Unicredit: lo sciopero in UBIS e’ pienamente riuscito

lo sciopero in UBIS e’ pienamente riuscito.
I primi dati che abbiamo a disposizione ci dicono che almeno l’80% dei colleghi ha aderito allo sciopero.

I presidi organizzati in tutta Italia hanno visto la partecipazione di centinaia e centinaia di lavoratrici e lavoratori.

Sciopero venerdì 26 ottobre per l’intera giornata dei circa 5.300 lavoratori di Ubis, società del gruppo Unicredit, per contrastare il progetto Newton che prevede lo scorporo di alcuni rami d’azienda e la conseguente esternalizzazione dal gruppo di 2.000 lavoratori in Europa, di cui 800 soltanto in Italia. A ricordarlo è il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, nel sottolineare come si tratti di “una mobilitazione importante all’interno del più grande gruppo bancario italiano in Europa, finalizzata a contrastare il progetto Newton”.

Roma, 24 ottobre 2012

UniCredit/ Fisac: Venerdì sciopero lavoratori Ubis

Contro scorporo di alcuni rami d’azienda

Roma, 24 ott. (TMNews) – Sciopero venerdì per l’intera giornata dei circa 5.300 lavoratori di Ubis, società del gruppo Unicredit, “per contrastare il progetto Newton che prevede lo scorporo di alcuni rami d’azienda e la conseguente esternalizzazione dal gruppo di 2.000 lavoratori in Europa, di cui 800 soltanto in Italia”. A ricordarlo è il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, nel sottolineare come si tratti di “una mobilitazione importante all’interno del più grande gruppo bancario italiano in Europa, finalizzata a contrastare il progetto Newton”.

Il numero uno della categoria del credito della Cgil rileva inoltre come “questa mobilitazione è utile e necessaria anche per l’insieme della categoria, per il valore che ha nel nostro paese e che vede impegnati i sindacati anche negli altri paese europei”. Un’azione sindacale, conclude Megale, “che ci vede protagonisti in Unicredit, come in Monte Paschi, per riaffermare il valore e la difesa dell’area contrattuale, realizzata col nuovo contratto nazionale, e contemporaneamente difendere e salvaguardare i livelli occupazionali non solo per l’oggi ma anche per il futuro”.

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