Ormai è sotto gli occhi di tutti: da Banco BPM i colleghi se ne vanno. Certo, la nostra Azienda potrebbe e potrà rispondere a questa affermazione usando una parola d’ordine scesa dall’alto: si tratta di un fenomeno fisiologico, numericamente non impattante. Bhe, non siamo d’accordo. Se numericamente, in percentuale, potrebbe forse rappresentare un fenomeno residuale, nella sostanza e guardando alle caratteristiche di chi lascia volontariamente la nostra Azienda, la fuga da Banco BPM rappresenta per noi un forte motivo di preoccupazione e di dispiacere. I colleghi non se ne vanno per caso. E non per una singola e specifica motivazione. Sono infatti colleghi con esperienze, storie, conoscenze e vissuti tutti diversi, accumunati però dalla decisione cercare altrove il proprio futuro e la propria realizzazione lavorativa e personale. Se ne vanno perché qui non si sentono più valorizzati. Se ne vanno perché le pressioni commerciali hanno superato ogni limite di sostenibilità e accettabilità, anche quando non vengono denunciate per timore. Se ne vanno perché non vedono percorsi di crescita e sviluppo professionali degni di questo nome. Se ne vanno perché l’umanità è diventata un optional. Se ne vanno perché lavorare sottorganico, sempre rincorrendo urgenze ogni giorno diverse, è diventata la normalità. …