Dipartimento Nazionale Sostenibilità e RSI: un convegno dell’ASviS

Sono diciannove i miliardi che ogni anno le Leggi di bilancio destinano a sussidi dannosi all’Ambiente e che, invece, potrebbero essere utilizzati  per aiutare le Imprese ad una riconversione green e per investire su giovani e donne.

In una fase in cui occorre concentrare energie ed utilizzare al meglio le risorse disponibili, una riconversione in chiave ambientale di una parte importante dei fondi stanziati, può aprire ad occasioni importanti di ripresa. Utilizzando, poi, le opportunità del Next Generation EU  (Fondo Europeo per la Ripresa), è possibile realizzare da subito un piano di investimenti dedicati alle Città ed ai Territori per rendere il nostro Paese più sicuro e resiliente, migliorando la qualità della vita delle persone.

Un tema di cui si è discusso durante il secondo evento ASviS LiveVerso una ripresa trasformativa all’insegna della resilienza e della sostenibilità“. Osservati speciali il vari Decreti emanati ultimamente: osserva il portavoce dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, a cui partecipa anche la Cgil) – che gran parte degli interventi sono di ‘protezione’, legati cioè alla fase emergenziale, ma in questo si notano anche alcuni interventi volti alla trasformazione del sistema socio-economico, in particolare del sistema sanitario e produttivo. Servono, però, provvedimenti per la tutela del capitale naturale del Paese, che pure genererebbe occupazione e miglioramento della qualità della vita, e di riduzione delle disuguaglianze di genere”.Questo vuol dire – precisa – che per misure di rilancio e trasformazione del Paese verso lo sviluppo sostenibile ci si dovrà necessariamente affidare alle nuove risorse europee o a ricomposizioni del bilancio pubblico. È in questa prospettiva che proponiamo il progressivo azzeramento dei 19 miliardi di sussidi dannosi all’ambiente, da trasformare in una riduzione senza precedenti del cuneo fiscale, in sussidi alle imprese per la transizione ecologica e l’economia circolare e in un investimento straordinario su giovani e donne, per aumentare la competitività del sistema Italia e rendere lo sviluppo del Paese sostenibile e inclusivo, come previsto anche dalla proposta della Commissione europea per il fondo ‘Next generation EU appena presentato.

I fondi stanziati del resto non solo l’unica chiave per risolvere i problemi del Paese e guardare serenamente alla ripartenza: se spesi male, potrebbero anche avere un impatto minimo o non averne alcuno. “Invece di buttare soldi dall’elicottero facciamo politiche keynesiane intelligenti e incentiviamo le cose che guardano al futuro del nostro Paese in un’ottica di sostenibilità“, dichiara il Presidente di Coop Italia, proponendo in particolare incentivi ai consumi sostenibili con “sgravi fiscali per gli acquisti dei consumatori”. “Per esempio – – i piatti di plastica usa e getta costano molto meno di quelli di materiali alternativi, dobbiamo fare in modo che i piatti compostabili non costino tre volte di più”.

La crisi in corso impatta non solo sul capitale economico – sottolinea, il  Presidente dell’ASviSma anche sul capitale umano e sul capitale sociale, e la gravità dei suoi effetti dipende anche dal tipo di risposta delle imprese, delle istituzioni e della politica. Per questo la nostra proposta punta a stimolare una resilienza trasformativa del sistema socio-economico, aiutandolo a trasformarsi e non a tornare indietro, visto che la situazione precedente la pandemia era considerata insoddisfacente e insostenibile. Il rischio è che senza una visione sistemica e di lungo periodo si possano disperdere risorse finanziarie importanti senza produrre il cambiamento auspicato”.

Una posizione condivisa anche dagli interlocutori dell’ASviS: “La Sostenibilità è essenziale se vogliamo uscire da questa crisi“, afferma l’Ad di Enel, sottolineando che la Commissione Ue, che già a gennaio scorso stava spingendo in questa direzione, ha operato bene. “I nostri piani – aggiunge – che già andavano in quella direzione non potranno che essere rafforzati per arrivare ad un sistema più resiliente, più verde, più competitivo e più sicuro dal punto di vista energetico. La tecnologia ci stava già spingendo in questa direzione”.

 

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