Reset un nuovo modello di banca, più forti relazioni industriali. L’iniziativa a Firenze.

Una giornata di dibattito stimolante quella svoltasi a Firenze presso la Camera del Lavoro al dibattito “RESET un nuovo modello di banca, più forti relazioni industriali “ promosso dalla FISAC Toscana e di Firenze.

Nessuno degli interlocutori, da Lodesani di ISP, a Spanò di BCC, si sono sottratti ai temi più delicati sul piano sindacale, rispondendo alle sollecitazioni di Maurizio Bologni di Repubblica. Sia Quiriconi nella sua introduzione sia Megale nel corso della tavola rotonda hanno ricordato il cataclisma di questi anni, la riorganizzazione profonda del sistema del credito, la necessità di affrontare le formidabili innovazioni tecnologiche che si prospettano e che necessitano di consenso tra le parti e innovazioni anche contrattuali. Il sottosegretario Baretta ha ricordato gli sforzi del Governo, la necessità di confronto con l’Europa, nella consapevolezza però che si vede la luce in fondo al tunnel. Analisi condivisa dalla professoressa D’Ecclesia. Tutti hanno convenuto sul fatto che ci stiamo inoltrando in territori inesplorati, che non si può arrestare il progresso tecnologico, ma che la dimensione della prestazione umana, del lavoro, debba restare centrale.
In un paese come l’Italia con una dimensione media di impresa di 4.3 lavoratori per azienda e ancor più in Toscana ( 2.19) il ruolo  di consulenza e di tutoraggio verso le piccole imprese del lavoratore bancario non può essere del tutto azzerato dai robot e dagli ologrammi. Da parte sindacale è stato ribadito come le assunzioni di giovani e la questione salariale, siamo punto irrinunciabili nelle prossime rivendicazioni e nei prossimi contratti.

Controradio intervista Daniele Quiriconi – Segretario Generale Fisac Cgil Toscana:

Video Facebook: intervista a Eliano Omar Lodesani

Video Facebook: intervista a Daniele Quiriconi

Articolo di Repubblica 1

Articolo di Repubblica 2

Locandina e informazioni

Video intervista a Daniele Quiriconi, Eliano Omar Lodesani e Agostino Megale.

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