Intesa Sanpaolo Napoli e provincia: forza nuova? No, vecchi cascami

I metodi che caratterizzano nel tempo il fascismo sono sempre gli stessi:

  • pescare nel torbido e nel disagio sociale
  • usare un linguaggio violento che semina odio
  • conservare e cristallizzare le differenze sociali
  • avere i lavoratori come primo bersaglio
  • utilizzare la violenza per affermare le proprie convinzioni
  • attacco violento, fisico, portato vigliaccamente da molti contro pochi

Quanto successo a Roma sabato scorso dà la misura, fortunatamente in piccolo, di quanto agli inizi degli anni 20 del secolo scorso accadeva quotidianamente in Italia: l’assalto premeditato a chi, persone o istituzioni, veniva considerato un avversario, con l’intenzione di punire, intimorire e spesso eliminare.

La matrice, indubbiamente fascista, delle violenze verso la CGIL e il pronto soccorso del Policlinico Umberto I sono state una prova generale di chi crede che gli scenari di 100 anni fa possano ripetersi, fidando oggi come allora in connivenze e coperture politiche di partiti e movimenti che non possono o non vogliono fare i conti con il passato, per tacere delle curve di molti stadi, palestre di intolleranza e di razzismo

I rigurgiti di un passato che credevamo morto e sepolto sono anche il frutto di condiscendenza, di ignoranza dei fatti storici, di una melassa che mischia ogni cosa, dei luoghi comuni che trovano espressione nelle parole “ma in fondo nel fascismo c’è qualcosa di buono” o nella retorica dell’espressione “i treni arrivavano in orario”

L’antifascismo non è una semplice contrapposizione al fascismo – desueta, consunta, appartenente al passato e praticata da qualche irriducibile comunista – ma è l’elemento fondante e distintivo del nostro vivere civile: la libertà di pensiero, di associazione, di impresa, di credo religioso, di stampa, di voto – pensiamoci bene – sono valori intrinsecamente e geneticamente antifascisti perché nel ventennio sono stati tutti sistematicamente e consapevolmente calpestati, culturalmente combattuti e normativamente repressi.

A rifletterci bene dunque è la pratica giornaliera del nostro essere cittadini a svolgersi oggettivamente in forma antifascista.

Del resto, le leggi per difendersi da questi cascami ci sono e tutte le leggi sono espressione di un Parlamento liberamente eletto dai cittadini e vanno applicate: il partito fascista non può riorganizzarsi e, secondo legge, chi tenta di farlo va represso

Non è tempo più di minimizzare anche verso coloro che, consapevolmente o meno, si sono fatti strumentalizzare dai fascisti: i no vax e i no green pass vanno tutelati nella legittima espressione delle loro opinioni, anche qui nel solco tracciato da una costituzione antifascista che espressamente tutela e protegge le minoranze; ma si tratta appunto di minoranze che, in democrazia, non possono prevaricare o prevalere sulla maggioranza.

Un’ultima puntualizzazione sul motivo profondo dell’attacco fascista proprio al Sindacato, proprio alla CGIL:

il Sindacato rimane, pur con tutti i suoi evidenti limiti, difetti ed errori, l’unica grande organizzazione dove è quotidiana la pratica tra lavoratori che, liberamente associati, lottano insieme per la propria emancipazione e dignità, credendo che con il progresso delle loro condizioni di vita, morali e materiali, si realizzi il progresso dell’intera società; chi, riemergendo dalle paludi mefitiche della Storia, vuole cacciare i lavoratori e la società indietro non può tollerare tutto questo.

“IL FASCISMO NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO UNA FEDE POLITICA, IL FASCISMO E’ L’ANTITESI DI TUTTE LE FEDI POLITICHE PERCHE’ OPPRIME LE FEDI ALTRUI. IL FASCISMO E’ UN CRIMINE.”
( Sandro Pertini)

Napoli, 12/10/2021

I COORDINATORI AREA NAPOLI E PROVINCIA E AREA CAMPANIA

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