ISP: Toscana, la tutela non si vende, si garantisce

In data odierna abbiamo provveduto a inoltrare all’Azienda la seguente lettera:

“Alla luce dell’aumento esponenziale dei contagi, che vede già l’istituzione di zone rosse nel territorio toscano, con province che presentano cluster e casi in aumento di 3 o anche più volte rispetto la media regionale e nazionale nella scorsa settimana, le RSA toscane rappresentano le evidenti criticità che emergono nelle filiali ISP:

  • i plexiglass sono stati forniti solamente per le postazioni di cassa e accoglienza, e addirittura mancanti della fessura passa-documenti; nonostante l’immediata segnalazione agli uffici competenti nulla è stato fatto per sostituirli.
  • le postazioni di consulenza e alcune postazioni di accoglienza ne sono tuttora sprovviste ed espongono colleghe e colleghi a un rischio crescente, considerando che la clientela si trattiene con tempistiche prolungate.
    In alcuni casi è impossibile mantenere le adeguate distanze di sicurezza per spazi talvolta angusti o troppo aperti che non consentono di garantire adeguata privacy, soprattutto in casi particolari come mutui o successioni, che coinvolgono un numero indefinito di controparti.
    Le visiere, che la logica aziendale vorrebbe come sostituti delle barriere di plexiglass, oltre che scomode, sono impossibili da indossare con gli occhiali da vista e rendono difficoltoso l’utilizzo dello schermo del pc a causa del riflesso.
  • l’afflusso della clientela, con la cancellazione dell’obbligo di appuntamento, non è gestibile in modo efficace e sicuro, in assenza di steward all’ingresso se non in sporadici casi e in modo non continuativo, e in assenza da sempre di strumenti per la rilevazione della temperatura corporea.
    Risulta inoltre impossibile verificare e quindi garantire il numero massimo di presenze previsto all’interno di ciascuna filiale.
  • le mascherine fornite dall’azienda sono esclusivamente di tipo chirurgico. In molte filiali, per ovvi motivi legati alla protezione da eventi criminosi, le finestre non possono essere aperte e, pertanto, il ricambio d’aria potrebbe non essere garantito.
    Anche il protocollo nazionale, data la mutata situazione e la sottovalutazione del rischio pandemico da parte aziendale, risulta insufficiente e va rivisto e rafforzato per meglio tutelare lavoratrici e lavoratori della rete filiali.
    Dobbiamo purtroppo rilevare che il contesto di emergenza sanitaria non ha minimamente distolto il management dalla richiesta di vendite finalizzate al perseguimento del budget, con riunioni dei gestori a scopo “motivante” effettuate anche in presenza, che abbiamo prontamente denunciato:
  • esaurita la prima fase della pandemia nella ns Direzione Regionale sono riprese in modo incessante le richieste di risultati commerciali, senza soluzione di continuità anche durante la vigenza della zona rossa nel periodo natalizio, con addirittura la cosiddetta “focalizzazione” di tre giorni dedicati alla vendita di polizze tutela prima della fine del 2020, in pieno picco pandemico. Pressioni commerciali che si esplicano troppo spesso anche nella richiesta continua di appuntamenti in presenza, con i rischi connessi, pianificati nell’arco di 15 giorni, controllati uno per uno e oggetto dicommento da parte delle funzioni commerciali sulle proposte da fare alla clientela. I risultati sono monitorati almeno giornalmente, con modalità non in linea con l’accordo sulle politiche commerciali.
  • un ulteriore aggravamento delle condizioni di lavoro è dato dai carichi e dall’organizzazione dei processi relativi a mutui e finanziamenti Ecobonus.

Le tempistiche di lavorazione stanno raggiungendo livelli insostenibili per la clientela: i gestori sono continuamente sollecitati e minacciati di reclami, con il rischio di richieste di refusione di eventuali danni relativi a perdite di caparre e immobili oggetto di compravendita.

Su finanziamenti e cessione crediti Ecobonus il caos è totale: non è stata fornita adeguata formazione e la struttura di supporto è inadeguata.

Richiediamo con urgenza interventi efficaci a garanzia della salute di tutti, anche delle zone arancioni:

  • Cessazione immediata delle campagne commerciali
  • Ripristino della turnazione nelle filiali, anche in quelle con organico inferiore a 12 situate nelle zone rosse
  • Fornitura urgente di plexiglass per tutte le postazioni che prevedono incontri con la clientela
  • Fornitura di dispenser per gel per ogni scrivania
  • Installazione di rilevatori della temperatura a gli ingressi di filiale
  • Fornitura di mascherine FFP2
  • Ripristino degli appuntamenti per qualsiasi operazione
  • Servizio di Steward per la gestione dei flussi per le filiali Hub
  • Fornitura di pc aziendali portatili a tutte le figure della rete ancora sprovvisti (a titolo di esempio addetti imprese e specialisti estero)

Non è accettabile che l’enorme responsabilità della salute collettiva – e della inevitabile ricaduta economica sul sistema – debba essere affidata esclusivamente al buonsenso della clientela ed alla possibilità per colleghe e colleghi – considerati i ritmi di lavoro nella rete – di farlo applicare. E’ altresì urgente rivedere l’impostazione dei lay-out delle filiali new concept, non più in linea con le stringenti necessità di distanziamento imposte dalla pandemia.

Un’azienda che fa vanto di risultati straordinari di bilancio e dell’impegno in termini di responsabilità sociale ha il dovere di occuparsi della salute dei suoi dipendenti e dei suoi clienti, così come altre aziende bancarie attuano indirizzi di maggior precauzione.

In mancanza di riscontri positivi e rapidi procederemo con le iniziative necessarie, interne ed esterne, per tutelare e coinvolgere colleghi e clienti.”

3 marzo 2021

Coordinamento RSA TOSCANA FISAC CGIL Intesa Sanpaolo

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