Cassa di Risparmio di Volterra: preoccupazione sul futuro

Rappresentanze Sindacali Aziendali
Cassa di Risparmio di Volterra Spa


COMUNICATO STAMPA – Volterra, 8 Aprile 2021

CRV: QUALE FUTURO PER I LAVORATORI, PER LA
CASSA E PER IL NOSTRO TERRITORIO?

Le recenti esternazioni del Direttore Generale della Cassa di Risparmio di Volterra e del Presidente della omonima Fondazione aumentano la preoccupazione dei Lavoratori sul loro futuro e su quello dell’Istituto di credito cittadino.

Entrambi i vertici hanno ribadito che l’accordo sulla mobilità “non s’ha da fare” con i Sindacati “colpevoli “di aver diffuso “all’esterno” un comunicato peraltro già pubblicato sulla bacheca sindacale aziendale.

E’ singolare il comportamento dei vertici aziendali:

  • da un lato, nei comunicati stampa e pubbliche esternazioni, manifestano il loro risentimento verso un Sindacato che rende conto al Territorio dei propri dubbi e delle proprie preoccupazioni;
  • dall’altro, censurano questa apertura rivendicando che le criticità dovrebbero essere oggetto di una discussione esclusivamente interna alla Cassa, “in casa”; ma al contempo disconoscono a tutti i livelli il ruolo Sindacale e quello dei Rappresentati eletti dai Lavoratori, sottraendosi a qualsiasi tipo di vero confronto.

La definizione BANCA DEL TERRITORIO tanto cara ai vertici della Banca non è uno slogan da vetrina, da utilizzare solo in alcune occasioni di comodo.

L’intrinseco significato di tale termine implica un confronto franco e aperto con i rappresentanti dei lavoratori e con tutti gli stake holders del Territorio.

E’ il Sindacato dunque che si sta comportando scorrettamente se chiede – a tutti i livelli! – tutele per il Personale? Siamo preoccupati perché REGNA L’INCERTEZZA sul futuro della nostra Cassa, sul nostro futuro:

• Chi acquisirà il controllo della CRVolterra?
• Gli uffici della direzione generale potrebbero realmente essere smantellati?
• O quanto saranno ridimensionati?
• Quanti esuberi verranno dichiarati e quanti posti di lavoro verranno persi?
• Quante e quali filiali e sportelli chiuderanno?
• A quanti chilometri potranno essere trasferiti i lavoratori più giovani?
• Quanto sarà impoverito il territorio?

Lo stesso Presidente della Fondazione, che si erge pubblicamente a regista delle sorti della Cassa, ha sempre finito per glissare sui reiterati tentativi sindacali di avviare una franca interlocuzione con la proprietà. La sua appare come una figura piena di contraddizioni, avendo gestito la banca come Direttore Generale per oltre 15 anni e dovendosi ora trovare a pilotarne la ricapitalizzazione, resasi necessaria – tra l’altro – anche in conseguenza di scelte gestionali operate quando ne ricopriva il ruolo apicale.

TUTTO QUESTO CI SPINGE A RICHIEDERE CON ANCORA MAGGIOR FORZA E DETERMINAZIONE DI ESSERE INFORMATI SU QUELLO CHE SARA’ IL NOSTRO FUTURO, QUELLO DEI LAVORATORI E DEL TERRITORIO, ED A RIVENDICARE ANCOR PIU’ TENACEMENTE L’APERTURA DELLA TRATTATIVA PER L’AGGIORNAMENTO DEL TESTO DELL’ACCORDO SULLA MOBILITA’, IN MODO CHE TUTTI I LAVORATORI DELLA CASSA POSSANO AVERE ALMENO UNA BASE DI TUTELE.

QUESTO, SIGNOR DIRETTORE GENERALE E SIGNOR PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE, E’ IL PRIMO PASSO CONCRETO DA FARE PER DIMOSTRARE DAVVERO DI AVERE A CUORE IL BENE DI TUTTI !!!

FIRST/CISL – FISAC/CGIL – FABI

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