Megale: serve ruolo attivo di Cdp per finanziare crescita

Un ruolo attivo e di primo piano per la Cassa depositi e prestiti nel contrasto alla crisi, attraverso l’iniezione di risorse per finanziare la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese, supportarle nell’export e generare così nuova occupazione e nuovo lavoro

E’ la proposta lanciata oggi dal segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, nel corso del convegno promosso oggi dalla categoria sul ruolo della Cassa depositi e prestiti.

Per il numero uno della Fisac Cgil, infatti, “dopo nove punti in meno di Pil negli ultimi sei anni, pari a 150 miliardi in meno di ricchezza prodotto, il nostro paese ha bisogno di una scossa, di una terapia d’urto sul versante degli investimenti, pubblici e privati. Una sterzata vitale perché senza investimenti che rilancino l’industria non si esce dalla crisi e non si crea nuova occupazione”.

Per questo secondo Megale bisogna guardare al ruolo di Cdp. “Bisogna agire in tre direzioni: per prima cosa Cdp può svolgere un ruolo diretto nel finanziare le Pmi, svolgendo così un ruolo di traino per gli investimenti; secondo, in una logica di politica industriale, la Cassa può veicolare risorse verso le piccole imprese, incentivando la crescita dimensionale e gli investimenti in innovazione e ricerca; terzo e ultimo, serve dare centralità al ruolo svolto alla Sace affinché venga sostenuto ancora di più l’export, evitando nel contempo delocalizzazioni incontrollate e accompagnando le piccole imprese, i distretti industriali, a costruire – ha concluso Megale – vere e proprie filiere di internazionalizzazione per conquistare nuovi mercati e far crescere occupazione e lavoro”.

La nostra città e la nostra regione vivono una condizione economica e sociale molto complicata: centinaia di persone faticano ad arrivare alla fine mese. Di fronte a un quadro siffatto, è urgente dare risposte, trovare una via d’uscita. E per noi, per la Cgil, occorre ripartire dal lavoro

Così Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, intervenuto stamattina all’iniziativa “Cassa depositi e prestiti, Sace, Sismet. Un ruolo a sostegno della crescita e dell’occupazione” promossa dalla Fisac Cgil nazionale e dalla Fisac Cgil di Roma e del Lazio cui hanno partecipato il presidente di Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini, il presidente della Simest Vincenzo Petrone, l’Ad di Sace Alessandro Castellano e il vice ministro dell’Economia e Finanze Stefano Fassina.

Per Di Beradino “è evidente come l’attuale modello di sviluppo, che si regge sul terziario, sui servizi, sull’edilizia e sul lavoro pubblico, non sia più in grado di creare nuova occupazione. Ne serve un altro, fondato sulla crescita e sull’innovazione e inoltre abbiamo bisogno di investimenti”. “Da questo punto di vista – ha precisato – la Cassa depositi e prestiti avrebbe potuto davvero contribuire a creare crescita e occupazione, ma quello che a me sembra è che nel corso di questi anni abbia più che altro sostituito quello che doveva essere il ruolo del Governo in termini di gestione, non abbia sostenuto adeguatamente gli enti locali e non abbia contribuito in modo giusto allo sviluppo”. “Di fronte a una crisi così devastante con ingenti risorse bloccate dal patto stabilità, tagli lineari, difficoltà di accesso al credito per le imprese – ha proseguito- è allora necessario e urgente rivedere il tema dei finanziamenti e anche il ruolo di questa società che è stato un po’ snaturato”. Occorre rilanciare gli investimenti per creare nuova occupazione – ha concluso -. Non possiamo pensare che bastino i fondi europei”.

Per Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil, “dopo aver perso 9 punti di Pil pari a 160 miliari di euro di mancata ricchezza, la Cassa depositi e prestiti può e deve rafforzare la sua azione sotto molteplici aspetti”. “Innanzitutto – ha detto – deve potenziare gli investimenti nella piccola e media impresa, in particolare nell’industria manifatturiera; deve sostenere poi le imprese che esportano e che dimostrino di saper governare eventuali percorsi di delocalizzazione all’insegna della buona occupazione e della internazionalizzazione; deve rilanciare infine un’idea della crescita promuovendo, attraverso un’azione coordinata con il ministero dello sviluppo economico, un sistema bancario capace di riaprire i rubinetti del credito per favorire gli investimenti e di portare le firme italiane a livello dimensionale di quella francesi e, gradualmente, di quelle tedesche”. Tutto ciò, secondo Megale, è determinante “per immaginare una politica incentrata sul lavoro e sulla buona occupazione e attenta in modo particolare ai giovani, al rispetto dei diritti e delle libertà sindacali”