Inform@fisac ottobre 2017

 

PER BPER LISTA UNICA CON UNIPOL

 

L’alleanza tra Bper Banca e il gruppo Unipol entra nella fase più delicata. Il gruppo assicurativo bolognese guidato da Carlo Cimbri è azionista di riferimento dell’istituto di credito dalla primavera del 2016. Da allora la quota è cresciuta, sfiorando il 10% e collocandosi al primo posto tra i soci di Bper . Nel 2018, però, l’intero board della banca modenese andrà in scadenza e gli azionisti dovranno eleggere i nuovi amministratori non più con il principio capitario, ma in base al numero di titoli detenuti. A Modena l’obiettivo è raggiungere un accordo con Unipol per stabilizzare la governance e consolidare le strategie industriali: il primo socio (insieme alla Fondazione Banco di Sardegna e agli altri enti) potrebbe infatti appoggiare la lista espressione del cda che, salvo colpi di scena, dovrebbe anche essere la lista di maggioranza. In cambio, il gruppo guidato da Cimbri dovrebbe inserire dei rappresentanti nella formazione, rafforzando la propria presenza al vertice di Bper . Oggi infatti nel cda della banca siede solo Alfonso Roberto Galante, in rappresentanza del socio assicurativo.

Parallelamente l’alleanza potrebbe produrre frutti anche sul fronte industriale. Nei mesi scorsi Bologna ha avviato la pulizia dell’attivo con la creazione di una bad bank in cui confluiranno circa 3 miliardi di crediti deteriorati. La mossa sembra propedeutica alla valorizzazione della controllata Unipol Banca che, secondo quanto risulta a più fonti, potrebbe essere oggetto di una transazione con Bper . Per il momento non c’è ancora un processo formale aperto, ma la trattativa potrebbe partire tra la fine dell’anno e l’inizio del 2018, per chiudersi entro l’assemblea di primavera.

Da tempo, del resto, Unipol è alla ricerca di una strategia per valorizzare la controllata attiva nel settore creditizio che non è mai davvero riuscita a ingranare la marcia giusta. L’alleanza con un partner bancario di elevato standing come Bper potrebbe creare le condizioni per risolvere questo problema e consentire così a Cimbri di concentrarsi sul business assicurativo. «La scelta di Unipol Banca di eliminare la componente dei crediti in sofferenza è un passaggio importante», ha dichiarato recentemente Vandelli. «Un passaggio che apre, in una prospettiva futura, alla possibilità che questa banca venga messa sul mercato per cercare alleanze con altre realtà. Quando sarà il momento potremo analizzare il dossier anche noi», ha concluso l’amministratore delegato.

L’alleanza con Unipol , del resto, conviene anche alla ex popolare. La banca deve infatti stabilizzare i propri assetti proprietari, completando un processo iniziato subito dopo la riforma delle banche popolari ma ancora lontano dalla conclusione. L’obiettivo dei vertici sarebbe blindare il 25-30% del capitale, limitando così in maniera significativa la contendibilità dell’istituto. La quota potrebbe essere sindacata in tutto o in parte attraverso una forma giuridica che deve ancora essere individuata. L’accordo parasociale, ad esempio, potrebbe prendere la forma di un patto di consultazione, un accordo meno rigido del sindacato di voto visto che agli aderenti impone soltanto obblighi di preventiva consultazione. In ogni caso, i vertici di Bper sono convinti della necessità di avere un nucleo stabile. Se è vero infatti che all’ultima assemblea la lista del cda ha ottenuto la maggioranza, l’assetto magmatico di public company assunto dopo la trasformazione in spa potrebbe non essere sempre agevole da controllare.

In aggiunta, dopo l’acquisto della Cassa di risparmio di Ferrara, per Bper non si vedono all’orizzonte altre opportunità di crescita per linee esterne. Al momento i contatti con le due banche valtellinesi (Creval e Popolare di Sondrio ) sembrano congelati, mentre Carige non sembra destare particolare interessante dalle parti di Modena. Entrando nel campo della pura speculazione qualcuno ipotizza che il gruppo guidato da Vandelli potrebbe giocare la carta del salto dimensionale tra qualche anno quando il Tesoro avvierà la privatizzazione di Banca Mps . In un deal di questo genere, comunque, il gruppo potrebbe muoversi soltanto in tandem con un’altra banca del Nord Italia. Ma per ora è solo la fantasia di qualche banchiere.

 

Articolo di Luca Gualtieri di Milano Finanza del 13/9/2017

 


 

RUMORS ASSORDANTI SU UNIPOL-BPER
CIMBRI HA GIA’ I NUMERI PER SCALARE LA BANCA

Guerra nella finanza emiliana

Hanno ripreso forza in questi giorni i rumors sulla possibile scalata di Unipol a Bper Banca, secondo i quali Carlo Cimbri, a.d. di Unipol, continuerebbe a lavorare sotto traccia per arrivare all’assemblea del prossimo anno in una posizione di forza tale da imporre i propri uomini alla guida della banca modenese-reggiana, che oggi è uno dei principali gruppi bancari nazionali.

Gli analisti, in primavera, avevano già espresso un generale scetticismo, anche perchè – avevano sostenuto – una scalata finirebbe per deprimere il valore di Bper. Tuttavia in questi mesi il titolo si è assottigliato, scendendo dai 5,6 euro di gennaio ai 4,806 della chiusura di mercoledì 13 settembre.
La capitalizzazione di Borsa attualmente è di 2,42 miliardi di euro. Si capisce perché col suo patrimonio complessiva di circa 5 miliardi, la robusta ripulitura in atto dagli dagli npl, e la capacità di generare reddito per gli azionisti anche in condizioni complicate, Bper a questi corsi è un boccone prelibato, per di più scalabile senza colpo ferire.

E’ una delle deleterie conseguenze della legge, varata da Renzi e Padoan, su pressione della Bce di Mario Draghi, che ha agevolato (in realtà imposto) la trasformazione delle banche popolari, dove si votava per testa, in società per azioni dopo la maggioranza del capitale fa quello che vuole.

Nel caso della Bper (ma anche di Bpm, ora fusa con Verona in Banco Bpm) la frammentazione del capitale in circa ottantamila soci rende la banca scalabile e governabile attraverso una quota relativamente bassa di capitale.

In realtà Unipol sarebbe già nelle condizioni di dettare legge in Bper perchè ha in portafoglioi il 10% delle azioni della banca. E se a tale percentuale lsi aggiungono le quote anche minime detenute singolarmente delle grandi imprese cooperative, ma soprattutto quel 5% della fondazione Banco di Sardegna, i cui vertici si dice siano in ottimi rapporti con il conterraneo Carlo Cimbri, a.d. di Unipol, il gioco sarebbe fatto senza bisogno di ulteriori rastrellamenti di azioni sul mercato.

In queste condizioni, un cambiamento radicale alla prossima assemblea dei soci sarebbe scontato. A meno che qualche azionista di rilievo, fuor di metafora uno dei grandi fondi esteri presenti in Bper, non decidesse di contrastare il dominio di Unipol, contrapponendosi con una percentuale altrettanto consistente.
Nei giorni scorsi il ceo di Unipol Carlo Cimbri ha lanciato segnali di fumo bellicosi, pur felpati e abilmente mascherati come si usa nella grande finanza: «La questione Unipol Banca non è in discussione e non lo è mai stata. Ora siamo occupati nella realizzazione del progetto di bad bank che ci terrà impegnati per tutto l’esercizio». Infatti, la questione Bper non si pone in questo esercizio, bensì nel prossimo.
Poi ha aggiunto al Sole 24 Ore: «Piuttosto, riguardo a Bper auspichiamo che la banca raggiunga i target prefissati, questa trimestrale non può soddisfarci. Quindi vogliamo dare stabilità al management perché possa rendere profittevole l’istituto. ».
Parole più chiare non potevano essere pronunciate. Vedremo presto se la guerra della Bper è già cominciata, fuori e dentro palazzo Mezzanotte.

 

Articolo di Pierluigi Ghiggini sula Voce di Reggio Emilia del 14/9/2017


 

TRATTATIVE BPER-UNIPOL VERSO LE FASI DETERMINANTI

 

Il grande Gruppo bolognese potrà cedere a Modena il proprio istituto di credito e garantirà la solidità del patto fra soci per la continuità della governance.

Dopo il passaggio da cooperativa a società per azioni, Bper Banca ha avviato le grandi manovre per incrementare le proprie dimensioni e assicurare la stabilità futura dell’attuale governance. Manovre che passano attraverso le trattative con il Gruppo Unipol per un accordo in grado di garantire da una parte, quella di Bper, la sempre maggiore solidità del patto interno fra soci in vista dell’assemblea 2018 in cui si dovrà rieleggere il Cda, e dall’altra, vale a dire Unipol, una più significativa presenza nello stesso Cda, in forza del crescente controllo di azioni, e la cessione dell’asset bancario Unipol Banca, che non garantisce soddisfazioni sufficienti al Gruppo bolognese guidato da Carlo Cimbri.

Il Gruppo Unipol è ormai socio Bper di importanza primaria e assieme agli aderenti alpatto che si sta consolidando potrebbe appoggiare la lista espressione del Cda chedovrebbe anche essere la lista di maggioranza. Logico anche il rafforzamento delGruppo bolognese in seno al Cda di Bper, in cui ora la società del settore assicurativo è rappresentata dal solo Alfonso Roberto Galante.

D’altra parte il passaggio del controllo di Unipol Banca dal Gruppo bolognese a Bper rientra in una logica stringente: la società di Cimbri desidera dedicare il massimo sforzo all’ambito assicurativo e per questo è al tempo stesso disponibile a liberarsi dell’asset bancario, di certo non primario.

Come spesso accade in questi casi, diventa basilare su chi debba ricadere l’onere dei crediti deteriorati, e anche in Unipo Banca i cosiddetti Npl non mancano: in questo senso Alessandro Vandelli, amministratore delegato di Bper Banca, ha già avuto occasione di dichiarare pubblicamente che «l’eliminazione dei crediti in sofferenza in Unipol Banca è un passaggio importante per consentire che questa banca venga messa sul mercato».

Nei mesi scorsi Unipol ha creato una bad bank in cui andranno a confluire tre miliardi dicrediti deteriorati. Secondo alcuni osservatori la trattativa vera e propria fra Bper e Unipol potrebbe prendere corpo a breve, più o meno a cavallo tra la fine dell’anno e l’inizio del 2018. E in termini di aggregazioni si deve aggiungere che al momento si sono fermati i rapporti della stessa Bper con le banche valtellinesi  Creval e Popolare di Sondrio.

 

La Gazzetta di Modena 25/9/2017

 

 

 

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