Occupazione femminile e contrattazione di genere dopo e oltre il Covid19

“La pandemia ha esacerbato tutte le contraddizioni del nostro sistema, da quello sanitario, dell’Istruzione fino a quello economico e produttivo se poi guardiamo alla recessione in atto da tempo, si prefigura uno scenario pesante, a partire dalla tenuta occupazionale che già vede tanti giovani e donne senza lavoro e senza prospettive.
Proprio per questo la discussione che affrontate assume un valore più forte, perché deve fare i conti con tematiche annose che rispondono alle questioni che intervengono sull’ampio tema delle differenze di genere e di trattamento economico e normativo e al contempo, bisogna fare i conti, sugli effetti del COVID19 che rischiano di portare “le lancette dell’orologio” per le donne, i giovani e non solo, ancora più indietro, soprattutto in materia di diritti, di aumento delle diseguaglianze e quindi di ruolo nella futura società.
Dall’Europa al confronto con il Governo, le future risorse della Next Generation UE, le nuove tecnologie, lo smart working, il welfare, l’istruzione e non ultima il sistema sanitario complessivamente inteso, sono temi strategici che dobbiamo avere la capacità di affrontare come sfide e al contempo opportunità per raggiungere livelli di sviluppo e di benessere confortevoli per tutti.
Le organizzazioni sindacali, a partire dalla nostra, hanno bisogno di discutere e approfondire tutti questi aspetti, vecchi e nuovi, arricchire la futura contrattazione, fin dai rinnovi dei contratti nazionali e nei confronti istituzionali a tutti i livelli per essere sempre più efficaci e inclusivi nel perseguire obiettivi di eguaglianza, trattamenti equi, diritti e pari condizioni sociali. “ Maurizio Lunghi – Segretario generale della CGIL di Bologna 

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