L’ammissione del ceo di Ubs: ‘Rendiamo i ricchi ancora più ricchi’

dal sito www.repubblica.it
articolo di Franco Zantonelli
29 settembre 2021


MILANO – Ralph Hamers, il CEO di Ubs, è un personaggio che farebbe la gioia di Bertold Brecht, il drammaturgo tedesco che quale affermò provocatoriamente “cos’è rapinare una banca a paragone del fondare una banca?”. Questo perché il numero uno del principale istituto di credito elvetico, il 55enne banchiere olandese, che il primo novembre dello scorso anno ha preso il posto di Sergio Ermotti, si è lasciato andare, durante una recente videochiamata con i propri collaboratori, ad affermazioni che avrebbero rafforzato l’ostilità di Brecht, nei confronti del capitalismo. Oggi parleremmo piuttosto di capitalismo finanziario, lo stesso che ha impoverito milioni di persone, con gli scandali succedutisi dalla crisi del 2008 in poi. In realtà Ralph Hamers, stando al portale di informazioni finanziarie di Zurigo, Inside Paradeplatz, ha affermato che “il nostro core business, che ci piaccia o no, è supportare i ricchi che diventano sempre più ricchi”.

Poi, però, in uno slancio etico, quasi a dar ragione a chi denuncia i guai provocati dalla filosofia del “fare soldi per fare soldi”, il banchiere ha ammesso che “più abbiamo successo, più effettivamente contribuiamo alla disuguaglianza nel mondo. Il che non è un bene”. Sta forse cambiando l’approccio delle grandi banche nei confronti degli affari? Verosimilmente qualcosa si muove anche perché, ancora di recente, a inizio agosto, nella city di Zurigo le sedi di Ubs e di Credit Suisse sono state occupate da militanti ecoIogisti, in segno di protesta per i loro investimenti massicci nel fossile: gas, petrolio e carbone.

Quanto a Ralph Hamers sarà sì un banchiere consapevole dei danni che il capitalismo finanziario può provocare a intere popolazioni ma intanto è sotto processo, in Olanda, per riciclaggio. Un’accusa che risale agli anni in cui guidava la banca olandese ING, cui è stata inflitta, dalla giustizia dei Paesi Bassi, una multa di 775 milioni di euro, per una vicenda, appunto, di riciclaggio di denaro. Ubs difende con tutte le forze il proprio top manager, mentre contemporaneamente trema in attesa della sentenza del processo d’appello alla sentenza che, nel 2019, la vide condannata, da un tribunale francese, a 4,5 miliardi di euro di multa, per aver favorito l’evasione fiscale di migliaia di clienti transalpini.

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