Cedacri: primo incontro ad un mese dalla cessione

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Tranquilli? IONo!

Incontro 5 luglio 2021
Ex Art.17, comma 7 (Cessione d’azienda)

 

Finalmente, ad oltre un mese dalla comunicazione di avvenuta cessione, si è reso possibile effettuare un primo incontro ai fini delle prescrizioni contrattuali in oggetto.

Dopo le dichiarazioni autorevoli e dai toni ineludibili della proprietà, fatte alla presenza di tutto il personale, ci attendevamo che al tavolo ci venisse dettagliato un coerente progetto per cui affrontare l’esame congiunto delle possibili ricadute sulle lavoratrici e sui lavoratori magari allargando l’area di confronto alle altre società del gruppo, anch’esse acquisite da ION.

Da parte aziendale invece c’è stata una pervicace difesa dell’argomentazione che si tratta di mera acquisizione di quote societarie, senza riflessi di alcun tipo sui piani industriali né sul personale; in linea con tale posizione ci siamo visti opporre un rifiuto categorico ad affrontare la procedura contrattualmente prevista. Si tratta di una tesi a nostro avviso insostenibile, visti anche i numerosi passaggi informativi e organizzativi già posti in opera; non si è reso possibile neppure riaggiornare l’incontro per poter approfondire e valutare la situazione che ci troveremo ad affrontare.

Le risposte ad ogni singola domanda da noi posta (“one Company” in 6 mesi? prospettive occupazionali e di mobilità? Sedi? Contratto applicato?), avevano tutte lo stesso incipit: “ad oggi” (cosa sia successo fino AD OGGI, lo sapevamo anche da soli!) …
Ci è stato detto che da parte aziendale non si ravvisano elementi (=ricadute) per aprire una procedura (ma allo stesso tempo non intendono garantire formalmente che non ce ne saranno…) e che quanto dettagliatamente descritto dal proprietario sarebbe una “visione futura”, poiché non deliberato da nessun organo legittimato a decidere (eppure, nella pratica, ne riscontriamo segni ben tangibili già da qualche settimana …).
Infine, pur affermando che “tutto continua come prima”, a nostra richiesta di riprendere, allora, i tavoli interrotti in attesa del cambio di proprietà, a partire da quello di rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale, hanno replicato di non essere in condizione di affrontare l’argomento!

All’incontro hanno preso parte anche rappresentanti sindacali territoriali e nazionali. Sono rimasti più preoccupati e sorpresi di noi da un tale atteggiamento e, ancor di più, dal tentativo dell’azienda di convincerci a tranquillizzarvi. Abbiamo risposto che il nostro compito è rappresentare gli interessi dei lavoratori e non di certo assecondare aprioristiche decisioni aziendali, che vigileremo sui prossimi passi e non ci faremo distrarre da sequenze di interventi di riorganizzazione ravvicinati e apparentemente – presi uno ad uno – non così rilevanti da doverne ragionare congiuntamente.
Ne abbiamo viste fin troppe di riorganizzazioni fatte di piccoli passi progressivamente concatenati, per confondere e distogliere l’attenzione generale e mascherare disegni più complessi e articolati.

Ora c’è in gioco qualcosa di troppo importante e decisivo per non intervenire, per lasciar completare un disegno complessivo a spezzoni. A nostro avviso questo disegno complessivo deve esserci per forza e, se davvero non ci fosse, sarebbe forse ancora peggio!

Abbiamo inviato questa lettera all’Azienda; la condividiamo anche con voi, perché è necessario esigere tutte e tutti insieme che al Sindacato non vengano negati il riconoscimento del ruolo, il coinvolgimento reale e, prima ancora, la possibilità di svolgere la propria attività. Si tratta di un’attività essenziale per la tutela dei diritti – presenti e futuri – delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda e del gruppo, particolarmente in momenti tanto delicati come quello attuale. Qualcuno dovrà risponderci!

In allegato la lettera di formalizzazione della ns. replica alla posizione aziendale SCARICA

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