Il Manifesto per la buona finanza

La finanza e il credito sono elementi fondamentali per ritrovare la via della crescita e dell’occupazione. In questa cornice definiamo le banche attività produttive private di interesse pubblico. FISAC e CGIL avanzano sette proposte per quattro obiettivi che siano parte integrante di un programma di interventi più ampio come il Piano del Lavoro già definito dalla CGIL. Un manifesto a sostegno della crescita dell’economia reale, dell’etica della finanza, per la legalità e per l’eguaglianza.

Un settore, quello del credito, che pur essendo specchio reale della crisi del paese e che vive come l’industria negli anni ’80 una profonda ristrutturazione tra crisi e innovazione immaginiamo al servizio del paese.

MANIFESTO BUONA FINANZA

Comunicato 7 proposte per crescita e occupazione

Comunicato del Segretario Generale

Speciale su Rassegna Sindacale

 

Agenzie di Stampa:

 

BANCHE:CGIL,7 IDEE BUONA FINANZA,MENO DERIVATI E PIU’CREDITO CRESCITA 1,5% ‘GIRANDO’ 1/4 DEI 200 IN DERIVATI A ECONOMIA REALE
(ANSA) – ROMA, 03 LUG – Sette proposte per banche al servizio della crescita, dalla lista nera dei derivati alla Tobin tax europea fino a una banca pubblica per gli investimenti sul modello dell’Iri. Sono quelle contenute nel Manifesto per la
buona finanza della Cgil, che stima in 1,5 punti di Pil la crescita potenziale se, dei 200 miliardi di derivati riconducibili alle banche, un quarto (50 miliardi) fossero veicolati verso l’economia reale.
”A cinque anni dall’inizio della crisi di grandi interventi per ridefinire la finanza mondiale non ce ne sono stati. – afferma il segretario Susanna Camusso in conferenza stampa – La finanza spazzatura non e’ scomparsa, non si e’ autodistrutta”.
Le proposte ”per scacciare con la buona finanza la cattiva finanza degli stregoni”, spiega il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, spaziano dalla regolamentazione dei derivati al riordino delle autorita’ di vigilanza e della
governance; dalla separazione tra banca commerciale e d’affari alla ridefinizione del ruolo della Bce; dalle misure per la legalita’ e la finanza sostenibile all’armonizzazione della fiscalita’ in Europa, alla riduzione dei compensi per i top
manager fino a un massimo di 20 volte quello dei dipendenti.
 ”Vogliamo tutelare i risparmi di lavoratori e pensionati e permettere ai lavoratori del sistema bancario di lavorare bene in un contesto di correttezza informativa”, osserva Camusso sottolineando che ”non sempre la Consob ha utilizzato i poteri
che la legge le attribuisce in tema di controlli e prevenzione”.
 
 (Adnkronos) – “A distanza di cinque anni dalla crisi e nonostante i numerosi annunci su una riforma finanziaria non e’ stato fatto nessun grande intervento in materia di regole finanziarie, e soprattutto in tema di derivati”. Lo ha affermato
Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, intervenendo alla presentazione del ‘Manifesto per la buona finanza – le banche al servizio del Paese’.
“La ‘cattiva’ finanza -ha aggiunto la Camusso- non e’ scomparsa: il mondo ha bisogno di regole precise, ma intanto il Paese puo’ iniziare a fare le proprie scelte”, ha esortato il segretario generale.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 03 lug – Vendere tutte le partecipazioni nelle banche detenute dalle Fondazioni “tenendo conto, nei tempi e nelle modalita’, delle condizioni di mercato”. Questo una delle proposte contenuta nel ‘Manifesto per la buona finanza’ messo a punto dal sindacato Fisac Cgil che chiede anche il passaggio della vigilanza su questi enti riconosciuti privati dal ministero dell’Economia alla Banca d’Italia. “Bisogna portare a compimento la legge Ciampi” afferma il segretario generale Fisac Agostino Megale alla presentazione del documento con il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Per la Fisac serve anche un’ulteriore intervento nella governance degli enti di origine bancaria che ancora oggi detengono (dati Acri) il 27% del capitale di Intesa Sanpaolo, il 14% del capitale di UniCredit e il 34,17% delle azioni del Monte dei Paschi

A giudizio del sindacato Fisac nelle elezioni degli organi degli enti vanno coinvolte le associazioni del Terzo Settore maggiormente rappresentative del territorio.

Fisac e Cgil Presentano il Manifesto per la Buona Finanza

(ASCA) – Roma, 3 lug – Regolare gli eccessi della finanza, di quella ‘cattiva’, per fare del credito un settore concretamente al servizio del Paese, a sostegno dell’economia, rilanciando la crescita e l’occupazione. Il tutto attraverso l’adozione di sette punti, di sette proposte specifiche, contenute nel ”Manifesto per la buona finanza – Le banche al servizio del paese” promosso dalla Cgil e dalla Fisac (la categoria dei lavoratori del credito del sindacato di corso d’Italia) e presentato oggi nel corso di una conferenza stampa dal segretario generale della Fisac, Agostino Megale, dal professore dell’Universita’ Bocconi di Milano, Marco Onado, e dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Sette proposte per rilanciare l’economia, tutelare il risparmio, efficientare la gestione pubblica della finanza e favorire legalita’ ed equita’, che vanno dalla regolamentazione della finanza strutturata e dei derivati al riordino delle autorita’ di vigilanza, dalla distinzione tra banche commerciali e banche d’affari a una ridefinizione del ruolo della Bce, dal favorire la legalita’ e la finanza sostenibile alla riduzione dei compensi dei top manager, fino a regole per l’armonizzazione della fiscalita? a livello europeo e un uso della liquidita? presente nel sistema per fare ripartire gli investimenti. Un manifesto sulle regole della finanza lanciato proprio dalla Cgil ”perche’ il nostro e’ un paese di risparmiatori, che sono per la gran parte lavoratori e pensionati, e anche perche’ nel contesto bancario ci sono tanti lavoratori che devono poter operare in un contesto di corretta informazione da fornire ai risparmiatori, ai quali devono essere rappresentati i rischi connessi ad ogni investimento”, ha motivato Susanna Camusso nel corso della conferenza stampa. Inoltre, ha aggiunto la leader sindacale, ”dopo gli annunci fatti all’inizio della crisi, dove tutti erano determinati a ridefinire le regole della finanza, ci ritroviamo dopo diversi anni con un nulla di fatto: la finanza cattiva non e’ scomparsa perche’ sono mancati interventi concreti sulle regole, soprattutto in tema di derivati”. Non solo, perche’, per quanto riguarda le autorita’ di vigilanza, ”non sempre la Consob ha utilizzato i poteri che la legge le attribuisce in tema di controllo e prevenzione”. Punto quest’ultimo sottolineato anche dal professor Marco Onado: ”Abbiamo un problema Consob, l’autorita’ di vigilanza gestita da Vegas, dove e’ svilito il principio della collegialita’ e dove vengono utilizzate male le professionalita’ interne”. Inoltre, sempre secondo il professore della Bocconi, ”la Consob e’ stata inadeguata nella gestione dei precedenti scandali finanziari, venendo meno alla sua funzione di tutela dei risparmiatori. Non puo’ contribuire quindi alla soluzione della crisi economica e pone un problema politico sulla idoneita’ dei suoi vertici”. Ecco quindi nel dettaglio i sette punti del manifesto, ”un progetto che ha lo scopo di scacciare la finanza cattiva, quella degli stregoni, promuovendo una finanza buona a sostegno dell’economia reale”, come ha spiegato il numero uno della Fisac Cgil, Agostino Megale. Il primo dei sette punti e’ relativo al ”regolamentare la finanza strutturata e i derivati”. Secondo il sindacato ci sarebbero derivati nel bilancio dello stato pari a 160 miliardi di euro, 220 miliardi in quello degli enti locali e circa 200 sarebbero riconducibili alle principali banche italiane. Ecco perche’ Cgil e Fisac chiedono ”regole piu’ incisive contro la speculazione” che prevedano, tra le altre cose, ”una ‘black list’ di derivati che siano vietati alle banche commerciali, una commissione d’indagine e rinegoziazione con le banche che quantifichi l’ammontare complessivo e la tipologia dei derivati in circolazione, l’approvazione di una legge che attribuisca alla Consob la competenza sulla misurazione dei rischi dei derivati contratti dalla pubblica amministrazione”. Il secondo punto del manifesto sostiene il ”riordino delle autorita’ di vigilanza, delle fondazioni bancarie e della Governance delle banche”. Lo stock di ricchezza accumulata in Italia e’ – si legge nel manifesto – pari a 8.500 miliardi, di cui circa 4 mila impegnati in attivita’ finanziarie. Il sindacato propone infine anche ”la dismissione del capitale delle banche detenuto dalle Fondazioni bancarie tenendo conto, nei tempi e nelle modalita’, delle condizioni del mercato”. Per quanto riguarda la Governance, infine, ”ci si puo? ispirare al modello tedesco basato sul sistema duale e su un approccio partecipativo a livello aziendale”. Terzo punto del manifesto per la buona finanza: ”separazione tra banca commerciale e banca d’affari”. Dalle elaborazioni del sindacato risulta che se dei 200 miliardi di derivati riconducibili alle banche 50 fossero veicolati verso l’economia reale si stima una crescita del Pil potenziale dell’1,5%. Le banche devono percio’ ”tornare ad essere un volano per la ripresa, favorendo la crescita dimensionale delle imprese; fare credito all’economia reale e smetterla di preferire l’attivita’ speculativa su quella tradizionale”. Vanno quindi reperite le risorse per uscire da questa ”fase patologica di stallo”. Al quarto punto del manifesto c’e’ la proposta di una ”ridefinizione del ruolo della Bce nella politica monetaria e nella vigilanza bancaria”. Il quinto punto propone il ”favorire la legalita’ e la finanza sostenibile: trasparenza e incentivazione della tracciabilita”’. Secondo i dati diffusi dal sindacato, ”iIl 90% dei pagamenti delle famiglie italiane avviene in contanti, contro il 78% della Germania, il 65% della Gran Bretagna e il 59% della Francia: una riduzione del 15% delle operazioni svolte oggi in contante si stima porterebbe nelle casse dello stato circa 12 miliardi di euro”. ”Riduzione dei compensi percepiti dal Top Management” e’ il sesto punto del manifesto Cgil e Fisac. Ultimo e settimo punto, legato alla necessaria riduzione delle tasse sul lavoro, riguarda: ”Armonizzazione della fiscalita’, in un settore in fase di riorganizzazione, a livello europeo ed uso della liquidita’ presente nel sistema per fare ripartire gli investimenti”. red/glr