Carige: nessuna comunicazione per l’avvio di procedura

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Contrariamente a quanto apparso su alcuni organi di stampa, e a quanto annunciatoci informalmente dall’Azienda giovedì 30 maggio 2019, le OO.SS. nazionali e i rispettivi Coordinamenti Aziendali non hanno ricevuto alcuna comunicazione di avvio procedura sulle ricadute del piano industriale così come prevede la normativa vigente.

Ricordiamo a tutti i lavoratori che le Organizzazioni Sindacali nelle scorse settimane hanno formalmente diffidato l’Azienda dal realizzare processi di attuazione riconducibili al piano industriale presentato il 27 febbraio 2019, senza aver avviato la procedura di confronto con le OO.SS.

Negli ultimi giorni ci sono state tuttavia alcune iniziative aziendali, tra cui la pubblicazione di una circolare relativaall’operatività del Wealth Management, che a nostro giudizio costituiscono una palese violazione dagli obblighi previsti dalla normativa vigente.

A tale proposito, abbiamo interessato su questo tema i nostri legali di riferimento e siamo in attesa, entro la prossima settimana, di un loro riscontro; in base alle indicazioni legali, decideremo le nostre successive determinazioni sia sul piano giudiziale che sul piano strettamente sindacale, determinazioni che vi comunicheremo tempestivamente entro la fine della prossima settimana.

Rimane fermo il nostro giudizio estremamente negativo sul progetto aziendale relativo al Wealth Management perché, malgrado i discutibili tentativi aziendali di convincerci del contrario, riteniamo che sia un modo di trasformare la natura della Banca, mettendo a rischio, per quanto ci riguarda, la continuità aziendale e la tenuta occupazionale.

In assenza di concrete garanzie e di un chiaro progetto organizzativo, le Organizzazioni Sindacali sono impossibilitate a discutere dell’attuazione del piano industriale e tantomeno di ulteriori riduzioni del personale e del numero delle filiali.

Restano inoltre irrisolte alcune importanti tematiche, sulle quali l’Azienda risulta inadempiente:

  1. l’abbassamento massivo delle valutazioni professionali, risultato di una precisa politica aziendale che nulla ha a che vedere con quanto previsto dal CCNL;
  2. l’inaccettabile discrezionalità sulle politiche dei distacchi operati dall’azienda, tra cui ha particolare urgenza la definizione della posizione dei colleghi distaccati in Creditis;
  3. il mancato rispetto integrale degli accordi sottoscritti nel 2016 e nel 2017 (ad esempio non esaustivo: part- time, colleghi fuori sede, risparmi pensionistici, mantenimento della contrattazione di secondo livello).

Relativamente al clima che si respira in Azienda, pessimo già da alcuni anni, registriamo sempre un suo netto peggioramento. Ci rimangono oscure le motivazioni che perseguono coloro che stanno operando in questa direzione.

Esprimiamo inoltre un giudizio fortemente negativo su chi in questi ultimi anni e fino ad oggi ha gestito l’Azienda,attraverso numerosi piani industriali rimasti in gran parte inattuati a parte la dolorosa eccezione del risparmio sui costi del personale e della cessione di asset.

Genova 07 Giugno 2019

Photo by RaSeLaSeD – Il Pinguino

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