ABI: raggiunto l’accordo su politiche commerciali e organizzazione del lavoro

Nella giornata di mercoledì 8 febbraio, alla presenza del Presidente dell’ABI Antonio Patuelli, è stato raggiunto un accordo sulle politiche commerciali e l’organizzazione del lavoro.

L’accordo rappresenta un primo importante passo per favorire lo sviluppo di politiche commerciali responsabili e sostenibili, coerenti con l’etica professionale, rispettose della dignità delle risorse umane e delle esigenze e della centralità dei clienti.

L’accordo si propone di promuovere comportamenti concreti e coerenti con questi principi, anche attraverso un’adeguata e specifica attività di informazione, formazione e sensibilizzazione, con il dichiarato obiettivo di ricondurre a questi valori eventuali comportamenti difformi.

Nella definizione delle politiche commerciali, le banche dovranno quindi attenersi a principi generali di tutela del risparmio e diffusione della cultura finanziaria, di trasparenza e chiarezza, compatibili con strategie basate sul medio e lungo periodo e su un’organizzazione del lavoro coerente con i principi di sostenibilità e rispetto delle persone contenuti nell’accordo.

Qualunque comunicazione aziendale in tema di politiche commerciali dovrà quindi essere improntata al rispetto della normativa, senza messaggi fuorvianti o vessatori nei confronti dei lavoratori bancari, nel rispetto delle norme sulla prestazione lavorativa anche al fine di inibire, ai vari livelli, condotte improprie ed indebite pressioni lesive della dignità e professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici, evitando l’abuso, l’eccessiva frequenza e le inutili ripetizioni su rilevazioni commerciali e obiettivi assegnati.

In questo quadro, l’accordo prevede che l’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi quantitativi commerciali non può determinare di per sé una valutazione negativa dell’operato del dipendente né può costituire motivo di provvedimenti disciplinari a carico dello stesso.

Al fine di garantire applicazione ed esigibilità dell’accordo in sede decentrata, entro 90 giorni dalla data odierna, si procederà in tutte le aziende aderenti ad ABI, ad un incontro in sede aziendale o di gruppo per definire specifici accordi aziendali sulle tematiche del protocollo o, se già esistenti, per valutare eventuali adeguamenti che si rendessero necessari.

Presso le aziende di credito o i gruppi dove non esistano accordi in materia, verrà avviato il confronto per la costituzione, entro 180 giorni da oggi, di commissioni o organismi bilaterali di confronto in sede aziendale e di gruppo, dove esaminare le segnalazioni provenienti dai lavoratori per il tramite dei propri sindacati aziendali.

Nelle banche dove non si raggiungesse un accordo e per quelle con meno di 1500 dipendenti che non facciano parte di gruppi bancari, si dovrà comunque procedere a incontri, con cadenza almeno annuale, sull’applicazione dell’accordo nazionale.

Tutte le banche dovranno comunque provvedere ad informare il sindacato aziendale o di gruppo sulle misure adottate relativamente alle tematiche oggetto di segnalazioni, con particolare riguardo a quelle finalizzate alla rimozione di comportamenti anomali o difformi dai principi enunciati dall’accordo.

Al fine di favorire l’interlocuzione e l’applicazione dell’accordo nazionale e degli accordi aziendali o di gruppo, ciascuna azienda individuerà al proprio interno un referente dotato di facoltà adeguate che potrà farsi ulteriormente supportare dalle funzioni aziendali competenti.

Viene inoltre istituita una Commissione nazionale bilaterale tra ABI e OO.SS. con l’obiettivo di indirizzare, favorire e monitorare l’attuazione coerente di quanto previsto dall’accordo – anche attraverso l’interlocuzione con gli organismi bilaterali aziendali di cui sopra – per acquisire informazioni, diffondere buone pratiche e realizzare iniziative in tema di politiche commerciali, informazione, formazione, e sistemi incentivanti.

La Commissione, che dovrà dotarsi di un proprio regolamento, sarà anche la sede per affrontare questioni significative relative all’applicazione dell’accordo che non abbiano trovato definizione negli organismi bilaterali o nelle sedi di confronto aziendali o di gruppo, con l’obiettivo di proporre percorsi e soluzioni condivise per il superamento delle criticità emerse in sede decentrata.

Le Parti firmatarie dell’accordo nazionale, si sono date reciprocamente atto dell’intenzione di avviare, con criteri e modalità da convenire e tramite soggetti terzi,  un’indagine di clima settoriale, i cui risultati saranno oggetto di analisi da parte della Commissione nazionale.

Le Parti si sono ulteriormente date atto che, ferme le previsioni di legge sui Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, esamineranno in un apposito gruppo di lavoro, fenomeni che possano rilevare ai fini del benessere sui luoghi di lavoro.

E’ stato convenuto che il testo dell’accordo sarà allegato e formerà quindi parte integrante del testo del prossimo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, nel cui ambito si è stabilito di affrontare anche il tema del sistema incentivante alla luce dell’applicazione dell’accordo stesso.

L’accordo raggiunto, nel dare concreta applicazione a quanto già definito sulle politiche commerciali con l’articolo 53 del Contratto Nazionale, assume grande rilevanza anche per il messaggio di cambiamento che deve comportare in termini di trasparenza, etica e sviluppo sostenibile nel rapporto tra le banche, le lavoratrici e i lavoratori, i cittadini, famiglie e imprese, in un processo che deve portare il settore bancario a recuperare il suo ruolo centrale a favore dello sviluppo socio economico del Paese.

Le Organizzazioni Sindacali ritengono che l’accordo, definendo pratiche di prevenzione, di diffusione della cultura delle regole e di superamento di pratiche scorrette, possa determinare una svolta positiva a beneficio del settore del credito e, più in generale, di tutti i settori produttivi e della collettività.

Roma, 9 febbraio 2017

LE SEGRETERIE NAZIONALI

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