’obbligo del datore di lavoro di versare il contributo anche nel caso di adesione del lavoratore
a forme pensionistiche di tipo assicurativo, in alternativa a quello del Fondo negoziale.
In questo modo, nell’ansia di smontare la contrattazione collettiva e con lo slogan propagandistico “libertà e concorrenza” si mette su un piatto d’argento un vantaggio enorme per gli intermediari finanziari privati presenti e agguerriti sul mercato, che non solo nega lo spirito solidaristico e no-profit del nostri Fondi, ma apre le porte all’equiparazione del risparmio previdenziale a quello finanziario distruggendo i fondamenti, anche quelli della nostra Costituzione, sull’argomento.
Va da sé inoltre che il mercato privatistico su questo tema mira al suo profitto e non alla vecchiaia serena degli aderenti.
Il mix dei provvedimenti è l’apoteosi dello smantellamento del sistema del welfare. Non è un caso infatti, che la legge di stabilità preveda un taglio netto alle risorse dei Patronati che
sono istituti previsti dalla legge che esercitano funzioni di tutela e di assistenza ai lavoratori, ai disoccupati, ai pensionati e a tutti i cittadini presenti sul territorio dello Stato. Forse, di questi tempi, l’attività è ritenuta troppo “sociale” per essere mantenuta e consolidata.
Le sottoscritte OOSS restano convinte che una sana politica di welfare sia indispensabile in una società democratica impegnata nella ricerca di un equilibrio sociale, e che in BNL le
conquiste ottenute su questo fronte grazie ad un confronto sempre vivo siano un valore assoluto per tutti.
Continuando su questa strada Azienda e Sindacato hanno concluso un accordo in base al quale è già aumentato il contributo datoriale al nostro Fondo Pensioni ed un ulteriore aumento è previsto dal prossimo novembre.
Inoltre le Fonti Istitutive sono impegnate a programmare novità migliorative del Fondo Pensioni che fa parte del nostro patrimonio e che difenderemo in ogni modo da becere speculazioni.

Roma 13 maggio 2015
Segreterie di Coordinamento Nazionale
DIRCREDITO FABI FIBA-CISL FISAC-CGIL SINFUB UILCA
Banca Nazionale del Lavoro – BNPParibas

comunicato

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