Inform@fisac febbraio 2018

 

Il patto della via Emilia I piani di Cimbri e Vandelli

Bper Banca ad aprile rinnoverà per la prima volta nella sua storia l’intero consiglio di amministrazione. Dove UnipolSai dovrebbe entrare con più decisione, in forza di quel (quasi) 10 per cento che la rende prima azionista


C’è traffico tra Modena e Bologna, cinquanta chilometri di Via Emilia intasati dai lavori in corso che riempiono il calendario finanziario di Bper Banca – l’ex Popolare dell’Emilia-Romagna – e del suo primo azionista, il colosso assicurativo UnipolSai che ha in portafoglio il 9,87 per cento del capitale di Bper.

Oggi l’attenzione di entrambi i gruppi è calamitata dalla chiusura dei conti del 2017. Bper presenterà il rendiconto alla comunità finanziaria l’8 febbraio, in contemporanea a UnipolSai. Da allora il focus delle attenzioni si sposterà sulla partita più delicata dell’anno, il rinnovo del consiglio di amministrazione della banca che sarà votato nell’assemblea del 14 aprile.

Sarà un appuntamento storico, perché per la prima volta Bper abbandonerà il cosiddetto staggered board, un modello che vede il consiglio parzialmente rinnovato ogni anno, per dare mandato triennale e contemporaneo a tutti i consiglieri. L’attuale board, eletto in regime transitorio un anno fa, lascerà spazio ai nuovi amministratori, che dovrebbero emergere, visto che lo Statuto ne contempla la possibilità, da una lista presentata dal cda. Una lista unica, che contempli le esigenze di rappresentatività dei soci e che poi verrà sottoposta all’assemblea assieme alla (probabile) lista dei fondi, che controllano circa il 40 per cento del capitale della banca, ma senza ambizioni di governo.

La guida di Bper per il prossimo triennio uscirà dal nuovo equilibrio che le tre forze rappresentate nel capitale sapranno trovare. Da un lato ci sono i vecchi soci, rappresentanti di una delle classi imprenditoriali più dinamiche d’Italia: tutti assieme valgono circa il 7 per cento del capitale. Una cifra simile a quella complessiva dell’universo delle fondazioni (Cr L’Aquila, Banca del Monte di Foggia, Cr Bra, Cr Vignola e soprattutto Fondazione Banco di Sardegna che da sola controlla il 3,02 del capitale). E poi c’è UnipolSai, con il 9,87 per cento e un solo rappresentante in consiglio, Alfonso Galante. Il riequilibrio si impone e le grandi manovre sono già iniziate. Se tutto lascia prevedere la riconferma in consiglio di Ettore Caselli, Luigi Odorici e di Alessandro Vandelli è altrettanto probabile che Bper avrà un nuovo presidente. Il modenese Carlo Corradini, consigliere di Intesa Sanpaolo, è il nome ricorrente per occupare la poltrona del 75enne Caselli. Come è altamente probabile che Unipol triplichi la sua presenza nel consiglio.

A quel punto la banca potrà dedicarsi a completare il lavoro sugli Npl che è già avviato e che dovrebbe portare alla cessione di sofferenze per 3 miliardi (1,2 miliardi riconducibili al Banco di Sardegna saranno ceduti nel primo semestre, mentre la quota restante verrà alienata al più tardi nei primi mesi del 2019). Queste operazioni, rese possibili da un livello di solidità patrimoniale che consente di utilizzare più leve per migliorare la qualità dell’attivo, saranno completate da un intervento straordinario da un miliardo nel trimestre in corso, per avvalersi della possibilità determinata dall’introduzione dei nuovi principi contabili, che consente l’accantonamento senza impatti per il conto economico. Così, nella seconda parte dell’anno finirà all’attenzione del board anche il dossier Unipol Banca, l’istituto controllato dalla compagnia di assicurazione che, dopo l’integrazione di CariFerrara in Bper, potrebbe allargare il perimetro dell’ex popolare modenese. La sistemazione di Unipol banca sta particolarmente a cuore al ceo della compagnia bolognese Carlo Cimbri, la scorsa settimana a Davos. E potrebbe essere il secondo punto di incontro tra i due centri finanziari della via Emilia.

Fonte: www.corriere.it

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