CR Volterra: un Natale assai poco sereno!!!!

3 - Fisac Cgil

Da mesi ormai non si parla d’altro, la famigerata ed ennesima riorganizzazione aziendale che dovrebbe restituire efficienza e competitività alla Banca è stata prima presentata “urbi et orbi” e poi, dal 22 novembre u.s., è iniziata la procedura di informativa e confronto con le Rappresentanze Sindacali prevista a riguardo dal CCNL.

Oggi, trascorsi ormai diversi giorni da quell’incontro – cui ne è seguito uno ulteriore il giorno 7 dicembre, in cui abbiamo manifestato ancora molti dubbi e la necessità di ulteriori chiarimenti da approfondire in successive riunioni che però l’azienda non si è ancora decisa a convocare – è necessario fare il punto della situazione ed esprimere le nostre forti perplessità, sia su questa riorganizzazione che su altre questioni non meno importanti che rischiano di deteriorare irrimediabilmente le relazioni industriali nella nostra azienda in un momento molto delicato.

L’azienda ha presentato questo intervento organizzativo come necessario ed indispensabile per recuperare efficienza, accorciando le linee di comando ed intervenendo sui processi; il nuovo Ufficio Back Office nasce come fulcro di questa logica ed in esso confluiranno attività finora svolte in altri uffici.

Ben comprendendo la necessità di pervenire ad un miglioramento del cost-income che costituisce uno dei capisaldi del nuovo piano industriale, abbiamo chiesto quali risparmi generasse questa operazione; l’azienda ci ha risposto che non ci sarà un risparmio di costi nell’immediato, ma che questo sarà ottenuto successivamente, in ragione dell’efficientamento raggiunto. In sostanza, si mira a risparmiare tempo nelle lavorazioni e questo significa che a tendere l’obiettivo sarà lavorare con meno risorse. Ci domandiamo quindi quale possa essere il fine ultimo di questa operazione se non un taglio di personale corposo, che non potrà certo essere sostenuto dalle “possibili” 30 fuoriuscite per pensionamenti diluiti nei prossimi anni stimate dall’azienda.

Se il cost-income è il problema di oggi, come è possibile credere ad una riorganizzazione che efficienterà la Cassa nell’arco dei prossmi tre anni, se non utilizzando la mannaia di un taglio di personale?

E’ logico quindi che queste affermazioni aziendali che invocano questo recupero di efficienza con tagli di personale appaiano quantomeno preoccupanti, a maggior ragione per il fatto che l’azienda – a nostra precisa richiesta – sostiene di non avere in questo momento le risorse per portare avanti una procedura di esodo di personale. Addirittura secondo la D.G. il costo derivante dall’apertura di un esodo volontario non consentirebbe alla CRV di rispettare i coefficienti patrimoniali monitorati da Bankit per poter edsercitare la funzione creditizia.

Al contrario i Sindacati sulla base dei dati di bilancio sono convinti che tra le righe del conto economico e dello stato patrimoniale sia possibile ritagliare un “tesoretto” con cui finanziare la procedura di esodo, anche attraverso il contributo del Sindacato (formazione finanziata, accordo per utilizzare le risorse immobilizzate nel costo del monte ferie e permessi maturati ma non goduti, ridimensionamento del numero e degli importi delle indennità di ruolo chiave ormai anacronistiche ed insostenibili, etc etc … ) che a nostro avviso su questi presupposti sarebbe avallata con favore anche da Bankit.

Il nuovo Ufficio Back office sarà composto da 49 dipendenti, diventando in assoluto il più grosso Ufficio della Cassa: agli 11 già presenti nell’ufficio si aggiungeranno infatti altri 38 dipendenti: 5 dagli Uffici affari legali interni e Guc, 2 da Ufficio canali diretti, 7 dall’ufficio istruttoria e revisioni, 10 (praticamente tutti o quasi) dall’Ufficio mutui e Crediti speciali, 7 dall’ufficio personale e Servizi ausiliari, 5 dall’ufficio amministrazione, 2 (tutti) dal Reparto Tecnico dell’ufficio Organizzazione. Numeri alla mano negli uffici toccati sembra rimangano in prevalenza i responsabili con un trasbordo degli operatori verso il nuovo ufficio.

Per stessa ammissione dell’azienda, questo nuovo ufficio potrebbe in un futuro prossimo (forse entro il primo semestre del 2022) essere interessato da ulteriori interventi, tra cui un eventuale spin-off che, come confermato dalla delegazione aziendale, è allo studio insieme ad altre ipotesi complementari (non sappiamo quali..): questa è la cosa che ci preoccupa ed amareggia maggiormente.

In sostanza questa nuova “creatura gigante”, presentataci come la soluzione d’efficienza cardine di questa riorganizzazione, in grado di rappresentare il volano del nostro rilancio, in assenza di certezze e delle adeguate garanzie per i lavoratori interessati, sembra poter assumere piuttosto i connotati di un carrozzone destinato alla disfattura, e QUESTO NON E’ IN ALCUN MODO TOLLERABILE !!!

Molti altri punti di questo riassetto organizzativo ci appaiono discutibili se non nebulosi:

  • Questa riorganizzazione dice di guardare lontano in un’ottica di rilancio ma a noi sembra avere un orizzonte di breve se non brevissimo termine, quasi avesse come unico obiettivo il taglio di personale.
  • Non porta risparmi in termini economici, quindi nessun effetto “a breve” sul cost income: SE i risparmi arriveranno in ragione dell’efficientamento prodotto, si vedranno in futuro.
  • Siamo perfettamente consapevoli che la situazione economico patrimoniale della Cassa impone scelte urgenti ed anche impopolari che necessariamente dovranno tenere in considerazione un ribilanciamento della Direzione Generale, ma non crediamo che una possibile futura cessione di rami di azienda possa risolvere queste problematiche. Non è con questo tipo di interventi basati su logiche di brevissimo periodo che si abbassa il cost-income! I costi operativi derivanti dal costo delle lavorazioni eventualmente esternalizzate sarebbero infatti comunque elevati, e sostanzialmente non comprimibili; a nostro avviso la strada per un miglioramento strutturale del cost-income non può passare esclusivamente da una contrazione dei costi, ma dovrà essere determinata piuttosto da un incremento dei ricavi che potrà avvenire solo con un aumento dei volumi, impieghi compresi,per la cui sostenibilità diviene indifferibile un aumento di Capitale, e, se necessario, aprendo una procedura di esodo volontario attraverso il ricorso al Fondo di solidarietà del settore credito.
  • I criteri di scelta delle lavorazioni dei vari Uffici ed i conseguenti trasferimenti di risorse verso il nuovo Ufficio Back office non sono chiari, anzi appaiono in tutta evidenza discrezionali. Come riferito dalla stessa delegazione, la Direzione non ha voluto far confluire nel back office altre funzioni o lavorazioni che ne avrebbero avuto le caratteristiche.
  • Non accettiamo l’impostazione che ha ispirato queste modifiche organizzative che di fatto dividono i Dipendenti; IL PERSONALE DELLA CASSA E’ UNO E INDIVISIBILE, siamo tutti sulla stessa barca, non possiamo permetterci di immaginare di sacrificare decine di persone, in assenza di garanzie sul loro futuro, per perseguire una rinnovata competitività peraltro tutta da dimostrare.
  • La chiusura di Filiali ed agenzie, in totale per adesso 6 considerando l’agenzia 1 di Volterra, con altre a seguire nel triennio, è un altro elemento di preoccupazione non soltanto per gli innegabili negativi riflessi sul Territorio (sopratutto quelli derivanti dalla chiusura di Ponteginori), ma anche perché di fatto con le chiusure di Filiali si genereranno i presupposti per la creazione di nuovi esuberi. Non ci risulta che le filiali ed agenzie in chiusura fossero in perdita (abbiamo chiesto alla DG i dati sui margini di contribuzione delle unità produttive della rete ma non ce li hanno forniti), è evidente che assecondando queste logiche la nostra Cassa rischia di perdere definitivamente le proprie radici riducendosi a mera rete commerciale, senza più anima né radicamento in quelle piccole comunità che rappresentano la nostra storia e per cui la CRV era stata finora un prezioso supporto.
  • Nell’ultimo incontro del 7 dicembre abbiamo richiesto un Accordo sulla mobilità per tutti i colleghi coinvolti nella riorganizzazione che, ricordiamo, comprende anche lo smembramento dell’Ufficio Monitoraggio e Recupero nell’Ufficio Contenzioso, per la parte che riguarda il Recupero, e nell’Ufficio Crediti per quanto attiene il monitoraggio delle posizioni ancora in bonis, e prevede che un seppur contenuto numero di risorse di Direzione Generale venga destinato alla Rete, ma anche in questo caso l’azienda ha rifiutato per l’ennesima volta la proposta dei Sindacati limitandosi a dire che si sarebbe limitata a rispettare le previsioni del CCNL

STANTI COSI’ LE COSE, NON SIAMO IN ALCUN MODO INTENZIONATI A CONCEDERE IL NOSTRO PLACET AD UNA RIORGANIZZAZIONE IN CUI E’ MANCATO TOTALMENTE UN CONFRONTO, IN CUI NESSUNA DELLE NOSTRE RICHIESTE E’ STATA MINIMAMENTE CONSIDERATO E CHE AI NOSTRI OCCHI , NONOSTANTE I PROCLAMI, SEMBRA ESSERE IL PRELUDIO AD UNA TOTALE DISGREGAZIONE DELLA NOSTRA BANCA.

Dulcis in fundo…….., proprio nella riunione del 7 dicembre (dopo l’evento al Persio Flacco e gli auguri di Natale da tutto il management e la proprietà), ci è stato riferito che è al vaglio del prossimo cda della Banca, in programma per il 22 dicembre p.v, la possibilità di non prorogare, a partire dal prossimo 1 gennaio le previsioni del C.I.A., che ricordiamo è scaduto dal 31.12.2019 e non è stato rinnovato per iniziativa della Banca che invece di procedere all’apertura delle trattative per il rinnovo richieste dal Sindacato nei tempi e nei termini previsti dal CCNL, ha invece deciso di applicarlo in regime di prorogatio sino al 31.12.2021. adducendo come motivazione che le perduranti difficoltà derivanti dall’emergenza sanitaria finora non consentivano l’espletamento delle procedure necessarie al rinnovo del CIA stesso.

TUTTO QUESTO CI LASCIA ALLIBITI !!!

NON SIAMO DISPOSTI AD IMMOLARE SULL’ALTARE DI UN MALINTESO SENSO DELL’AUTONOMIA DIRITTI FATICOSAMENTE ACQUISITI IN 40 ANNI DI LOTTE SINDACALI!!!!

Il Governo ha esteso l’emergenza nazionale fino al 31 Marzo 2022. Quindi ben venga una ulteriore proroga coerente con le precedenti ed una contemporanea convocazione del tavolo per il rinnovo del CIA mentre il “vecchio” CIA contratto resta in vigore perché NON SIAMO ASSOLUTAMENTE DISPOSTI AD ACCETTARE UN’APERTURA DELLE TRATTATIVE CHE ABBIA COME PRESUPPOSTO LA DISAPPLICAZIONE DEL CIA!
QUESTO SAREBBE VERAMENTE TROPPO! E SE LA BANCA È ANCORA IN PIEDI LO DEVE UNICAMENTE AI SUOI DIPENDENTI, E’ INACCETTABILE CHE GLI ERRORI DI ANNI DI GESTIONE SCRITERIATA VENGANO PAGATI DAI LAVORATORI E DAL TERRITORIO !!!

IN ATTESA DELLE DETERMINAZIONI DEL CDA VI COMUNICHIAMO CHE A BREVISSIMO VERRÀ INDETTA UN’ASSEMBLEA DI TUTTO IL PERSONALE IN CUI VERRANNO VALUTATE TUTTE LE INIZIATIVE NECESSARIE A TUTELA DEI LAVORATORI.

Volterra, 17/12/2021
FIRST/CISL – FISAC/CGIL – FABI


Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA: IL SINDACATO CRV CON I LAVORATORI E IL TERRITORIO

Le Organizzazioni FIRST CISL, FISAC CGIL, FABI della Cassa di Risparmio di Volterra desiderano esprimere il proprio punto di vista in merito all’intervento riorganizzativo recentemente presentato dai vertici aziendali, la cui procedura di informativa e confronto prevista dal CCNL è iniziata lo scorso 22 novembre:

Le scriventi denunciano il grave ritardo e la lentezza con cui sono stati convocati gli incontri (il prossimo è previsto il giorno 29 a distanza di otre 20 giorni dall’ultima riunione del 7 dicembre) nonché l’ inadeguatezza delle informazioni ricevute che al momento non consentono una valutazione completa delle ricadute previste sui lavoratori.

Nonostante che le Organizzazioni Sindacali abbiano manifestato molti dubbi e sottolineato la necessità di numerosi chiarimenti, la Cassa non si è ancora decisa ad effettuare i passi necessari a rilanciare la concertazione ed evitare quegli atteggiamenti che rischiano di deteriorare irrimediabilmente le relazioni industriali in un momento molto delicato.

L’azienda ha presentato questo intervento organizzativo, l’ennesimo…., come necessario ed indispensabile per recuperare efficienza e riguadagnare competitività per mezzo di un accorciamento delle linee di comando ed uno snellimento dei processi operativi, anche se ha dichiarato che non vi sarà un risparmio di costi nell’immediato. Nel prendere atto di tali affermazioni è lecito domandarsi quindi quale possa essere il fine ultimo di questa operazione se non un taglio di personale corposo, ed è questa è la cosa che preoccupa ed amareggia maggiormente.

La creazione di un nuovo Ufficio in cui convoglieranno molte lavorazioni precedentemente svolte in vari uffici di Direzione Generale sembra essere l’anticamera di un possibile scorporo di ramo d’azienda, verso una società di servizi Terza che, per stessa ammissione della delegazione aziendale, è allo studio e che potrebbe a breve concretizzarsi.

Tutto ciò è assolutamente inaccettabile! E’ DI TUTTA EVIDENZA CHE IL RILANCIO AZIENDALE non possa passare esclusivamente da una contrazione dei costi ma piuttosto da un incremento dei ricavi, che potrà avvenire solo con un aumento dei volumi, impieghi compresi, per la cui sostenibilità diviene indifferibile un aumento di capitale.

Questa riorganizzazione sostiene di guardare lontano in un’ottica di rilancio della Cassa ma, al contrario sembra invece rispondere ad orizzonti di breve se non brevissimo termine, quasi avesse come unico obiettivo il taglio di personale.

Una Procedura di esodo volontario sarebbe, in questo contesto, lo strumento da utilizzare in luogo di altre soluzioni ben più penalizzanti per i lavoratori.

La chiusura di Filiali ed agenzie, in totale per adesso 6 considerando l’agenzia 1 di Volterra, con altre a seguire nel triennio, rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione non soltanto per gli innegabili negativi riflessi sul Territorio, ma anche perché di fatto, con le chiusure di Filiali, genereranno i presupposti per la creazione di nuovi esuberi e minor ricavi.

Risulta evidente che, assecondando queste logiche, la nostra Cassa rischia di perdere definitivamente le proprie radici riducendosi a mera rete commerciale, senza più anima né riferimento a quelle piccole comunità che rappresentano la nostra storia e per cui la CRV era stata finora un prezioso supporto.

Stanti così le cose, le scriventi Organizzazioni Sindacali esprimono molte perplessità verso una riorganizzazione per la quale è totalmente mancato un costruttivo confronto ed alla quale non sono in alcun modo intenzionate a concedere il loro placet.

NONOSTANTE I PROCLAMI di un rinnovamento indispensabile per un rilancio TUTTO CIO‘ SEMBRA ESSERE IL PRELUDIO AD UNA TOTALE DISGREGAZIONE DELLA CASSA.

Ulteriori forti preoccupazioni per i lavoratori derivano dalle incertezze sull’applicazione del Contratto integrativo aziendale, scaduto dal 31.12.2019, ed applicato in regime di prorogatio, che la Cassa ha paventato di non voler prorogare.

Il Governo ha esteso l’emergenza nazionale fino al 31.03.2022. Quindi ben venga una ulteriore proroga, coerente con le precedenti volute dall’azienda per le precauzioni legate al Covid, ed una contemporanea convocazione del tavolo per il rinnovo del CIA, mentre il “vecchio” contratto resta in vigore, perché non siamo assolutamente disposti ad accettare un’apertura delle trattative che abbia come presupposto la disapplicazione delle norme contrattuali aziendali in essere.

I lavoratori della cassa non sono disposti a immolare sull’altare di un malinteso senso dell’autonomia tutto quanto di buono costruito nel tempo per il territorio, la citta‘ ed i dipendenti, se la banca è ancora in piedi lo deve unicamente ai suoi dipendenti ed e’ inaccettabile che gli errori di anni di gestione scriteriata vengano pagati dai lavoratori e dal territorio !!!

A brevissimo verrà indetta un’assemblea di tutto il personale in cui verranno valutate tutte le iniziative necessarie a tutela dei lavoratori.

Volterra, 22/12/2021 – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – FABI CRVOLTERRA SPA

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