In occasione della Giornata Mondiale sulla Sicurezza, alcuni dati Inail

Dipartimento Politiche sociali

Infortuni e malattie professionali:
i dati Inail di febbraio 2021

 Progetto INSuLa2:
i risultati della seconda indagine nazionale sulla
sicurezza nei luoghi di lavoro

 

Denunce di infortunio

Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto nel mese di agosto. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (febbraio 2020 vs febbraio 2021) e “di periodo” (gennaio-febbraio 2020 vs gennaio-febbraio 2021).

Nel numero complessivo degli infortuni sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

Gli open data pubblicati sono provvisori, perché soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare i casi accertati positivamente sarà infatti necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2021, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di febbraio sono state 82.634 rispetto alle 96.549 del primo bimestre del 2020, in diminuzione di circa 14.000 casi (-14,4%).
I dati rilevati al 28 febbraio di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 83.831 a 74.688 (-10,9%), sia di quelli in itinere –  occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro – che hanno fatto registrare un calo pari al 37,5%, da 12.718 a 7.946.

Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è diminuito dell’1,8% nella gestione Industria e servizi (dai 71.890 casi del 2020 ai 70.565 del 2021), del 27,0% in Agricoltura (da 4.590 a 3.351) e del 56,6% nel Conto Stato (da 20.069 a 8.718). Nella gestione Industria e servizi, tuttavia, si rileva un incremento del 4,4% delle denunce di infortunio in occasione di lavoro e tra i settori economici si distingue ancora il settore Ateco “Sanità e assistenza sociale”, che nel primo bimestre 2021 presenta un aumento del 169% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Lo spaccato territoriale e anagrafico

L’analisi territoriale evidenzia un decremento delle denunce di infortunio sul lavoro in tutte le aree del Paese: -15,9% nel Nord-Ovest, -11,6% nel Nord-Est, -14,4% nel Centro, -16,9% nel Sud e -16,2% nelle Isole. Tra le regioni con i maggiori diminuzioni percentuali (superiori al -20%) si segnalano la Valle d’Aosta, la Calabria, la Puglia e la Sardegna, mentre gli incrementi sono circoscritti solo al Molise (+14,4%).

La flessione che emerge dal confronto dei primi bimestri del 2020 e del 2021 è legata soprattutto alla componente maschile, che registra un -21,9% (da 61.008 a 47.644 denunce), mentre quella femminile presenta un decremento dell’1,6% (da 35.541 a 34.990).

La diminuzione ha interessato sia i lavoratori italiani (-15,4%), che quelli extracomunitari (-11,5%) e comunitari (-1,4%).

Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in quasi tutte le fasce, a eccezione di quella 30-34 anni (+1,7%) e 50-59 anni (+1,2%).

CASI MORTALI

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di febbraio sono state 104, quattro in meno rispetto alle 108 registrate nel primo bimestre del 2020 (-3,7%).
A livello nazionale i dati rilevati al 28 febbraio di ciascun anno evidenziano per il primo bimestre di quest’anno un decremento solo dei casi in itinere, passati da 32 a 19, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati di nove casi (da 76 a 85). Il calo ha riguardato solo la gestione Industria e servizi (da 95 a 84 denunce), al contrario dell’Agricoltura (da 9 a 15) e del Conto Stato (da 4 a 5).

Dall’analisi territoriale emerge un decremento di cinque casi mortali nel Nord-Ovest (da 28 a 23) e di 11 nelle Isole (da 13 a 2). Al Sud si registra l’incremento più elevato (da 20 a 31), complice soprattutto l’aumento di otto casi della Campania, seguito dal Nord-Est (da 28 a 29), mentre al Centro le denunce mortali in entrambi i periodi sono 19.

Il calo rilevato nel confronto tra i primi bimestri del 2020 e del 2021 è legato esclusivamente alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 103 a 97, mentre quella femminile ha registrato due casi in più (da 5 a 7).

La flessione riguarda sia le denunce dei lavoratori italiani (da 90 a 89), sia quelle dei lavoratori comunitari (da 8 a 5), mentre per gli extracomunitari si registrano 10 casi mortali in entrambi i periodi. Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati, a eccezione delle fasce 50-59 anni (da 28 a 36) e 65-69 anni (da 3 a 7).

DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE

Le denunce di malattia professionale protocollate nel primo bimestre del 2021 sono state 7.801, oltre 2.700 in meno rispetto allo stesso periodo del 2020 (-26,0%).

La flessione è del 25,5% nella gestione assicurativa dell’Industria e servizi (da 8.722 a 6.497 casi), del 28,0% in Agricoltura (da 1.697 a 1.222) e del 34,4% nel Conto Stato (da 125 a 82).
Dall’analisi territoriale emergono decrementi dei casi denunciati all’Inail in tutte le aree del Paese: Nord-Ovest (-32,4%), Nord-Est (-26,8%), Centro (-23,8%), Sud (-21,5%) e Isole (-36,0%).
In ottica di genere si rilevano 1.979 denunce di malattia professionale in meno per i lavoratori, da 7.650 a 5.671 (-25,9%) e 764 in meno per le lavoratrici, da 2.894 a 2.130 (-26,4%).
Il calo ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 9.769 a 7.217, pari a una diminuzione del 26,1%), sia quelle dei lavoratori comunitari, da 273 a 170 (-37,7%), ed extracomunitari, da 502 a 414 (-17,5%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo bimestre del 2021, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dalle malattie del sistema respiratorio e dai tumori.

 

Progetto INSuLa2

Nei giorni scorsi sono stati diffusi da INAIL i dati dell’indagine INSULA2  ovvero della seconda indagine nazionale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, condotta a distanza di 7 anni da INSULA1.

INSULA 2 ha coinvolto 8.000 lavoratori al fine di esplorare, da un lato, il loro livello generale di consapevolezza rispetto al sistema di tutela della SSL in applicazione del d.lgs. 81/2008 e, dall’altro, di rilevare la loro percezione relativamente ai rischi per la salute e sicurezza presenti in azienda.
In questa edizione sono stati introdotti approfondimenti relativi ai cambiamenti del mondo del lavoro, inclusi aspetti legati all’innovazione tecnologica e alle nuove modalità di lavoro, oltre a un focus su salute e stili di vita.

L’obiettivo principale di tale indagine, quindi, era finalizzato a monitorare la qualità delle condizioni di lavoro per una gestione efficace della salute e sicurezza nelle aziende italiane e promuovere il benessere dei lavoratori.

I dati di Insula2 hanno fornito informazioni importanti per la stima del rischio di contagio da COVID-19 in ambito lavorativo e per la stesura dei documenti tecnici sviluppati a supporto della gestione dei rischi connessi con l’emergenza epidemiologica.

I dati più rilevanti dell’indagine INSULA 2:

  • L’86,2% dei lavoratori è a conoscenza dell’esistenza della normativa di SSL;
  • La maggior parte dei rispondenti percepisce poco o per niente la presenza di rischi per la SSL nella propria azienda, si sente poco o per niente esposta a rischi per la SSL, ha poca o per niente paura di ammalarsi o di infortunarsi a causa del proprio lavoro. Più della metà del campione ha dichiarato di essere completamente o molto d’accordo sul fatto di conoscere l’entità dei rischi presenti nella propria azienda. Confermati i dati di Insula1 ma con differenze significative legate al genere e al settore produttivo di appartenenza: nel settore della sanità ci si sente maggiormente esposti a rischi per la SSL e si ha più paura di ammalarsi, mentre nei settori delle costruzioni e dei trasporti cresce la paura di infortunarsi;
  • i rischio a cui ci si sente più esposti:
  • il rischio stress lavoro-correlato (SLC) e altri rischi psicosociali
  • il rischio biomeccanico ed ergonomico
  • il rischio da lavoro al videoterminale (VDT)
  • i rischi fisici
  • il rischio biologico
  • il rischio da interferenze
  • il rischio chimico

Le donne in una media significativamente più alta rispetto agli uomini hanno dichiarato di sentirsi più esposte al rischio da lavoro al VDT e al rischio biologico.

Gli uomini dichiarano di sentiersi esposti ai rischi fisici, biomeccanico, chimico e da interferenze.

il gruppo dei più giovani si sente significativamente meno esposto al rischio da lavoro al VDT,

i lavoratori tra i 45 e i 54 anni si sentono meno esposti al rischio da interferenze tra attività/lavorazioni diverse;

  • relativamente allo Smart-working, meno dell’11% degli intervistati ha dichiarato che lo smart working (o lavoro agile) è stato implementato nella propria azienda.

Nelle grandi aziende risulta applicato in misura maggiore (in misura maggiore nel settore delle attività finanziarie), mentre in gran parte delle micro-aziende non è stato introdotto e risulta anche maggiormente inapplicabile (soprattutto nei settori dell’agricoltura, della sanità, del commercio e delle costruzioni).

Il 70% dei lavoratori che hanno usufruito personalmente di smart working dichiara di essere completamente e abbastanza d’accordo sul fatto che la sua introduzione abbia migliorato il bilanciamento tra la vita lavorativa e la vita privata. In generale, le donne risultano significativamente più favorevoli all’introduzione dello smart working rispetto agli uomini.

  • cresce il coinvolgimento di tutte le figure della prevenzione nell’attività di valutazione dei rischi, con una prevalenza di consulenti esterni, MC e RSPP. Le consultazioni dei lavoratori su tematiche di SSL avvengono più frequentemente in occasione delle riunioni periodiche tramite il RLS e tramite la discussione diretta con i lavoratori; la prima modalità si configura come la più frequente nelle medie e grandi aziende, mentre la discussione diretta con i lavoratori è maggiormente utilizzata nelle piccole e medie aziende. Differenze si riscontrano anche rispetto al settore di attività eonomica;
  • ci sono differenze significative nella percezione di alcuni ostacoli alla gestione della SSL in azienda rispetto al settore produttivo e all’età, ma i maggiori ostacoli riguardano la mancanza di risorse temporali, economiche e umane la mancanza di conoscenza e preparazione;
  • la partecipazione a corsi di formazione si attesta complessivamente al 65,6% ed è meno frequente nei lavoratori più giovani, operanti nelle micro-aziende e provenienti dal Sud e Isole. Il 63,9% di coloro che hanno partecipato a corsi di formazione li considera molto e completamente adeguati con un incremento, rispetto a Insula1 in cui tale percentuale si attestava intorno al 50%.
  • La formazione che viene considerata più efficace è quella fatta in aula da parte di persone esterne all’azienda.
  • quasi la metà dei lavoratori dichiara di ricevere dalla propria azienda materiale informativo relativamente alla prevenzione dei rischi per la SSL ed il 21,7% del campione totale dichiara di informarsi anche autonomamente su tematiche di SSL. Internet si riconferma come il mezzo più utilizzato (51,8%);
  • si registra un incremento dell’uso dei social network, blog e forum (10,3%) rispetto a quanto emerso in Insula1, dove venivano utilizzati da circa il 4% del campione;
  • per un miglioramento della sicurezza bisognerebbe puntare sulla semplificazione delle normative vigenti, sullo stanziamento dei fondi da parte delle istituzioni e sul potenziamento della formazione e dell’informazione dei lavoratori;

 

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