Bper: lavoro agile serve più coraggio

L’ Azienda ha esordito affermando di essere consapevole che sta per essere veicolata sulle filiali l’ operatività conseguente al c.d. “decreto liquidità”, di imminente pubblicazione, oltre alle moratorie e anticipi CIG. Attualmente non è possibile prescindere, peraltro, dalle restrizioni disposte sull’attività delle filiali; l’orientamento è quindi a confermare, anche per la prossima settimana, il contingentamento ingressi e orari per la clientela; si confermano ovviamente i protocolli di sicurezza sanitaria(DPI), con estensione al personale che non si trova allo sportello. Nonostante l’attivazione di canali telefonici “dedicati”, molti clienti non potranno gestire tutte le pratiche Cig o moratorie in remoto(uso di scannerizzazioni, pec, file zip non sono a disposizione di molti dei ns clienti, specie piccoli artigiani e commercianti o persone fisiche). Potranno essere richieste presenze in filiale in misura percentualmente maggiore, un rallentamento della turnazione a discrezione del direttore, e le spoke rimarranno a turno chiuse al pubblico ma i colleghi potrebbero dover lavorare “a porte chiuse” per far fronte all’operatività straordinaria. Permane la chiusura al pubblico pomeridiana per tutte le filiali.

L’Azienda ha comunicato inoltre che le nuove assunzioni da inizio anno sono 63 nel Gruppo; di queste, 38 si riferiscono a dipendenti che erano già in somministrazione. Avendo attualmente intuibili difficoltà ad attivare percorsi di affiancamento e formazione, sono state privilegiate assunzioni di persone che già hanno lavorato con il Gruppo.

L’Azienda intende attivare una sottoscrizione, aperta ai contributi volontari di tutti i lavoratori del Gruppo, nessuno escluso (amministratori e consiglieri inclusi), per far confluire risorse liquide su vari enti che stanno operando sul territorio.

Il 70% del personale, nell’ultima settimana, non è stato presente fisicamente in ufficio. Nell’ultima settimana ci sono state 20.249 giornate di assenza. Di queste, il 19% sono state per permesso retribuito emergenza, il 42% sono state per SW e SL.

Covid19: All’8 aprile c’è una filiale chiusa a L’Aquila. Ci sono attualmente 26 colleghi positivi Covid nel Gruppo.

Le OO.SS. affermano una profonda preoccupazione per la diminuzione del distanziamento sociale che presumibilmente avverrà per effetto delle emergenze operative citate, se l’azienda non reagirà con misure organizzative interne radicali, non palliative. Non è questo il momento di abbassare la guardia in ordine alle misure primarie di protezione sanitaria, che rimangono in primis quelle del distanziamento sociale. La parola d’ordine deve essere : allargare la platea dello smart working non solo in senso orizzontale, ma verticale – ovvero: chi è in smart working deve poter accedere a tutte le piattaforme.

Nel confermare che i lavoratori sono al servizio della messa a disposizione della liquidità di emergenza al sistema produttivo, purchè si possa lavorare in piena sicurezza, i sindacati hanno chiesto con decisione che le indicazioni operative su CIG e moratorie siano finalmente certe. Inoltre occorre che tutti i colleghi, non sono quelli di Rete, possano istruire da remoto le pratiche di moratoria e CIG. Questa sarebbe la modalità organizzativa che consentirebbe di gestire il picco di lavoro senza mandare troppi colleghi di nuovo in ufficio.

In questa situazione permane la perplessità sulle confermate – dall’Azienda – chiusure delle filiali a fine maggio.

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