Intesa Sanpaolo Area Liguria: …cosa accadrà?


Colpi di qua, colpi di là, cosa accadrà?
Cosa accadrà?!?

Report lucenti, capetti al galoppo, budget stridenti, qua e là qualcun schioppa
In Intesa Sanpaolo c’è ormai chi combatte, il Capo tentenna, ma il collega si sbatte.
Trasferimenti di qua, Covid di là, cosa accadrà, cosa accadrà?
Prioritarie di qua, Demansionamenti di là, cosa accadrà, cosa accadrà?

In questi mesi di emergenza pandemica i problemi nella Rete sono stati e continuano ad essere i più vari: dalla mancanza di un’adeguata protezione del personale, alla mancanza di regole certe e uniformi per la gestione degli ingressi e l’accoglienza, evidenziando una mancanza di responsabilità centrale nelle decisioni, scaricando il tutto sulla capacità di improvvisazione dei preposti.

C’è però un tema dove gli Esponenti Aziendali non hanno mai avuto esitazioni e dove da troppo tempo si è varcata la linea di confine: l’esasperante, immorale e inaccettabile pressione commerciale che subiamo quotidianamente, dove budget annuali o trimestrali non vengono più nemmeno declinati, passando a orizzonti mensili, ma da realizzare obbligatoriamente nei primi quindici giorni (o anche prima) per lavorare le campagne “prioritarie” calate dall’algoritmo, astruse e scollegate da ogni logica di buona gestione del cliente e del portafoglio.

Il motto che risuona è: ”bisogna lavorarle perché ce lo chiede il Gran Capo”, anche se bisogna lasciare indietro pratiche di finanziamento, successioni, attività amministrative o quant’altro di meno profittevole sia richiesto dai clienti.

Questa veemenza oggi ha in maniera molto evidente un solo comune denominatore:

Presentarsi con un posto al sole quando ci sarà la fusione operativa con UBI.

E’ chiaro, leggendo i comunicati delle diverse RSA in tutta Italia che il nostro adorato middle management ci sta spremendo come limoni per conservare la PROPRIA POLTRONA o per averne una migliore nella prossima riorganizzazione della rete, sicuri data l’abitudine a “sane logiche di business di lungo termine” che si salveranno dalla ghigliottina della “rivoluzione” solo quelli che reporteranno numeri altissimi entro il 31 Marzo, anche a discapito dei disastri che per certo si manifesteranno successivamente.

Tutto il resto non è importante: sacrificabile è soprattutto la salute fisica e psichica dei dipendenti, per quello ci sono ASL, INAIL e XANAX.

Su questa scia condanniamo sul nostro territorio la compulsiva e arrogante politica dei trasferimenti, decisa dal “capetto” di turno per logiche solamente commerciali (i maliziosi dicono anche punitive), demandando all’addetto dell’ufficio personale il ruolo di “ufficiale giudiziario” nel notificare decisioni prese altrove.

Molti colleghi si sono rivolti a noi dopo i colloqui preoccupati per i giudizi espressi: alcuni sono stati allontanati da casa, altri sono stati demansionati senza reali motivi (se non le preferenze del direttore o del capo area di turno).

In troppi colloqui sono stati anticipati giudizi sull’operato del collega senza possibilità di essere assistiti dalla rappresentanza sindacale anche quando è stato espressamente richiesto dal collega.

Dovrebbe essere un sacrosanto diritto essere assistito dalla rappresentanza sindacale quando il colloquio riguarda la materia del trasferimento o del giudizio professionale; possono esserci in gioco diritti non a piena conoscenza dell’interessato (ad esempio pagamento di trasferte o diritto ad opporsi al trasferimento) e possono essere fatte indebite pressioni per accettare la nuova collocazione o la nuova mansione.
Permettere alla rappresentanza sindacale di essere presente ai colloqui migliorerebbe anche il rapporto tra i colleghi e il datore di lavoro.

Se per l’azienda, nel suo piano visionario, la Rete è ormai solo un fardello da spremere fino a liberarsene al più presto, la realtà è ancora molto lontana da questa sciagurata profezia.

Imperia, 10 Febbraio 2021

RR.SS.AA. FIRST/CISL – FISAC/CGIL
INTESASANPAOLO PROVINCIA DI IMPERIA

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