Inform@fisac luglio 2017

 

BPER E’ PROPRIETARIA DI NUOVA CARIFE AL COSTO DI 1 EURO

 

Perfezionato l’acquisto della banca ferrarese finita in risoluzione da parte del gruppo modenese. Ricapitalizzato l’istituto, ceduti crediti deteriorati per un importo di 340 milioni di euro

Bper ha perfezionato l’acquisizione del 100% del capitale di Nuova Carife dal Fondo Nazionale di Risoluzione. Il closing dell’operazione (Bper ha comprato Carife al prezzo simbolico di 1 €) è stato effettuato grazie al rispetto delle condizioni poste alla base dell’operazione. In particolare sono state ottenute le autorizzazioni necessarie per l’ingresso dei nuovi proprietari e il nulla osta da parte di tutte le autorità competenti. Inoltre il Fondo Nazionale di Risoluzione ha perfezionato il previsto aumento di capitale di Nuova Carife per un importo complessivo pari a 290 milioni di euro, funzionale al raggiungimento di un patrimonio target pro-forma pari ad almeno 153 milioni di euro.

Nuova Carife ha anche perfezionato la cessione di un portafoglio di crediti deteriorati con il Fondo Atlante e con Credito Fondiario per un importo di circa 340 milioni lordi di euro.
Immediatamente dopo il closing si è tenuta l’assemblea che ha proceduto, tra l’altro, in sede ordinaria, a nominare il nuovo consiglio di amministrazione designato da Bper nonché il collegio sindacale. Nella prima seduta utile del nuovo Cda verrà nominato anche il direttore generale.

Il provvedimento ha richiesto l’intervento della Banca d’Italia, che con un proprio provvedimento ha dichiarato la cessazione della qualifica di “ente ponte” di Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara che cessa di esistere. Quest’ultima infatti proseguirà l’attività nell’ambito del gruppo Bper.  Si è così concluso il processo di vendita delle quattro banche ponte (Carife, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti, le ultime tre entrate nella pancia di  Ubi  Banca) costituite nell’ambito della Risoluzione avviata nel novembre 2015 e che mette fine a 179 anni di storia della banca ferrarese.

Fonte: La Nuova Ferrara 30/6/2017


È stata scritta la parola fine, questa volta in maniera definitiva. La Carife, o meglio la Nuova Carife, scompare e lascia spazio alla Popolare emiliana. Si concludono così quattro anni di eutanasia bancaria, vissuti tra veleni e polemiche, con strascichi giudiziari e risparmi andati in fumo. Bper ha perfezionato ieri pomeriggio l’acquisizione dell’intero capitale della Nuova Carife dal Fondo Nazionale di Risoluzione alla simbolica cifra di 1 euro.

Il closing dell’operazione è stato effettuato dopo il raggiungimento delle condizioni sospensive alle quali l’esecuzione del contratto di acquisto era subordinato. Sono state ottenute le prescritte autorizzazioni e nulla osta da parte di tutte le Autorità competenti. Inoltre il Fondo Nazionale di Risoluzione ha perfezionato il previsto aumento di capitale di Nuova Carife per un importo complessivo di 290 milioni di euro, funzionale al raggiungimento di un Patrimonio Target pro-forma pari ad almeno 153 milioni di euro, tenuto conto degli accantonamenti addizionali a fondi rischi e di rettifiche a componenti dell’attivo.

L’istituto di credito, già dimagrito di 750 dipendenti (erano 1.250 prima del commissariamento, adesso ne sono rimasti poco più di 500) viene inglobato nella Popolare emiliana che in pochi mesi metterà in cantiere anche il piano di ridimensionamento degli sportelli, si parla di una cinquantina.

E ora parte anche un nuovo derby con Caricento per aggiudicarsi la palma di banca del territorio, in arrivo anche le prime sponsorizzazioni, dal Premio Estense a un primo approccio con la Spal. Difficile comunque pensare a esborsi in stile “golden age” della vecchia Carife. E a proposito di banca ferrarese, l’ultimo atto del Cda di ieri, dopo al riunione e lo scioglimento delle cariche, è stato quello di esprimere attraverso una nota «grande soddisfazione per il raggiungimento del closing tra l’Autorità di Risoluzione di Banca d’Italia e il Gruppo Bper. Con questo ultimo atto si mette definitivamente in sicurezza anche la quarta good bank, che passa sotto il controllo di uno dei principali Gruppi bancari nazionali – che potrà garantirne crescita e competitività, assecondandone le caratteristiche di banca del territorio. Il Cda uscente, composto dal presidente Roberto Nicastro, dall’amministratore delegato Giovanni Capitanio e dal consigliere indipendente Maria Pierdicchi – desidera ringraziare tutti coloro che hanno permesso coralmente il raggiungimento di questo non scontato traguardo. A partire dai dipendenti che in questi 18 mesi di “Risoluzione” si sono spesi con passione e dedizione, mantenendo e infine riconquistando la fiducia dei clienti, come testimonia la crescita della raccolta della banca nel 2017». Non mancano ringraziamenti anche ai sindacati e ai clienti, questi ultimi definiti coraggiosi, per la fiducia accordata.

Fonte: La Nuova Ferrara 1/7/2017


Facce nuove, strette di mano, presentazioni. Si è chiusa – dopo quattro anni di commissariamento e gestione ponte della good bank – una porta, e molti risparmiatori l’hanno presa anche in faccia, e si apre un portone, rappresentato dall’avvento di una banca che ha tutte le intenzione di mettere salde radici nel terreno ferrarese, rimasto in parte inaridito e prosciugato dal crac di Carife .
A sancire il nuovo corso della Banca Popolare dell’Emilia Romagna ieri in sede è arrivato il direttore generale del gruppo bancario Fabrizio Togni, insieme al direttore delle risorse umane e del personale di Bper Giuseppe Corni. Presenze importanti per far capire come l’operazione Ferrara stia particolarmente a cuore ai vertici della nuova banca emiliana. Ovviamente c’era anche Antonio Rosignoli, al suo primo giorno di lavoro da direttore generale della Nuova Carife del gruppo Bper, che si insedia con un nuovo consiglio di amministrazione
«Sì – spiega Rosignoli – la banca continuerà a chiamarsi così fino a novembre, per non creare confusione ai clienti, poi una volta fatti i necessari passaggi si arriverà alla vera incorporazione della banca».
Rosignoli, che copre l’incarico di responsabile dell’area territoriale Tosco-Emiliana, la più grande del gruppo, continuerà a svolgere il ruolo di direttore anche dopo la definitiva fusione, quando Ferrara diventerà la decima direzione territoriale del gruppo Bper, appunto entro la fine dell’anno e scaramanticamente hanno già fatto sapere che non sarà il 22 novembre: qualche giorno prima o qualche giorno dopo».

L’incontro con il sindaco.
I vertici di Bper hanno incontrato ieri sindaco Tiziano Tagliani per presentarsi alla città.
«Ci tenevano ad incontrarmi – ha detto Tagliani – ho avuto una buona impressione da questo gruppo dirigente, consapevole delle difficoltà bancarie del momento. Ho fatto presente e rimarcato la situazione di disagio di tanti risparmiatori ferraresi rimasti coinvolti nelle vicende della vecchia banca e ho percepito interessamento e attenzione verso questa problematica».

La banca del territorio.
Tra le prime affermazioni del nuovo direttore generale della Carife targata Bper c’è proprio quella della supremazia territoriale di Bper con l’arrivo a Ferrara.
«Vogliamo – fa capire subito Antonio Rosignoli -diventare quello che la Cassa di Risparmio di Ferrara era prima del crac e della crisi. Non ci interessa quello che farà al concorrenza, noi faremo la nostra partita siamo arrivati a Ferrara avendo chiaro l’obiettivo di diventare la banca di riferimento del territorio. Ferrara è un territorio importante. La mission del nostro Gruppo è quella di essere un punto di riferimento in termini di solidità e servizio al cliente e di contribuire allo sviluppo economico dei territori; il mio impegno personale sarà del tutto rivolto in questa direzione».
La concorrenza è avvertita. Un segnale non solo per Caricento l’altra banca del territorio, ma anche per i gruppi più grandi. Rosignoli tra l’altro può mettere in campo la sua esperienza di direttore, quando Bper ha rilevato la banca della Campania.

Personale stabilizzato.
La prima mossa è stata quella di confermare il direttore del personale di Nuova Carife Gabriele Arioli, probabilmente anche per il buon lavoro svolto nella delicata operazione di ridimensionamento organico effettuata in questi mesi. «La situazione che abbiamo incontrato è buona – ha dichiarato Corni – contiamo di andare a regime in tempi brevi . Entro settembre verranno perfezionate tutte le uscite concordate».

Un euro ben speso.
Bper ha posto da ieri le basi per conquistare la fetta più grossa del mercato ferrarese dopo un’acquisizione costata solo 1 euro. Il guanto di sfida è stato lanciato e il tessuto economico ferrarese guarda questa svolta con interesse e speranze. Anche se alle spalle ci sono ancora tante macerie.

Fonte: La Nuova Ferrara 4/7/2017

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