BPER: tutti i lavoratori hanno pari dignità

Carissimi, oggi vi vogliamo raccontare quanto succede ai colleghi provenienti dalla società RBS.

I lavoratori, al momento in gran parte in servizio presso il contact center di Sassari, provenivano da una società esterna al Gruppo BPER e, a seguito di accordo sindacale, sono stati stabilizzati a determinate condizioni; per esempio per alcuni anni non fruiranno, pur facendo esattamente lo stesso lavoro di chi sta al loro fianco in ufficio, di alcuni istituti contrattuali in essere presso BPER.

E’ stato un percorso doloroso e accidentato ma adesso sono finalmente parte della nostra azienda e, soprattutto, in sicurezza.

Già nel mese di dicembre scorso questi colleghi sono stati, loro malgrado, al centro di una spiacevole situazione. La loro retribuzione di dicembre, che per tutti noi rappresenta una bella boccata d’ossigeno in un contesto economico non proprio esaltante, è pervenuta con cospicuo ritardo.

Venendo ai giorni nostri, i lavoratori non percepiscono premio aziendale e la voce di accredito erogata a maggio, ma per un errore tali somme sono state ugualmente accreditate.

Ora, tutti noi sappiamo benissimo che la nostra busta paga è alquanto variabile e le voci in essa riportate non sono di facilissima comprensione. Si tratta di circa una ventina di colleghi che lavorano su più turni con le pressioni, la difficoltà, lo stress che comporta lavorare in un contact center.

Purtroppo, senza alcun tipo di comunicazione da parte dell’azienda nel corso del mese di giugno 2020 tali somme sono state ri-addebitate, contestualmente all’erogazione della premialità MBO, sterilizzando così ogni effetto benefico.

I colleghi sanno benissimo che quelle somme non erano dovute, ma vedere che nel corso dei mesi vengono fatti ripetuti errori sulle loro buste paga non è piacevole. E badate bene che gli errori quando si lavora sono comprensibili; sappiamo benissimo che i colleghi che si occupano delle retribuzioni, a causa dei tanti istituti contrattuali vigenti in contemporanea nel nostro gruppo sono sottoposti a un aggravio di lavoro importante, ma è comunque spiacevole constatare che a fronte di disguidi indipendenti dall’operato dei lavoratori si proceda ad addebitare somme sullo stipendio senza darne segnalazione.
A questo punto, come FISAC-CGIL siamo intervenuti nei confronti dell’azienda affinché tale questione fosse presa in considerazione.

Sara quindi possibile, per i colleghi che a seguito di queste vicende abbiano una qualche temporanea difficoltà economica, contattare l’azienda anche per il tramite del proprio Rappresentante Sindacale per verificare in maniera bilaterale eventuali forme di rateizzazione.

L’azienda ci ha anche informato di aver effettuato rigorosi controlli in merito alla tassazione delle varie voci in busta paga, per verificare che queste operazioni non generassero anomalie nei confronti dell’Agenzia delle entrate.

Abbiamo infine chiesto all’azienda di informare i colleghi in merito a quanto avvenuto. Ci pare che tale tipo di informativa sia stata eccessivamente sintetica. Scriviamo quindi ad integrazione di tale comunicazione.

Sappiamo di essere in un gruppo grande e costantemente in movimento. Sappiamo che probabilmente ora l’attenzione è più focalizzata sui grandi movimenti del RisiKo bancario che non sulle condizioni dei lavoratori. Sappiamo che tutti i colleghi, in questo contesto pandemico, sono stati sottoposti a enormi pressioni. E infine sappiamo che tutti noi, partire dalla fusione Unipol Banca, proseguendo con l’emergenza Covid e passando per le future probabili aggregazioni, ci troveremo ad affrontare, insieme, grosse difficoltà.

In certe vicende ci pare di capire che la disparità di attenzioni sia palese e possa ingenerare nei colleghi frustrazioni, che sicuramente non aiutano nel difficile compito cui ognuno di noi è chiamato sul proprio posto di lavoro.
Ma il sindacato nasce per un motivo. Nasce perché tutti i lavoratori siano uguali dinanzi al proprio datore di lavoro e lavoriamo quotidianamente e con impegno per ottenere questo risultato.
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