Lombardia: la mappa delle aziende in crisi

Oltre 222 milioni le ore di cassa in Lombardia compreso il mese di novembre 2012. In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore”, siamo a 130.548 unità (il 4,14% della popolazione attiva della Lombardia. È quanto emerge in un dossier a cura del Dipartimento politiche contrattuali della Cgil regionale. Ecco la situazione territorio per territorio. BERGAMO: circa 465.000 addetti complessivi tra dipendenti e autonomi (i dipendenti nel settore privato sono 355.935*). Le ore di cassa totale fino a novembre 2012 sono state 30.695.570 (CIGO 12.950.420, CIGS 9.965.571, DEROGA 7.779.579). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 18.003 (5,06% della popolazione attiva). HONEGGER di Albino (tessile). 390 dipendenti. Dopo la cassa in deroga a partire dal 1° gennaio 2012, è ora giunta la richiesta di CIGS a zero ore per tutti i lavoratori e le lavoratrici dell’azienda tessile. Una situazione che prelude alla chiusura. Massimo allarme dei sindacati e dei sindaci della zona, che chiedono incontri urgenti alle istituzioni. I dipendenti presidiano la fabbrica. LINIFICIO E CANAPIFICIO di Villa D’Almè (tessile). 100 dipendenti. Dopo due anni di crisi e cassa straordinaria, 40 dipendenti scivolano in mobilità e ne restano però 35 con prospettive di specializzazione in tessuti di alta qualità (l’azienda è del gruppo Marzotto). INDESIT di Brembate Sopra (metalmeccanica). 388 dipendenti. La storica fabbrica chiude. Tutti in CIGS fino a marzo 2013 e tutti in mobilità. TENARIS DALMINE di Dalmine. (metalmeccanica). 2200 dipendenti. Per 1046 dipendenti CIGS per 3 anni fino al 31 gennaio 2013. NOVEM CAR INTERIOR di Bagnatica (legno). 289 dipendenti. La proprietà, a fine febbraio, ha aperto unilateralmente la procedura di mobilità per 129 dipendenti. Immediata la reazione dei lavoratori e dei sindacati con 8 ore di sciopero. Si chiede al gruppo un piano industriale e la possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali. LOCATELLI di Grumello del Monte (edile). 300 dipendenti. 150 dipendenti lavoravano sulla BRE.BE.MI e le note vicende giudiziarie hanno provocato la crisi dell’azienda. E’ stato raggiunto un accordo per la CIGS per tutti nel 2012. AGOSTINO FERRARI di Carvico (metalmeccanica). 60 dipendenti. Da due anni in difficoltà. Siglato pochi giorni fa un accordo per contratti di solidarietà per l’intero 2012. Riduzione d’orario medio del 34%. L’accordo si estende al sito di Lecco. ORMA MACCHINE di Torre Boldone (metalmeccanica). 124 dipendenti. Per 108 di loro contratti di solidarietà fino a tutto il 2012. PANSAC INTERNATIONAL di Zingonia (chimica). 70 dipendenti. Dichiarata dall’azienda la chiusura dei 5 siti del gruppo (gli altri a Mira, Marghera, Portogruaro e Ravenna). La motivazione dell’azienda è che le banche non erogano prestiti. Presidio immediato dei lavoratori e richiesta di un tavolo di trattative. Su 70 dipendenti 25 erano già in CIGS. NEOLT di Ponte San Pietro (metalmeccanica). 140 dipendenti. In CIGS per tutto il 2011. E’ arrivato recentemente un accordo che prevede 8 mesi di cassa in deroga a partire dal 14 dicembre 2011, cui seguirà un anno di CIGS fino all’estate del 2013. Sono previsti incentivi per la mobilità volontaria. MAZZUCCONI FONDERIE di Ponte San Pietro e Ambivere (metalmeccanica). 330 dipendenti nei due stabilimenti. In concordato preventivo. Accordo su CIGS per 166 dipendenti a rotazione. I terreni delle aziende sono stati messi in vendita ma non ci sono per ora acquirenti. PROMATECH di Colzate (metalmeccanica). 104 dipendenti (all’inizio della crisi 4 anni fa erano 600). Accordo per la mobilità volontaria e incentivata per 55 dipendenti. La FIOM non ha sottoscritto l’accordo. CSM di Zogno Levate. (metalmeccanica). 470 dipendenti. 200 in CIGS fino a dicembre 2012. Poi mobilità volontaria per 15 di loro. FRATTINI di Seriate (metalmeccanica). 190 dipendenti. L’azienda è in concordato preventivo dopo la cessione di un ramo d’azienda alla MALL HERLAN (ditta tedesca). In presidio permanente da ottobre 2009. Sono rimasti 58 dipendenti e recentemente il liquidatore ha chiesto per loro la procedura di mobilità. DONORA elettrodomestici SPA (gruppo Candy. metalmeccanica), con sede legale a Monza ma lo stabilimento a Cortenuova. 157 addetti (dei 280 all’inizio della crisi nel luglio 2006), quasi tutte donne. L’ultimo frigorifero è stato prodotto a fine luglio. A fine agosto è scaduta l’ultima proroga di cassa in deroga e dal 1° settembre 2011 sono tutti in mobilità. Si prospetta l’insediamento sull’area di un polo logistico che potrebbe assorbire 15 dipendenti. BRESCIA: compresa Valcamonica, circa 519.000 addetti tra dipendenti e autonomi. (i dipendenti nel privato sono 391.441). Le ore di cassa fino a novembre 2012 sono state 42.585.225 (di cui CIGO 16.948.644, CIGS 17.213.522, DEROGA 8.423.059 ). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 24.977 (6,38% della popolazione attiva). OCEAN di Verolanuova. (metalmeccanica). 440 dipendenti. Circolavano da tempo brutte notizie, ora sono state confermate. Si temono due anni di CIGS e poi tutti a casa. CANTINE SOLDO di Chiari. (agroalimentare). 52 dipendenti. In CIGS per cessata attività da gennaio 2011. Da luglio 2012 in mobilità. SPUMADOR di Porzano Leno. (agroalimentare). 37 dipendenti. Aperta la procedura di mobilità per cessazione attività dal 7 maggio per tutti i 37 dipendenti. MEDEGHINI Spa di Mazzeno. (agroalimentare). 112 dipendenti. In crisi dal 2010 ora in cassa in deroga fino a tutto il 2012. BREBEMI (autostrade). Dopo lo scandalo dei rifiuti tossici e la chiusura di 34 km di cantiere, circa 1000 lavoratori sono stati messi in cassa integrazione. La ripresa dei lavori dipenderà dagli sviluppi dell’inchiesta della magistratura. FIN-BETON di Boccaglio (edile). 300 dipendenti. Per difficoltà finanziarie è stata depositata in tribunale la richiesta di ammissione al concordato preventivo. IVECO (metalmeccanica). 2500 dipendenti. Per far fronte alla crisi, contratti di solidarietà per tutti con riduzione oraria del 46%. BAI-BRESCIANA di Bagnolo Mella (metalmeccanica). 98 dipendenti. Dal 19 marzo in contratto di solidarietà per 12 mesi (con una riduzione d’orario che sfiorerà il 50%). INVATEC-MEDTRONIC di Roncadelle (chimico farmaceutica). 600 dipendenti. L’azienda (una multinazionale americana leader nel settore biomedicale), ha annunciato un piano aziendale che mette a rischio circa 300 lavoratrici e lavoratori, molti dei quali a causa di spostamenti di linee produttive che verrebbero trasferite in Messico. I sindacati annunciano mobilitazioni e proteste. FIN-BETON di Boccaglio. (edilizia). 300 dipendenti se si considera l’intera regione. Richiesta di concordato preventivo in tribunale, NK-TEXTILE. (tessile) di Ceto in Valcamonica. 109 dipendenti. L’azienda avrebbe fatto sapere che 48 lavoratori sono di troppo. AGRICAR di San Zeno Naviglio (agroalimentare). 127 dipendenti. Firmato l’accordo per contratti di solidarietà fino a marzo 2014. Riduzione d’orario prevista fino al 35%. SILMET di Torbole Casaglia. (metalmeccanica). 171 dipendenti. Raggiunto l’accordo per contratti di solidarietà per 2 anni fino a marzo 2014. Riduzione d’orario prevista fino al 60%. COMO: circa 246.000 addetti tra dipendenti e autonomi (nel privato 194.375). Le ore di cassa a tutto novembre 2012 sono state 19.739.216 di cui (CIGO 10.166.341, CIGS 5.725.308, DEROGA 3.847.567). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 11.577 unità (5,96% della popolazione attiva). SISME di Olginate (metalmeccanica). 790 lavoratori. Da 2 anni in CIGS e mobilità. Sono rimasti 570 lavoratori e per 550 dal 1° gennaio 2011 è iniziato un periodo con contratti di solidarietà che sono prorogati fino a ottobre 2013. CASTAGNA SPA di Albavilla. (tessile). 95 dipendenti. In cassa ordinaria fino a fine anno e richiesta di 35 dipendenti in CIGS dal 2013. Il sindacato e i lavoratori si oppongono. TEXAL di Erba (chimica). 36 dipendenti. Tutti in CIGS fino a fine 2012. HOLCIM di Merone (cementificio). 270 dipendenti. Si profila il classico “scontro ambiente/lavoro”. Alla paventata apertura di una nuova cava estrattiva sul monte Cornizzolo (Corni di Canzo e dintorni), la popolazione locale e i rispettivi comuni si dichiarano contrari. I lavoratori temono che in assenza della nuova cava siano a rischio i loro posti di lavoro. ORSOGRIL di Anzano al Parco (metalmeccanica). 106 dipendenti. L’azienda è a rischio chiusura. E’ stato infatti annunciato l’avvio della procedura di concordato preventivo a febbraio 2012. MECTEX di Erba (tessile). 120 dipendenti. Azienda famosa nel mondo per i tessuti innovativi ad alta tecnologia usati nello sport (Federica Pellegrini ha indossato i suoi costumi nelle gare di nuoto), nell’esercito (collaborazione anche con la NASA), ecc. Da qualche anno è in crisi e ora rischia il fallimento per i debiti. Forte preoccupazione di lavoratori e sindacati. CREMONA: circa 148.000 addetti tra dipendenti e autonomi. (nel privato 109.914). Nel 2012 fino a tutto novembre le ore di cassa sono state 7.471.854 (CIGO 3.436.364, CIGS 1.947.797, DEROGA 2.087.693). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 4.382 unità (3,99% della popolazione attiva). IP CLEANING SPA di Vaiano Cremasco (Settore idropulitrici) 120 dipendenti Cessata attività . Richiesta di CGIS. 35 dipendenti hanno già accettato la mobilità volontaria. TAMOIL di Cremona (chimica). 206 dipendenti (erano300). L’azienda ha annunciato la dismissione della raffineria entro la fine del 2011, e l’intenzione di tenere solo un deposito carburanti o polo logistico con 48 dipendenti. In realtà con l’indotto i lavoratori a rischio sono un migliaio. Il 3 aprile è stato raggiunto un accordo per la cassa integrazione a decorrere dal 1° gennaio 2012 e fino a tutto dicembre 2013. BIENNE SRL di Corte de Cortesi (gomma plastica). 47 dipendenti. Cessata attività. In CIGS fino a fine 2012. MERCATONE UNO di Madignano (terziario). 71 dipendenti. In contratto di solidarietà fino a tutto il 2013. ARESPAN-BROCCA di Agnadello (legno). 64 dipendenti. Chiusura dell’azienda. In CIGS fino a fine 2013. SOTECO di Castelverde. (metalmeccanica). 200 dipendenti. Per mancanza di ordini in CIGO fino a fine maggio. EUROLITO Spa di Cremona (grafici ind.). 67 dipendenti. Fallita. In cassa in deroga fino a tutto giugno e apertura contestuale della procedura di mobilità volontaria. BINI SPA di Scaldolara Ravara.( Settore legno). 170 dipendenti – Cessata attività. TINTORIA EUROPEA di Isola Dovarese (Tessile) 60 dipendenti. Cessata attività COGEMA–SIDER IMPREX di Casalmaggiore (metalmeccanica) 67 dipendenti. Cessata attività. LECCO: circa 146.000 addetti tra dipendenti e autonomi (nel privato 110.795). Le ore di cassa fino a novembre 2012 sono state 14.359.673 (CIGO 7.224.131, CIGS 4.684.536, DEROGA 2.451.006). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 8.422 unità (7,60% della popolazione attiva). RADAELLI di Lecco e Mandello Lario. (tessile). 90 dipendenti. CIGS a zero ore per tutte/i (sono quasi tutte donne) fino a giugno 2012. LEUCI di Lecco (metalmeccanica). 98 dipendenti. In contratti di solidarietà fino a settembre 2012. Ora si rischia la chiusura. MAMBRETTI di Rogeno. (tessile). 70 dipendenti. In cassa in deroga a zero ore fino a giugno, poi la mobilità. AGOSTINO FERRARI di Verderio Superiore (metalmeccanica). 147 dipendenti. In cassa ordinaria da oltre un anno hanno raggiunto un accordo per i contratti di solidarietà per tutto il 2012. Avranno una riduzione media di orario del 32%. RSI COSTARIL di Costa Masnada. (metalmeccanica). 157 dipendenti. In cassa in deroga a zero ore fino a giugno. Sono in presidio permanente da mesi. RIELLO di Lecco (metalmeccanica), 340 dipendenti. 140 dipendenti sono in cassa da un anno e circa 200 lavorano 4 giorni la settimana. FONDERIA San Martino di Olginate. (metalmeccanica). 51 dipendenti. Tutti licenziati (in mobilità) per cessata attività. AIDA Spa di Calolziocorte. (metalmeccanica). 160 dipendenti. Molti sono stati trasferiti nello stabilimento di Brescia. 26 lavoratori rimasti sono in cassa in deroga a zero ore fino a settembre e poi in mobilità. BESSEL di Santa Maria Hoe’. (metalmeccanica). 170 dipendenti. 100 lavoratori saranno in CIGS fino a tutto il 2012 e gli altri 70 sono in contratto di solidarietà per lo stesso periodo. Al termine si prevede un riassorbimento di un centinaio di loro nello stabilimento di Brugherio (Monza). LODI: circa 97.000 addetti tra dipendenti e autonomi (nel privato 76.877). Le ore di cassa fino ad novembre 2012 sono state 3.918.061 (CIGO 999.815, CIGS 1.408.850, DEROGA 1.509.396). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 2.298 (2,99% della popolazione attiva). GIANNONI di Castiraga V. (metalmeccanica). 180 dipendenti. In contratti di solidarietà da tempo sono stati anche dichiarati 89 esuberi. AUCHAN di S. Rocco al Porto (commercio). 244 dipendenti. In contratti di solidarietà fino a luglio 2012. L’azienda sembra abbia intenzione di dichiarare anche degli esuberi. Ma ad ora non è dato sapere quanti. SOLBIATI SASIL di Massalengo (tessile). 70 dipendenti. In CIGS per cessata attività. FIEGE BORRUSO di Brembio (cooperativa). 80 dipendenti (quasi tutti stranieri). Licenziamento e apertura della procedura di mobilità per tutti. I sindacati chiedono cassa in deroga e riqualificazione professionale. MARCEGAGLIA di Greppignana. (metalmeccanica). 115 dipendenti. Produce manufatti per l’edilizia e riflette la crisi di questo settore. Da mesi in cassa ordinaria 3 giorni la settimana, si è raggiunto un accordo per i prossimi 2 anni e verranno usati i contratti di solidarietà. Previsti anche 55 esuberi. SCHERING PLOUG di Comazzo (chimica). 70 dipendenti (prima erano130). A metà luglio l’azienda ha annunciato la chiusura. In CIGS per cessata attività. MANTOVA: circa 176.000 addetti tra dipendenti e autonomi (nel privato 127.563). Le ore di cassa a tutto novembre 2012 sono state 7.814.278 (CIGO 2.260.170, CIGS 2.176.232, DEROGA 3.377.876). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 4.583 (3.59% della popolazione attiva). MANZARDO di Mantova. (terziario). 87 dipendenti. In CIGS fino a ottobre 2012 per fallimento. ALLISON di Volta Mantovana. (occhiali). 87 dipendenti. Tutti in CIGS fino a luglio 2012. SISMA di Mantova. (legno). 185 dipendenti. In CIGS fino a ottobre 2012. POMPEA di Mantova (tessile). Previsti 125 esuberi dal 1° gennaio 2012. IVECO di Suzzara (metalmeccanica). Dopo una settimana di chiusura in cassa un altro brutto segnale, la riduzione della produzione di furgoni da 211 a 180 al giorno nell’ultimo periodo. SAVIOLA di Viadana (chimica legno). 450 dipendenti. Un gruppo con stabilimenti anche a Pavia e Mortara. L’azienda ha chiesto 10 settimane di CIGO per tutti i dipendenti (321 a Viadana). MILANO e provincia (Compresi i comprensori Monza-Brianza e Ticino-Olona). Circa 1.790.000 addetti tra dipendenti e autonomi (nel privato 1.291.593). (NB: questo dato non tiene conto della nascita della provincia di Monza (che ora sembra destinata a scomparire); anche l’INPS è in ritardo con lo scorporo). A tutto novembre 2012 le ore di cassa sono state 50.142.949 (CIGO 10.453.966, CIGS 20.678.945, DEROGA 19.010.038). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 29.409 (2,28% della popolazione attiva). NSN (NOKIA-SIEMENS-NETWORK) di Cassina de’ Pecchi. (metalmeccanica). 900 dipendenti nelle sedi milanesi. Una buona notizia: ritirati i licenziamenti alla Nokia. La multinazionale aveva comunicato all’inizio di maggio l’esubero di 580 dipendenti sui 1100 presenti in Italia. Ora (fine ottobre 2012) è stato raggiunto un accordo che prevede la CIGS per 1 anno per 445 lavoratori a rotazione a decorrere dal 1° novembre, l’integrazione al reddito, l’impegno a progetti di rilancio industriale nell’area e 345 “uscite” volontarie e incentivate con sostegno alla riqualificazione e ricollocazione. SAN RAFFAELE di Milano (sanità privata). Annunciati a freddo 244 licenziamenti. La prestigiosa azienda sanitaria che fu di Don Verzè ha annunciato, oltre ai licenziamenti, anche la disdetta di tutti i contratti aziendali a decorrere dal 1973, e prevede il passaggio dal CCNL della sanità pubblica a quello della sanità privata AIOP. (Il modello sembra essere quello adottato da Marchionne con le newco di Pomigliano e le altre aziende FIAT). Immediata la reazione delle lavoratrici, dei lavoratori e dei sindacati, con scioperi e presidio permanente. MULTIMEDICA (sanità privata) (con sedi a Milano, Sesto S.Giovanni, Limbiate ecc.). Il 20 novembre il Gruppo ha annunciato l’attivazione della procedura di licenziamento per 371 lavoratori e lavoratrici (230 a tempo indeterminato e 141 con contratto a termine). L’azienda giustifica la propria decisione in conseguenza dei “tagli lineari” dei governi Berlusconi e Monti. Immediata e dura la reazione di lavoratori e sindacati che chiedono un tavolo regionale permanente (sono a rischio 3.000 posti di lavoro nella sanità privata in Lombardia). PIRELLI di Bollate (chimica). 370 dipendenti. L’azienda ha chiesto la cassa ordinaria per tutti dal 24 novembre al 9 gennaio 2013. Forte preoccupazione dei lavoratori e delle lavoratrici e immediata richiesta di incontro con l’azienda da parte dei sindacati. COCA COLA HBC (alimentaristi). L’azienda ha annunciato un piano di riorganizzazione che prevede il licenziamento di 650 dipendenti (dei quali 209 a Buccinasco e 60 a Monza). La multinazionale intende spostare a Sofia in Bulgaria le funzioni amministrativa. Scioperi e manifestazioni da parte dei lavoratori e dei sindacati. AGILE (ex EUTELIA, ex OMEGA) di Pregnana Milanese. (metalmeccanica). 375 dipendenti (500 un anno fa). Il 30 dicembre 2011 il gruppo Piero della Francesca ha vinto la gara di acquisizione per Eutelia. Il nuovo management ha comunicato ai sindacati che 230 lavoratori sarebbero tornati subito al lavoro. A gennaio 2012 un accordo sottoscritto al tavolo con il Governo ha stabilito un percorso riguardo ad ammortizzatori sociali e piano industriale che, a distanza di 10 mesi, stenta ad essere rispettato. I sindacati hanno proclamato una giornata di manifestazione nazionale per il 5 novembre. FRANCO TOSI di Legnano. (metalmeccanica). 600 dipendenti. CIGS a rotazione per 250 lavoratori fino a marzo 2013. La nuova proprietà della storica fabbrica, la multinazionale indiana Gammon (proprietaria al 75%) è disposta a nuovi investimenti, ma tra banche ed Equitalia non si dà tregua all’azienda. I sindacati chiedono l’intervento del ministro Passera. MAFLOW di Trezzano sul Naviglio (metalmeccanica). 90 dipendenti. Due anni fa erano 350, ma la crisi li ha decimati. A giugno del 2011 un gruppo polacco (BORYSZEW) la acquisisce dall’amministrazione controllata e si giunge a un accordo che prevede che 110 lavoratori avrebbero ripreso la produzione (per gli altri cassa integrazione e prepensionamenti). A settembre 2012 l’annuncio della chiusura perché la produzione verrebbe spostata all’estero. I lavoratori presidiano la fabbrica giorno e notte e non escludono azioni legali verso l’azienda per mancato rispetto degli accordi presi un anno fa. ALCATEL di Vimercate (metalmeccanico). 1.400 dipendenti. Si tratta del più importante presidio tecnologico delle comunicazioni nel nostro Paese. Annunciati 490 esuberi, dei quali 360 tecnici specializzati e 130 impiegati nel commerciale. Le ripercussioni sull’indotto potrebbero riguardare migliaia di lavoratori. Tutto ciò avviene nel quadro di un piano industriale della multinazionale che prevede lo spostamento negli USA e in Canada dei prodotti strategici (fibra ottica ecc.). Lavoratori e sindacati in presidio chiedono un incontro urgente al ministro Passera e la rotazione dei lavoratori in cassa. JABIL di Cassina de’ Pecchi (ex Nokia-Siemens) (metalmeccanica). 325 dipendenti. Tutti i dipendenti hanno ricevuto la lettera di licenziamento via fax il 28 settembre 2011 e dal 23 dicembre sono licenziati. Le commesse NOKIA sono venute meno (si tratta di componenti per le telecomunicazioni). Nel Consiglio Provinciale è passato un ordine del giorno che impegna i presidenti della Provincia e della Regione e il ministro Passera a risolvere la situazione. I lavoratori occupano la fabbrica da mesi e presidiano i cancelli. NMS di Nerviano (farmaceutica). 600 dipendenti ricercatori. Uno dei più prestigiosi centri di ricerca oncologica del nostro Paese. Da due anni a questa parte un’altalena di impegni e disimpegni ha portato alla esasperazione i pur pazienti e bravi ricercatori. Ultimamente lamentano ritardi nei pagamenti dello stipendio di 3/4 mesi che non lascia presagire nulla di buono. SANOFI AVENTIS (farmaceutica) (multinazionale francese). 3600 dipendenti in Italia. In Lombardia un centro ricerche a Milano (460 dipendenti) e uno a Origlio-Varese. (140 dipendenti). L’azienda ha annunciato la chiusura del centro di Milano e la messa in mobilità di tutti i lavoratori e le lavoratrici. La vertenza sindacale si annuncia difficile. HENKEL ITALIA (chimica). (multinazionale tedesca con 47.000 dipendenti nel mondo e 7 stabilimenti sul territorio). Negli ultimi due anni ha già proceduto alla riduzione di circa 200 dipendenti e recentemente ha annunciato la mobilità di 29 persone. Il sindacato ha proposto i contratti di solidarietà, ma l’azienda si rifiuta. I sindacati hanno risposto con uno sciopero di 8 ore con presidio il 31 ottobre. COMPASS GROUP (commercio). (multinazionale inglese con 360.000 dipendenti nel mondo e circa 10.000 in Italia). (Gestisce in appalto mense di grandi aziende quali ENI, Mondadori, Università Bocconi, Vodafone, Pirelli, ecc.). Ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per 824 dipendenti in Italia, tra i quali quadri (il 18% del totale), impiegati (30% del totale), e direttori di mense. Nella sede di Milano è prevista una riduzione del 30% del personale. I sindacati hanno scioperato 8 ore il 5 novembre. PANEM di Muggio’ (alimentaristi). 120 dipendenti. Da agosto senza stipendio. L’azienda è in liquidazione e si attende un compratore. LINKRA TELECOMUNICAZIONE di Concorrezzo-Agrate Brianza. (metalmeccanica). 407 dipendenti. In CIGS 240 dipendenti fino al 2014. COMPEL TELECOMUNICAZIONI di Cornate d’Alba. (metalmeccanica). 170 dipendenti. In CIGS 160 dipendenti fino a marzo 2014. CARRIER di Villafranca. (metalmeccanica). 500 dipendenti. Dichiarati 90 esuberi. BERETTA di Desio. (metalmeccanica). 110 dipendenti. Dichiarati 65 esuberi ma a rischio fallimento. TECNO Spa di Varedo (legno). 102 dipendenti. Chiesta la mobilità per 17 di essi e 23 in CIGS fino a settembre 2012. TRE P- TRE PIU’ di Giussano (legno). 99 dipendenti. Tutti in CIGO da marzo 2012 per 8 settimane. BAMES e SEM (EX-CELESTICA) (metalmeccanica fotovoltaica) di Vimercate. 550 dipendenti. Un accordo a febbraio 2009 prevedeva 210 cassaintegrati a rotazione per 5 mesi (su 660 iniziali). A luglio l’azienda rompe l’accordo e chiede di portare a 390 i dipendenti in CIGS a zero ore e senza rotazione e per altri 100 propone il prepensionamento. Si raggiunge un accordo per 300 dipendenti in cassa a zero ore fino a ottobre 2012. Allo scadere della cassa l’azienda ha annunciato il licenziamento di 390 dipendenti. Immediata la reazione sindacale con scioperi e presidi. GRUPPO SASSOLI di Cavenago. (metalmeccanica, acciaio). 193 dipendenti. Contrattato un anno di CIGS per un anno fino a settembre 2013. L’azienda intenderebbe licenziare 113 dipendenti su 193, e offre 5-6 mila euro come incentivo al licenziamento volontario. Il sindacato si oppone sia alla quantità dei licenziamenti sia alla misera cifra dell’incentivo. PRASSIS di Settimo milanese. (farmaceutica). 30 dipendenti (tutti ricercatori). L’azienda è stata posta in liquidazione e tutti rischiano il licenziamento. Raggiunto un accordo per 12 mesi di CIGS nel 2012. YAMAHA di Lesmo (metalmeccanica), 66 dipendenti. Nel 2010 tutti licenziati. Risposta dura del sindacato e dei lavoratori che a Natale del 2010 sono stati per qualche giorno sul tetto dell’azienda. Da un anno 28 lavoratori sono in presidio permanente e chiedono un risarcimento all’azienda che aveva “truccato” i bilanci per gestire gli esuberi. I lavoratori chiedono un altro anno di cassa in deroga. PAGANELLI di Cinisello Balsamo. (metalmeccanica). 110 dipendenti. Da fine novembre 2011 tutti licenziati perché il Tribunale ha dichiarato l’impossibilità dell’azienda di uscire dalla crisi. I lavoratori presidiano la fabbrica. AQUADOR di Cesana di Vimercate. (metalmeccanica). 100 dipendenti. La storica fabbrica di cabine docce è stata messa in liquidazione il 10 gennaio, e quindi si rischiano 100 licenziamenti. Lavoratori e sindacati hanno chiesto un incontro urgente alle istituzioni e a Confindustria. ALFA di Arese (metalmeccanica). 136 dipendenti quelli rimasti alle dipendenze di Powertrain. L’azienda li vuole a Torino, loro cercano una ricollocazione sul territorio. NOVACETA di Magenta (chimica). 220 dipendenti. In fallimento da un anno, i lavoratori aspettano un compratore e con il sindacato e tecnici qualificati hanno preparato e presentato anche nelle varie sedi istituzionali un piano di rilancio dell’azienda. Sono tutti in mobilità. SAFOSA di Gaggiano (farmaceutica). 270 dipendenti. Procedura fallimentare. In CIGS fino a maggio. Il 24 maggio incontro con il curatore fallimentare. In assenza di acquirenti, tutti in mobilità. CAGI di Motta Visconti. (tessile). 65 dipendenti. Tutti in CIGS fino all’estate, poi in mobilità. BCS di Abbiategrasso (metalmeccanica). 400 dipendenti. In CIGO fino a giugno 200 lavoratori. MUSTER di Cerro Maggiore. (metalmeccanica). 140 dipendenti. In contratti di solidarietà fino a fine 2014. Riduzione di orario al 25%. FRAMAC di Canegrate (metalmeccanica). 150 dipendenti. Tutti in mobilità. COLOMBO FILIPPETTI di Castrate d’Adda. (metalmeccanica). 139 dipendenti. Accordo sulla mobilità volontaria per 13 dipendenti. PAVIA: circa 218.000 addetti tra dipendenti e autonomi (nel privato 155.028). Le ore di cassa a tutto novembre 2012 sono state 9.147.523 (CIGO 6.098.223, CIGS 1.381.016, DEROGA 1.668.284). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 5.365 (3,46% della popolazione attiva). BRASILIA di Retorbido (metalmeccanica). 200 dipendenti. Tutti in CIGS fino a fine giugno. GENSET di Villanova (metalmeccanica). 170 dipendenti. In contratti di solidarietà fino a giugno. EX ZUCCHERIFICIO di Casei Gerola. (alimentaristi). 22 dipendenti. Dopo un anno di cassa integrazione è stato raggiunto un accordo (il 30 dicembre) che prevede la riconversione dello zuccherificio in un impianto energetico a biomasse. Verrebbero garantiti tutti i dipendenti. MERCK (farmaceutico). Persi silenziosamente 120 posti in tre anni e ora si è scesi sotto i 300 dipendenti. Ulteriore preoccupazione per lo spostamento in Inghilterra di un prodotto antidiabetico oggi prodotto solo a Pavia. SONDRIO: circa 77.000 addetti tra dipendenti e autonomi (nel privato 54.190). Le ore di cassa a tutto novembre 2012 sono state 1.730.869 (CIGO 486.365, CIGS 904.865, DEROGA 339.639). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 1.015 (1,87% della popolazione attiva). NEWCOCOT di SONDRIO (tessile). 50 dipendenti. La storica fabbrica (20 anni fa aveva 1500 dipendenti) ha chiuso. Tutti in mobilità. GRESSER di TALAMONA (ex NUOVA PIGNONA), (metalmeccanica). 90 dipendenti. 35 in CIGS fino a fine luglio. NOIFIL di Andalo (chimica). 100 dipendenti. In CIGS fino a luglio. CARTIERA di Tirano. 100 dipendenti. Chiusa. Tutti in mobilità. MC di Cosio Valtellina. (tessile). 100 dipendenti. Chiusa e tutti in mobilità. NAUTICA CRANCHI. (Commercio). 200 dipendenti. In crisi dal 2009, hanno la CIGS fino al 2012. VARESE: circa 387.000 addetti tra dipendenti e autonomi ( nel privato 282.518). Le ore di cassa fino a novembre 2012 sono state 34.978.516 (CIGO 20.524490, CIGS 10.153.815, DEROGA 4.300.211). In termini di “lavoratori equivalenti a zero ore” siamo a 20.515 (7,26% della popolazione attiva). WHIRLPOOL di Biandronno (metalmeccanica). 600 dipendenti. La multinazionale ha dichiarato 600 esuberi a dicembre del 2011. Scioperi, manifestazioni e blocchi stradali immediatamente attuati da sindacati e lavoratori, hanno portato ad un accordo che prevede 105 lavoratori in contratti di solidarietà e 495 che verranno collocati in mobilità entro il 2013. SANOFI AVENTIS di Origgio (farmaceutica). 140 dipendenti. Il gruppo francese ha annunciato 500 licenziamenti (gli altri siti coinvolti sono a Milano – si tratta di un centro ricerche importante, il “Farma ISF”-, Cuneo, Padova, L’Aquila, Frosinone, Brindisi). Il sindacato ha dichiarato 8 ore di sciopero e richiesto un incontro urgente al ministero dello sviluppo economico. IMS (INTERNATIONAL MEDIA SERVICE) di Varese (chimica). 132 dipendenti. L’azienda è in liquidazione da ottobre e i lavoratori da allora presidiano la fabbrica. Hanno ricevuto la solidarietà di Vasco Rossi (stampano anche i suoi CD). Sono ora alla ricerca di una soluzione con un compratore e non escludono la formazione di una cooperativa di lavoratori che prenda in mano l’azienda. INDA di Varese (metalmeccanica). 230 dipendenti. Chiesta la CIGS per tutti i lavoratori. Il piano aziendale prevede il licenziamento di circa 100 dipendenti e il trasferimento dei lavoratori rimanenti in aziende del gruppo a Bergamo e Malpensa . ALENIA-AERMACCHI (metalmeccanica). Si tratta del settore aeronautico di Finmeccanica i cui vertici hanno previsto un piano di ristrutturazione che prevede in tutta Italia 1200 esuberi e 1000 in cassa integrazione. Si preparano scioperi e mobilitazioni.

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