Friuli Venezia Giulia: chiusa un’altra filiale Unicredit a Trieste, serve una finanza sostenibile

Comunicato Stampa

La recente chiusura prima della filiale e poi degli sportelli automatici Unicredit siti in Largo Barriera, si aggiunge all’infinita lista di sportelli che sono stati chiusi per presunta ottimizzazione delle spese, ma che in realtà hanno tolto un servizio alle persone e al territorio. La riduzione delle agenzie è iniziata nei primi anni 2000 – dichiara Piergiorgio Gori, SG della Fisac Trieste- gli efficientemente progettati dalle aziende non hanno dato risultati in linea con le attese, tutt’altro. Al di là della situazione emergenziale, sono sempre più evidenti i disservizi che questa politica crea, particolarmente nei confronti della popolazione anziana. La sbandierata attenzione al cliente- ribadisce Gori- è un’operazione di facciata e di marketing non seguita nei fatti da strategie di cura nei confronti delle fasce di popolazione meno evolute tecnologicamente che a Trieste rappresentano una quota molto consistente della popolazione.

Questa non è solo la tendenza del territorio di Trieste, anzi – dichiara la Segretaria Generale Fisac FVG Elisabetta Faidutti- i piccoli paesi e i territori montani hanno perso gran parte dei servizi bancari. Le banche hanno ridotto il numero degli sportelli, tenendo aperti solo quelli più redditizi, e indirizzando le persone al fai da te, eliminando anche la possibilità degli sportelli automatici e ponendo come unico strumento di accesso alla banca il collegamento internet. Peccato che in molte zone, soprattutto montane, della nostra regione Friuli Venezia Giulia il collegamento è scarso o comunque insufficiente a portare a termine un’operazione senza intoppi. A questo aggiungiamo che le stesse zone – aggiunge Faidutti- molto spesso sono abitate da persone di una certa età, poco abituate all’utilizzo dello strumento informatico, che invece proprio ricercano e hanno bisogno del rapporto umano. E’ evidente che questo modello di finanza non è al servizio delle persone, non è al servizio del territorio e delle sue piccole imprese. 

Non è esatto parlare di abbandono del mezzogiorno d’Italia – aggiunge Faidutti- non è solo il meridione ad essere impoverito dallo spostamento delle attività produttive e finanziarie. Sarebbe più giusto parlar di accentramento di tutto il settore economico e finanziario in pochi, grandi poli nazionali. Così come non sarebbe giusto pensare al meridione come l’unica situazione in cui l’accesso al credito è difficile, lo potrebbero testimoniare i giovani precari, le donne in cerca di occupazione, insomma buona parte della popolazione anche nella nostra regione. 

C’è poi l’altro aspetto: di pari passo con la riduzione dei presidi territoriali le banche hanno proceduto con la riduzione del personale; il settore negli ultimi 10 anni ha perso il 20 % della forza lavoro, che è stata rimpiazzata da servizi erogati informaticamente, e che, di nuovo, lasciano scoperta una grande fetta della popolazione. In questo caso, pur non creando perdite economiche alle colleghe ed ai colleghi che vengono accompagnati alla pensione dal fondo di settore, creano perdite al tessuto economico sociale, portando ad un bilancio complessivo di posti di lavoro negativo, e il riferimento è a posti di lavoro di qualità, sia dal punto di vista retributivo che di contenuto professionale. Questo impoverimento viene compensato dalla migrazione del lavoro, tradotta con nuove assunzioni a fronte degli esodi in poche grandi città.

Tutti questi temi, assieme a molti altri, devono portarci riflettere sul modello di finanza che serve al nostro paese, e per iniziare a disegnarne i profili la Fisac nazionale ha organizzato il 17 e il 18 febbraio un convegno, ovviamente on line, che verrà trasmesso in streaming dal sito della Fisac, dove si può trovare anche il programma dell’evento (www.fisac-cgil.it), oppure da Collettiva (www.collettiva.it) e dalla pagina Facebook della Fisac. L’incontro che prevede tra gli altri ospiti Lucia Annunziata come moderatrice dell’ultima tavola rotonda avrà come titolo “Idee per una finanza sostenibile”.

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