Landini: «Superare la precarietà, rinnovare i contratti e aumentare salari e pensioni»

Intervenuto durante la trasmissione In mezz’ora, il segretario generale della Cgil ribadisce: “Situazione esplosiva, servono provvedimenti strutturali. Chi ha di più deve contribuire di più. La classe politica torni in sintonia col mondo del lavoro”

La situazione sociale ed economica è “esplosiva”. Anche il governo ne è consapevole, “tant’è che ha varato un provvedimento una tantum per mettere in busta paga, a luglio, 200 euro con un tetto di 35mila euro lordi l’anno, ma non bastano”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ospite della trasmissione Mezz’ora in più su RaiTre.

Come aveva ribadito qualche giorno fa in un’intervista alla Stampa, “con la Uil abbiamo fatto uno sciopero generale in dicembre” in cui “abbiamo detto chiaramente che c’era e c’è una emergenza sociale e democratica che va affrontata con l’aumento di salari e pensioni, e una lotta alla precarietà nel lavoro e nella vita. Ora che tutti riconoscono il problema è tempo di agire”.

“Vogliamo che questa situazione drammatica, che è peggiorata, si affronti in modo diverso – ha proseguito Landini – c’è bisogno di un intervento più forte, servono misure straordinarie. Ci sono due strade e mezzo: innanzitutto rinnovare i contratti e, quindi, qui c’è un ruolo che devono avere anche le imprese. Per gli aumenti contrattuali non si può prendere come riferimento l’indicatore depurato dall’energia. L’aumento sia almeno collegato all’inflazione effettiva”.

C’è poi bisogno di agire sul fisco con una “maggiore tassazione sugli extra-profitti e sulle rendite finanziarie”. Lì, prosegue il leader di Corso d’Italia, “ci sono risorse da poter andare a prendere. Non è inoltre scandaloso affrontare questa situazione con un contributo di solidarietà, che non è una patrimoniale. Poi fare una vera e propria riforma fiscale”.

Infine un messaggio rivolto alla classe politica: “O i partiti e il Parlamento tornano a essere in sintonia con il mondo del lavoro e le persone che continuano a pagare le tasse, o altrimenti rischiano pesante” perché, conclude Landini, “quando ormai metà dei cittadini a votare non ci va, perché non si sente più rappresentata, dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti”.

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