Nino Baseotto, Segretario generale FISAC CGIL sul Piano Industriale MPS

DICHIARAZIONE STAMPA

Il Piano industriale 2022 – 2026 presentato oggi dall’Amministratore Delegato della Banca Monte Paschi è di fondamentale importanza per il futuro della Banca e dei suoi dipendenti e, per questo, ci riserviamo di approfondirne i contenuti per giungere a una valutazione compiuta e ponderata.

Ad una prima lettura di quanto diffuso, possiamo fare alcune brevi considerazioni di merito.

Importante è che sia confermato il sostegno del Governo, in qualità di Socio di maggioranza della Banca, sia per ciò che riguarda la sottoscrizione di quota parte dell’aumento di capitale, sia nel rapporto con l’autorità europea di vigilanza.

L’asserita volontà di non procedere a esternalizzazioni e o a vendite di società controllate prospetta la scelta di operare per la salvaguardia dell’integrità della Banca: ciò rappresenta un fatto positivo, in controtendenza rispetto a talune scelte sbagliate che vanno diffondendosi nel settore del credito italiano.

La riorganizzazione di Monte dei Paschi appare tutta da approfondire e sviluppare e non potrà prescindere dalla valorizzazione dell’apporto professionale delle e dei dipendenti, anche con riferimento alle ricadute sull’operatività della Banca e sulle condizioni di lavoro, che deriveranno dalla decisione di attivare il Fondo di Solidarietà di settore per accompagnare alla pensione circa 4.000 dipendenti. Questo è uno snodo delicato del Piano industriale che va perseguito nell’assoluto rispetto della volontarietà delle adesioni da parte di lavoratrici e lavoratori.

Anche per questo, è essenziale che si sviluppi un confronto serrato e costruttivo con i Coordinamenti aziendali di FABI, FIRST, FISAC, UILCA e UNISIN.

La ricerca di soluzioni condivise con il Sindacato e con chi vive quotidianamente la realtà della Banca (e che conta sulla fiducia e il sostegno di circa diciannovemila iscritte e iscritti rispetto ai poco più che ventunomila dipendenti) è condizione essenziale per conseguire gli obiettivi di risanamento e rilancio che il Piano industriale si propone.

Roma, 23 giugno 2022

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