Inform@fisac maggio 2016 n.2

 

Padoan consiglia “meno occupazione per i lavoratori bancari”

 

Lei dice che il sistema è più sicuro, speriamo sia così. Ma tutto questo non poteva essere evitato con un monitoraggio e una vigilanza più attenti?
“L’azione del governo è tutta rivolta a rafforzare un sistema creditizio che ha subìto i colpi della recessione, come dimostrano la riforma delle banche popolari e del credito cooperativo. La vigilanza si muove su meccanismi europei, ma la Banca d’Italia ha fatto un lavoro capillare. Non bisogna solo guardare ai casi critici, ma anche alle criticità che sono state risolte o evitate. Noi dal canto nostro cerchiamo di rafforzare il sistema con cambiamenti strutturali: il credito tornerà a condizioni di normalità, adesso non è così”.

Il premier Matteo Renzi ha detto: ci sono troppi banchieri e poco credito. Condivide?
“È una sintesi efficace. Lo scopo delle nostre riforme è quello: meno banche ma più solide e capaci di erogare credito a famiglie e imprese. Però non nascondiamoci dietro un dito: c’è eccesso di occupazione che andrà gestito in tempi e modalità dovute. Con meccanismi che facilitino l’uscita dal lavoro dei bancari vicini alla pensione”.

No, Signor Ministro, non ci nascondiamo dietro un dito. Pensa proprio che una ulteriore drastica riduzione dei livelli occupazionali sia la ricetta per sanare i problemi delle banche italiane?

Se il Governo negli ultimi mesi ha dovuto dedicarsi ai tanti provvedimenti tesi a rafforzare il sistema creditizio, non sarà perché – nonostante dal 2000 ad oggi circa 48.000 bancari siano stati “esodati” con l’ammortizzatore sociale di settore (senza considerare gli esodi in programma fino al 2018) – le imprese bancarie italiane , alla prova della crisi e della recessione, hanno dimostrato tutti i loro preesistenti limiti?

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