Firenze – Under Pressure: l’accantonamento legalizzato

Proseguiamo la pubblicazione dell’indagine tratta da L’Espresso.it e riguardante il mobbing e le pressioni. Ringraziamo tutti/e coloro che hanno inviato la propria esperienza sul tema delle pressioni commerciali e ricordiamo a tutti la possibilità di farlo anonimamente cliccando nel link qui sotto e utilizzando la password che avete trovato nella testata della newsletter. Grazie.

Gli unici casi in cui fino a ieri il lavoratore aveva qualche speranza di vincere in tribunale, dice ancora Meucci, sono quelli legati alla violazione dell’articolo 2103 del codice civile, secondo il quale il lavoratore non può essere costretto a svolgere mansioni inferiori a quelle per cui è stato assunto. Tuttavia anche questo principio è stato appena cambiato, nel Jobs Act: adesso il demansionamento è legalizzato, seppur solo di un livello, a parità di salario e in caso di riorganizzazioni aziendali. Ma, soprattutto, nota Meucci, dal 7 marzo scorso qualsiasi lavoratore può essere spostato a «mansioni riconducibili allo stesso livello di inquadramento delle ultime svolte», mentre prima si parlava di «mansioni equivalenti ». Non è un cambio da poco: in sostanza il lavoratore può essere unilateralmente spostato da un lavoro che sa fare e fa da anni a qualsiasi altro, purché rientri nello stesso livello di inquadramento contrattuale: «Un insieme molto ampio ed eterogeneo», dice Meucci, «quindi una riforma dello “ius variandi” che mette il lavoratore nelle mani dei superiori, i quali possono “accantonarlo” a piacimento», senza nemmeno bisogno di una riorganizzazione aziendale.

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